{"id":6401,"date":"2017-04-19T17:25:47","date_gmt":"2017-04-19T17:25:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6401"},"modified":"2017-04-24T00:17:25","modified_gmt":"2017-04-24T00:17:25","slug":"sulle-scuole-che-verranno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=6401","title":{"rendered":"Sulle scuole che verranno &#8230;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 in una indagine del Provveditorato di Modena nel 1991 (riportato in G. Stella, &#8220;In classe con un allievo con disordini dell&#8217;apprendimento&#8221;, Milano, Fabbri, 2001), condotta attraverso 8000 questionari rivolti ad insegnati di scuole elementari e di scuole medie, si osserva come il percento degli allievi bisognosi di un aiuto esterno, secondo le opinioni dei docenti (nota bene si tratta di opinioni e non di diagnosi) aumentava costantemente: dal 12,88 % di allievi della scuola elementare si arrivava al 23,4 % della scuola media.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">INVECE: il numero di bambini che presentavano una difficolt\u00e0 di apprendimento specifico &#8211; (con una indagine svolta con strumenti diagnostici a valore oggettivo) sono molto pi\u00f9 ridotti: da 1,8 % al 6 %, a seconda del disturbo specifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa differenza fra dati oggettivi e segnalazioni dei docenti, si spiega ricordando il senso che assume il disturbo specifico di apprendimento (DSA): si tratta di una difficolt\u00e0 endogena, indipendente dagli influssi ambientali. Difficolt\u00e0 che pu\u00f2 poi essere ampliata (o mitigata) da un approccio pedagogico in\/appropriato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le difficolt\u00e0 oggettive, cio\u00e8 i DSA, non aumentano con l&#8217;et\u00e0, a differenza delle difficolt\u00e0 crescenti, rilevate con l&#8217;indagine presso i docenti.<br \/>\nI DSA sono indipendenti dal contesto scolastico e dal livello evolutivo raggiunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">QUINDI?<br \/>\nIl gap, fra le prove \u201coggettive\u201d e quelle relative all\u2019indagine presso i docenti, interroga QUALCOSA D&#8217;ALTRO che non le difficolt\u00e0 dei bimbi. INTERROGA l&#8217;insegnamento, la qualit\u00e0 del&#8217;insegnamento, le difficolt\u00e0 dell&#8217;insegnamento, le difficolt\u00e0 di gestione delle classi. L&#8217;onere di lavoro, eccetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indagine indica che il disagio scolastico manifestato dagli allievi non coincide con delle vere e proprie difficolt\u00e0 di natura specifica, ma \u00e8 espressione di un disagio pi\u00f9 ampio, di natura diversa: un disagio della scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Post scriptum:<br \/>\nse ho riportato dei \u201cvecchi\u201d dati modenesi del 1991 \u00e8 solo per sottolineare da quando (gi\u00e0) si conosce la reale natura dei disagi.<br \/>\nAvrei potuto aggiornare questo pensiero con dati pi\u00f9 recenti e locali. Ma nulla cambia.<br \/>\nAnzi, no. Il disagio dei docenti non \u00e8 diminuito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 in una indagine del Provveditorato di Modena nel 1991 (riportato in G. 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