“Mai così vicini a un conflitto aperto” dai tempi della seconda guerra mondiale, ha detto il premier Donald Tusk, dopo che alcuni droni russi (?) hanno sbandato nello spazio aereo della Polonia. Gli fa eco il presidente italiano Sergio Mattarella, tracciando analogie con “l’irresponsabilità dell’estate del 1914” ed evocando l’immagine suggestiva di un’Europa che scivola su “un crinale”, verso la guerra mondiale che “forse nessuno voleva ma è successa lo stesso”.
Seguono a ruota altri leader europei e la grancassa di giornali e telegiornali, in cui l’incidente nei cieli polacchi eclissa l’ennesimo, gravissimo abuso sionista: solo poche ore prima infatti Israele ha bombardato la capitale del Qatar nel tentativo di colpire una riunione di leader di Hamas. Un’aggressione mirata e deliberata, in barba alla sovranità del Qatar e al diritto internazionale (o quel che ne resta), di per sé ben più grave ma che comunque passa in secondo piano rispetto all’innocuo sconfinamento di droni russi.
Sorvoliamo però sulla consueta ipocrisia di media e politici europeisti e ci concentriamo sull’allarme lanciato da Tusk, Mattarella e altri: quello di un graduale scivolamento verso la guerra mondiale.
È certo alquanto bizzarro che questi leader europei, membri della tribù dei turbomilitaristi sostenitori della linea dura contro Mosca, scoprano di trovarsi su un “crinale scivoloso” solo dopo tre anni e mezzo di guerra, in cui ne sono successe di tutti i colori e ben più gravi di questa.
Costoro non hanno visto il pericolo della guerra mondiale quando hanno sdegnosamente rifiutato l’architettura di sicurezza collettiva presentata da Putin a dicembre 2021 come ultima spiaggia prima della guerra aperta.
Non lo hanno visto nemmeno quando hanno iniziato a rifornire l’Ucraina di armamenti sempre piu letali e potenti: in tre anni si è passati da pistole e mitra ai missili a lunga gittata e agli aerei da combattimento.
Non erano preoccupati dalla guerra mondiale quando hanno convinto Zelenskij a rifiutare gli accordi di Istanbul, in cui la Russia offriva all’Ucraina condizioni ben più vantaggiose di quelle che offre adesso.
Non si sono accorti dei rischi di guerra mondiale quando si sono autosabotati i gasdotti North Stream, incolpando prima la Russia stessa, poi un fantomatico gruppo di cani sciolti ucraini (quasi sicuramente si è trattato invece di sommozzatori militari della NATO).
Erano ciechi ai pericoli della guerra mondiale quando le forze della NATO hanno iniziato una guerra di corsa nel mar Baltico, assaltando con azioni di autentica pirateria le navi mercantili russe.
E ovviamente nessun motivo di allarme quando l’Ucraina, non senza il sostegno di ricognizione della flotta satellitare euroamericana, ha attaccato la triade nucleare russa, distruggendo diversi bombardieri strategici. Fatto che da solo autorizzerebbe la Russia, in base alla sua dottrina di sicurezza, a una risposta nucleare contro gli attaccanti.
Tutto ciò per tre anni e mezzo non ha scalfito la religiosa fedeltà di questi leader alla linea guerrafondaia di contrapposizione totale con Mosca.
Poi improvvisamente giunge la realizzazione e i leader europei iniziano a riflettere sulla pendenza del piano inclinato su cui stanno scivolando. Succede dopo un incidente abbastanza routinario: alcuni droni sbandano oltreconfine, fatto già successo più volte nel corso del conflitto, sebbene con un numero inferiore di apparecchi coinvolti. È questo fatto, sostanzialmente insignificante nell’economia del conflitto russo-ucraino, e non il bombardamento Israeliano di Doha, ad evocare gli spettri dei due conflitti mondiali di fronte a Tusk, Mattarella e soci.
Si potrebbe dire “meglio tardi che mai”, se non fosse che le conclusioni che traggono dall’incidente sono diametralmente opposte a quelle che suggeriscono la logica e il buon senso: gli umori euroatlantici sembrano diretti a “fargliela vedere ai maledetti russi”, più che a fare passi indietro, riaprire il dialogo e ripristinare meccanismi di coordinamento per la sicurezza collettiva del continente.
Le preoccupazioni su un ipotetico, ma purtroppo sempre più probabile conflitto mondiale lasciano quindi il tempo che trovano, se vengono dalla stessa gente che ha coscientemente spinto l’Europa giù per questo famoso crinale.
