{"id":7880,"date":"2019-02-17T00:55:45","date_gmt":"2019-02-17T00:55:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7880"},"modified":"2019-02-17T00:55:45","modified_gmt":"2019-02-17T00:55:45","slug":"eritrea-il-socialismo-nel-corno-dafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=7880","title":{"rendered":"Eritrea, il socialismo nel Corno d\u2019Africa"},"content":{"rendered":"<p>Il popolo eritreo, dopo aver subito il colonialismo prima italiano, dalla fine dell\u2019Ottocento, poi marcatamente fascista, passa sotto l\u2019occupazione inglese durante il secondo conflitto mondiale e quindi vede la propria terra assegnata all\u2019Etiopia monarchica di <strong>Hail\u00e9 Selassi\u00e9<\/strong> il quale sceglie, seppur aderendo al Movimento dei Non Allineati, di mantenere fino alla sua caduta nel 1974 stretti rapporti con l\u2019imperialismo britannico e statunitense.<\/p>\n<p>Eppure i comunisti italiani avevano sostenuto lui e il popolo etiope nella lotta contro i fascisti, celebre il contributo di tre dirigenti del Partito. Uno \u00e8 lo straordinario combattente e commissario politico anche in Spagna <strong>Anton Ukmar<\/strong> di Prosecco, amico di uno dei fondatori del Partito Comunista a Livorno nel \u201921, <strong>Ivan Regent<\/strong> di Contovello, due triestini nati a pochi passi l\u2019uno dall\u2019altro ed entrambi sulle colline a ridosso del castello di Miramare, gli altri due sono <strong>Ilio Barontini<\/strong> e lo spezzino <strong>Domenico Rolla<\/strong>, sergente del Battaglione Garibaldi sul fronte di Madrid. Barontini di Cecina, anch\u2019egli fondatore del Partito a Livorno, poi dirigente in quella citt\u00e0, amico di Gramsci e con l\u2019avvento del fascismo esule in Unione Sovietica dove si forma all\u2019Accademia Militare \u201cFrunze\u201d a Mosca, nei primi anni \u201930 combatte insieme ai comunisti cinesi di <strong>Mao Ze Dong<\/strong>, imparando le tecniche della guerriglia, che metter\u00e0 in atto prima in Spagna alla guida del Battaglione Garibaldi e poi in Etiopia. I tre comunisti sono chiamati dal popolo etiope \u201ci tre apostoli\u201d, Barontini diventa \u201cPaulus\u201d, Rolla \u201cPetrus\u201d e Ukmar \u201cJohannes\u201d, fondano il giornale \u201cLa Voce degli Abissini\u201d e addestrano i giovani della Resistenza etiope. L\u2019eroico partigiano gappista a Torino e Milano <strong>Giovanni Pesce<\/strong> cos\u00ec li ricorda: \u201dIl Negus dette a Barontini il ruolo di consulente del governo provvisorio alla macchia e il titolo di vice imperatore. Barontini e gli altri due\u00a0apostoli, che agivano in zone diverse, predicavano l\u2019unit\u00e0 delle razze e delle coscienze.\u201d<\/p>\n<p>Proprio contro Hail\u00e9 Selassi\u00e9 nasce nel 1961 il movimento di Resistenza nazionale eritreo marcatamente marxista. Quando il socialismo si afferma anche in Etiopia con Menghistu e il DERG, ovvero il Consiglio militare provvisorio dell\u2019Etiopia socialista, tuttavia subentrano differenti visioni tra etiopi ed eritrei e quindi lo sviluppo delle conquiste socialiste, casa, scuola, lavoro, si accompagna a un inasprimento del contrasto tra etiopi ed eritrei, tanto che i primi sono sostenuti da Cuba e dall\u2019Unione Sovietica e i secondi dalla Cina Popolare.<\/p>\n<p>Tale conflitto, anche pesantemente armato, si trascina fino all\u2019esaurimento dell\u2019esperienza sovietica, quando i marxisti eritrei portano il popolo all\u2019indipendenza nel 1991. Tuttavia l\u2019Etiopia post-socialista insiste nel confermare le rivendicazioni territoriali e quindi il conflitto prosegue, lasciando ampi segni, si pensi alla distruzione dell\u2019antico centro storico di Massaua. Il riconoscimento internazionale dell\u2019Eritrea avvenuto con l\u2019ingresso nelle Nazioni Unite nel maggio 1993 non ferma la guerra e la pace viene definitivamente sottoscritta solo nel 2018 in occasione dell\u2019incontro tra il presidente eritreo <strong>Isaias Afewerki\u00a0<\/strong>e il nuovo primo ministro etiope <strong>Abiy Ahmed Ali<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/biblioeritrea.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-7882\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/biblioeritrea.