Contestata la linea russofoba dei vertici socialisti. Wolf Linder (PS): “voterò Sì alla Neutralità”!

Una lettera aperta destinata a Cédric Wermuth e Mattea Meyer, co-presidenti del Partito Socialista Svizzero (PSS), squarcia il velo con cui i vertici socialdemocratici elvetici tentano da qualche anno di imporre la svolta atlantista e guerrafondaia al proprio Partito. Quello stesso PSS che un tempo chiedeva l’abolizione dell’esercito e il divieto di esportare materiale bellico, ora è invece retto da un duo ultra-europeista, irrazionalmente ostile alla Russia e letteralmente ossessionato da Putin, tanto da perorare con atti parlamentari militaristi la causa dell’invio di armi svizzere al regime reazionario ucraino che reprime la sinistra e manda al massacro i coscritti. Se queste accuse venivano finora solamente dal Partito Comunista svizzero che nel 2023 aveva rifiutato la congiunzione delle liste con i socialisti adottando una coerente linea denominata “No UE – No NATO”, adesso qualcuno, all’interno del PSS stesso, sta alzado la voce: si tratta di tre membri attivi come Wolf Linder, Pascal Lottaz e Leo Keller. Il primo è uno dei massimi politologi svizzeri, professore emerito dell’Università di Berna e autore di importanti manuali utilizzati nelle facoltà di scienze politiche del paese. Il secondo è un accademico specializzato proprio sulla neutralità, che insegna in Giappone e gestisce il prestigioso canale Youtube: “Neutrality Studies” (https://www.youtube.com/@neutralitystudies).

Il PSS si è ridotto a sostenere gli embarghi voluti dagli USA

A far arrabbiare i tre autori della lettera aperta è il modo in cui la Direzione del PSS sta conducendo la campagna in vista della votazione del 27 settembre prossimo, ricorrendo a quelle che definiscono “clamorose falsità”.

L’affermazione dei vertici socialdemocratici secondo cui, ad esempio, con l’iniziativa sulla neutralità, la Svizzera diventerebbe un “bacino di raccolta per i profittatori di guerra” è infatti completamente campata per aria: “Le imprese svizzere fanno affari discutibili non a causa della neutralità, bensì perché sono redditizi, e ciò perché la legislazione svizzera sul commercio estero e sulle banche li consente”, spiegano i politologi. In secondo luogo – scrivono sempre i tre dissidenti iscritti al PSS – “contrariamente a quanto sostenete, le sanzioni continueranno a essere possibili. Anche in futuro la Svizzera applicherà sanzioni, vale a dire quelle dell’ONU. Sono le uniche che, agli occhi dell’intera comunità internazionale, sono giustificate”. La Svizzera non potrà però più seguire le misure coercitive dell’UE né le innumerevoli sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Infatti – continuano Linder, Lottaz e Meier – “una gran parte delle loro sanzioni viene imposta non per motivi giuridici, bensì per interesse economico proprio. Troppo spesso non seguono il diritto, ma il «diritto del più forte». E qualcuno di voi ha mai preso atto del fatto che le misure coercitive economiche non sono uno strumento di pace, bensì uno strumento di guerra? Esse hanno scarsi effetti sui governi, ma sono devastanti per la popolazione civile e provocano ogni anno, nel mondo, oltre mezzo milione di morti”.

Una svolta atlantista imposta al Partito senza consultare nessuno

Wolf Linder, Pascal Lottaz e Teo Meier non la mandano a dire nemmeno sulla democrazia interna al PSS: “Avete deciso in modo arrogante il vostro No all’iniziativa sulla neutralità, senza consultare né l’opinione della base del Partito né quella di un congresso del Partito. Avete paura dei membri che la pensano diversamente da voi e sperate in una bocciatura quanto più netta possibile dell’iniziativa”. Se ciò accadesse, come è costretta ad ammettere l’ex presidente della Confederazione, la socialista Michèline Calmy-Rey, “finiremmo per essere spinti nel campo dei sostenitori sfegatati della NATO.

Il politologo socialista Wolf Linder interviene a favore della neutralità dalla tribuna del XXV congresso del Partito Comunista, nel novembre 2025.

Un carrierismo basato su comunicazione emotiva e sloganistica

I due-copresidenti del PSS, brillanti nella retorica emozionale ma alquanto banali e scontati nei contenuti quasi solo sloganistici dei loro commenti politici, hanno infatti copiato lo slogan della NZZ, il grande giornale della borghesia liberale svizzera, definendo l’iniziativa «putiniana». Da allora usano questo slogan non solo per rendere superflui e illegittimi gli argomenti altrui, ma anche per screditare senza appello gli avversari, fra cui i comunisti. A questo scopo hanno mobilitato il consigliere nazionale del Grigioni italiano Jon Pult, particolarmente ostile contro il Partito Comunista guidato da Massimiliano Ay che, fin dal 2022, aveva dichiarato che la neutralità avrebbe dovuto rappresentare la priorità assoluta della sinistra per evitare che la Svizzera diventi un bersaglio militare e per far sì che si tenga fuori da quella che rischia di diventare una guerra mondiale della NATO contro la Russia e i suoi alleati.

I tre autori della lettera aperta lamentano l’atteggiamento spocchioso dei co-presidenti socialisti: “siete in prima linea in una propaganda anti-Blocher e anti-russa che ha portato a una guerra di trincea tra i partiti. In questa meschina disputa «UDC contro il resto dei partiti», sono state sprecate le possibilità di un dibattito obiettivo e condotto sulla base di argomenti. Eppure, in questa vicenda, è in gioco niente meno che la futura politica estera della Svizzera in una situazione mondiale incerta e minacciata dalla guerra. Questo danneggia il nostro Paese e temiamo anche la causa della socialdemocrazia”. In effetti la simpatia dei lavoratori verso il PSS è in caduta libera e in tutta l’UE i partiti socialdemocratici guerrafondai stanno perdendo consensi.

I comunisti diventano gli interlocutori dei socialisti coerentemente pacifisti

Intanto Wolf Linder e Pascal Lottaz sono attivissimi a favore del voto del 27 settembre e hanno promosso un’associazione di centro-sinistra chiamata “Neutralità per la pace e la riconciliazione” (https://swissneutralitynow.ch), che hanno presentato lo scorso novembre ad Arbedo-Castione durante il 25° Congresso del Partito Comunista. L’associazione di Linder e Lottaz nel frattempo ha aderito al “Comitato Pacifista e Internazionalista per la Neutralità” promosso dal Partito Comunista della Svizzera e dal Partito Svizzero del Lavoro con altre organizzazioni dichiaratamente anti-imperialiste e progressiste come l’Associazione Svizzera-Cuba, il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti, ma anche Linksbündig, una scissione del PSS avvenuta a Zurigo.