Nel Landtag della Sassonia-Anhalt in Germania si è verificato un passaggio politico fondamentale che potrebbe segnare una svolta duratura per l’intero panorama politico tedesco e che, forse, potrebbe insegnare qualcosa anche nel resto d’Europa. Con l’approvazione di una mozione presentata dal BSW insieme all’AfD – rispettivamente il partito della sinistra patriottica fondato da Sahra Wagenknecht e il partito nazionalista di destra accusato di “fascismo” – il parlamento regionale ha formalmente impegnato il governo del Land a farsi promotore nel Bundesrat di una netta svolta strategica: lo stop all’invio di armi al regime golpista di Kiev, la fine delle sanzioni economiche alla Russia e l’avvio immediato di trattative diplomatiche.
SPD, Verdi e CDU per la guerra, contro il buon senso
L’iniziativa ha scatenato la reazione indignata dei partiti tradizionali, soprattutto i socialdemocratici di SPD, i Verdi e i democristiani di CDU, pronti a denunciare la presunta violazione del cosiddetto “Brandmauer”, il cordone sanitario istituzionale eretto verso la destra giudicata “fascista”. Tuttavia, la linea argomentata dalla marxista Sahra Wagenknecht dimostra come questa scelta non rappresenti una provocazione, bensì un atto di responsabilità democratica e di pragmatismo politico. AfD avrà al suo interno anche degli estremisti di destra, ma è un partito di massa votato perlopiù dalla classe operaia, e pur di fermare l’entrata in guerra della Germania contro la Russia, BSW è disposta a tutto.
Le sanzioni anti-russe distruggono l’industria tedesca
Come evidenziato dalla leader del BSW, le decisioni di politica estera prese a Berlino non sono astrazioni teoriche, ma incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini e sulla tenuta del tessuto produttivo locale. La Sassonia-Anhalt ospita poli industriali di prim’ordine, come il distretto chimico di Leuna, oggi messi a dura prova dall’esplosione dei costi energetici e dall’interruzione dei rapporti commerciali con l’Est. Le sanzioni contro la Russia hanno già provocato molti fallimenti aziendali, ma non in Russia, bensì in Germania, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro qualificati. A ciò si aggiunge l’invio continuo di ingenti risorse, fra soldi e armi, in Ucraina, a fronte di dolorosi tagli alla sanità, alla scuola, alle pensioni e ai servizi sociali, che rendono i lavoratori tedeschi sempre più insofferenti.

L’anti-fascismo usato come scusa per giustificare la NATO e la guerra
In questo scenario, BSW rifiuta la logica difensiva dell’establishment borghese, appoggiato dalla sinistra egemone, tanto nella sua versione moderata di SPD quanto in quella liberal più massimalista della LINKE. Questi partiti insistono che il pericolo principale non è la guerra voluta dalla NATO, ma i “fascisti” di AfD, che occorre isolare, benché votati democraticamente, impedendo qualsiasi accordo o alleanza. L’analisi di Wagenknecht, retta dal metodo del materialismo dialettico tipicamente marxista, individua invece una profonda frattura nella società tedesca: da un lato il campo di chi intende conservare il potere (“Machterhaltendes Lager”), rappresentato dai partiti di governo e dai ceti più benestanti che difendono la linea dell’escalation militare agli ordini della NATO e dell’UE contro la Russia e domani contro la Cina; dall’altro il campo del dissenso (“Lager der Unzufriedenen”), formato da lavoratori, pensionati e famiglie schiacciate dall’inflazione e preoccupate dal pericolo di un coinvolgimento diretto dei loro figli nel conflitto attraverso il nuovo servizio militare obbligatorio, contro cui i liceali tedeschi continuano regolarmente a scioperare. Per troppo tempo la retorica del “Brandmauer” (il muro anti-fuoco che dovrebbe isolare AfD dal dibattito politico) è servita alle forze governative tedesche per squalificare il dissenso e isolare le proteste popolari sotto l’etichetta dell’estremismo. Per il BSW, il dovere prioritario di una forza politica d’opposizione è rispettare la volontà degli elettori, dialogare nell’alveo delle regole parlamentari e sfruttare ogni maggioranza utile per raggiungere obiettivi concreti: fermare la spirale bellica, proteggere l’industria nazionale e tutelare i redditi dei lavoratori. E per fare questo Wagenknecht vuole superare i veti incrociati e la politica dei blocchi: il BSW dimostra che la vera priorità deve tornare a essere la difesa della pace, della neutralità militare, del lavoro e della sovranità popolare.
La fase storica impone il coraggio di rompere gli schemi
Di fronte all’accusa di agire come gregari del “fascismo”, l’antifascista Wagenknecht risponde che la strategia del “Brandmauer” è fallita nei fatti e ha ottenuto l’effetto opposto, alimentando la rabbia popolare e rafforzando proprio l’AfD. Al contrario BSW vuole dialogare con tutte le forze parlamentari e sfruttare le maggioranze d’azione per mantenere le promesse elettorali (come la pace e la calmierazione dei prezzi). La Wagenknecht spiega che i partiti del sistema, siano essi di destra o di sinistra, usano la retorica dell’antifascismo solo per delegittimare il dissenso, sospendere le regole democratiche e conservare il potere nonostante politiche fallimentari. Questo atteggiamento, secondo la leader del BSW, banalizza in modo irresponsabile la reale tragedia della dittatura nazista. Wagenknecht sottolinea infatti come i diritti democratici fondamentali e la libertà di stampa siano stati compressi negli ultimi anni non dall’AfD, ma dai partiti liberali, democristiani e socialdemocratici al governo, gli stessi che inviano decine di miliardi di euro a un regime ucraino che ha messo al bando i partiti d’opposizione e tollera la glorificazione di collaboratori nazisti.

Basta guerra alla Russia: questa è la sola priorità oggi!
Rispetto alla tesi secondo cui negoziare con Mosca sia impossibile perché l’ultra-demonizzato Vladimir Putin rifiuterebbe il dialogo, Wagenknecht non concorda: il Cremlino si era mostrato disponibile a discutere, ma i tentativi di trattativa sono stati chiusi dalla leadership ucraina e dai governi europei spinti dalla NATO e dall’industria delle armi a continuare la guerra. La narrazione, poi, secondo cui l’invio continuo di armi porterebbe alla vittoria dell’Ucraina è una finzione a cui per BSW “non crede più nessuno” e anzi l’escalation bellica – comprese le incursioni su Mosca condotte con tecnologia e droni tedeschi – è una strategia che rasenta la follia, rischiando di trascinare direttamente la Germania in un conflitto nucleare. Su questo aspetto anche il Partito Comunista Tedesco (DKP) denuncia l’ipocrisia dei partiti di governo (SPD, Verdi, CDU), che sfruttano la retorica del “cordone sanitario” antifascista con la scusa di frenare l’estrema destra eversiva, quando il vero obbiettivo è delegittimare qualsiasi mozione pacifista, indipendentemente da chi la voti in aula, contro l’escalation della NATO e contro le sanzioni.