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/biblioeritrea.jpg 2013w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/biblioeritrea-300x181.jpg 300w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/biblioeritrea-768x462.jpg 768w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/biblioeritrea-1024x617.jpg 1024w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/biblioeritrea-480x289.jpg 480w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/biblioeritrea-830x500.jpg 830w\" sizes=\"auto, (max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><\/a>L\u2019Eritrea ha sei milioni di abitanti, seicentomila nella capitale Asmara, continua a ispirarsi ai valori socialisti e pu\u00f2 vantare, rispetto a molte altre nazioni africane, la solidit\u00e0 del sistema educativo e di quello sanitario. La totalit\u00e0 della popolazione dichiara e largamente pratica un proprio orientamento religioso, met\u00e0 \u00e8 sunnita, un terzo cristiano-copta, un decimo cattolica, i restanti protestanti e animisti. Ovunque si incontrano persone cordiali e aperte che rivendicano con orgoglio la battaglia per l\u2019indipendenza, riconoscendo i meriti del tempo presente, auspicando nella maggioranza dei casi un futuro sul modello cinese, ovvero capace di coniugare il marxismo con lo sviluppo delle forze produttive. Infatti tanto dalla pace coi vicini etiopi, quanto dalla rinnovata collaborazione con il governo italiano, si attendono investimenti capaci di aprire nuove fabbriche e avviare progetti nel campo dell\u2019edilizia e del turismo. La societ\u00e0 eritrea, dopo aver visto molte risorse essere assorbite dall\u2019economia di guerra, auspica oggi un\u2019economia di pace, che sia capace di trovare forme di tutela per gli anziani, con la creazione di un necessario sistema pensionistico.<\/p>\n<p>L\u2019agricoltura in molti casi di mera sussistenza attraverso la manioca e pochi altri prodotti, la pesca lungo la costa, la pastorizia e l\u2019allevamento sono alla base dell\u2019economia eritrea, per il resto molto deve essere importato, massimamente dall\u2019Arabia Saudita, che si trova dall\u2019altro lato del mar Rosso, esattamente antistante l\u2019Eritrea. Il settore minerario sta iniziando ora a essere sfruttato, in cooperazione con la Cina Popolare.<\/p>\n<p>Ad Asmara molti parlano italiano, anche per la presenza di un completo percorso di studi ancora operativo e molti palazzi sono stati edificati dagli italiani, massimamente nello stile popolare degli anni \u201930 che oggi si pu\u00f2 vedere a Roma nel quartiere della Tuscolana, per i colonizzatori era un insieme urbano chiuso e loro riservato, solo pi\u00f9 tardi apertosi alla popolazione locale, massimamente con l\u2019avvento del socialismo alla met\u00e0 degli anni \u201970, quando la quasi totalit\u00e0 degli oltre centomila italiani rimasti in Eritrea se ne sono andati per la loro evidente ostilit\u00e0 alle politiche di nazionalizzazione delle fabbriche e dei negozi praticata dal governo di Menghistu.<\/p>\n<p>Passeggiando per la capitale sotto il sole decembrino in cui l\u2019altura, oltre duemila metri, mitiga l\u2019asprezza delle temperature del Corno d\u2019Africa, a pochi passi dal monumento ad <strong>Aleksandr Pu\u0161kin<\/strong>, donato nel 2009 dal presidente <strong>Vladimir Putin<\/strong> in occasione del 110\u00b0 anniversario della nascita del poeta, in segno della nuova e oramai consolidata amicizia russo-eritrea, \u00e8 emozionante entrare un sabato mattina presso la Biblioteca di Stato e trovarla letteralmente occupata da una infinit\u00e0 di giovani che studiano. Sono loro il futuro di questo paese e il gentilissimo direttore <strong>Rezene Hagos<\/strong>, un combattente marxista esule in Italia alla fine degli anni \u201970, sorridendo me lo conferma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il popolo eritreo, dopo aver subito il colonialismo prima italiano, dalla fine dell\u2019Ottocento, poi marcatamente fascista, passa sotto l\u2019occupazione inglese durante il secondo conflitto mondiale e quindi vede la propria terra assegnata all\u2019Etiopia monarchica di Hail\u00e9 Selassi\u00e9 il quale sceglie, seppur aderendo al Movimento dei Non Allineati, di mantenere fino alla sua caduta nel 1974 stretti rapporti con l\u2019imperialismo britannico e statunitense. Eppure i comunisti italiani avevano sostenuto lui e il popolo etiope nella lotta contro i fascisti, celebre il contributo di tre dirigenti del Partito. 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