{"id":60,"date":"2010-09-22T22:30:14","date_gmt":"2010-09-22T22:30:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=60"},"modified":"2016-06-06T12:43:56","modified_gmt":"2016-06-06T12:43:56","slug":"bufale-sulla-palestina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=60","title":{"rendered":"Bufale sulla Palestina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br \/>\n<em><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/palestina.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-61\" title=\"palestina\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/palestina-300x199.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/palestina-300x199.gif 300w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/palestina.gif 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/em>1.<\/strong> Una lunga lettera di Obama \u00e8 stata recapitata ad Abu Mazen, essa contiene 16 punti dal sapore di minaccia. Subito dopo il faccendiere palestinese si inchina in segno di obbedienza e annuncia la ripresa dei negoziati diretti (mai stati interrotti, in realt\u00e0). All\u2019annuncio di obbedienza si \u00e8 messa in moto la macchina dell\u2019opposizione palestinese. Gruppi e singoli hanno dichiarato la loro contrariet\u00e0, rendendo note le loro preoccupazioni e annunciando la costituzione di un fronte di opposizione inedita, frutto di alleanze trasversali, con lo scopo di proteggere gli interessi e diritti palestinesi da una prevedibile capitolazione del branco dei negoziatori arabo-palestinesi. Gli attori di questa kermesse delle trattative, tutti, sono con il cappio alla gola e paradossalmente il pi\u00f9 forte \u00e8 Netanyahu che, malgrado il soffocante isolamento di Israele, \u00e8 colui che detta le condizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo arabo, i governi \u201cmoderati\u201d per intenderci, hanno gi\u00e0 rinunciato alla Palestina e sono in procinto di svenderla a tappe ed in pezzi, solo per non suscitare una reazione popolare incontrollata. Essi, come del resto l\u2019ANP, sono impiegati presso il ministero degli esteri USA, protetti e pagati dall\u2019Occidente. Pensiamo a quel che potr\u00e0 accadere se venissero tagliati i fondi stanziati per pagare gli stipendi dell\u2019ANP? Persino Abu Mazen rimarrebbe a secco e con lui tutti i parassiti che lo circondano. La Giordania soccomberebbe in un attimo, se venissero tagliati gli \u201caiuti\u201d (grano, armi e soldi), che riceve come \u201cdonazioni\u201d in cambio del suo sostegno alle politiche occidentali (israeliane). Inoltre, la Giordania vive grazie alla cassa ed ai soldi destinati ai profughi palestinesi ivi residenti, ai programmi di aiuto e quant\u2019altro l\u2019ONU continua ad offrire,ormai, a met\u00e0 della popolazione giordana; soldi e programmi che sgravano il governo di questo poverissimo paese da questo peso con enormi riflessi sulla sua fragile ed esigua economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Egitto, come in altri stati arabi, vi \u00e8 il problema della delegittimazione delle mummie (re o presidenti che siano), del loro stare incollate \u201calla sedia\u201d a vita, i governanti hanno un vitale bisogno di raffreddare gli animi, di cancellare il pan-arabismo in nome di un presunto interesse nazionale, soffocare la solidariet\u00e0 con la lotta arabo-palestinese. Essi in cambio del sostegno del club dei paesi forti, hanno eseguito servilmente gli ordini provenienti da oltre oceano, ma pensati in Israele, di attaccare l\u2019Iraq, soffocare e reprimere le forze della Resistenza ovunque nel mondo arabo, partecipare agli attacchi verbali e politici contro i governi disobbedienti, tramare per portare alla disillusione, quindi alla resa, le loro popolazioni considerate e trattate come servit\u00f9 degli interessi delle potenti oligarchie. E\u2019 evidente che da questi stati\/governi non potremmo aspettarci niente di buono per la Palestina n\u00e9 per il resto delle popolazioni arabe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli USA sono in difficolt\u00e0 nella regione. Hanno gi\u00e0 perso una guerra in Iraq con enormi costi, sia materiali, umani, che politici, malgrado il raggiungimento dell\u2019obiettivo di riportare l\u2019Iraq all\u2019era della pietra. Essi stanno perdendo un\u2019altra guerra, in Afghanistan, che si presenta ancor pi\u00f9 gravosa, se consideriamo ci\u00f2 che sta accadendo nel vicino Pakistan, strettissimo e storico alleato di Washington. I generali yankee hanno dichiarato in diverse occasioni, che occorre smuovere la politica ed ottenere un risultato tangibile sul fronte palestinese, per vincere l\u2019ostilit\u00e0 crescente nei confronti degli statunitensi nel mondo musulmano. Ovvero, bisogna uscire con un risultato qualsiasi da queste trattative. La difficolt\u00e0 di Obama e dei \u201cdemocratici\u201d, li spingono a ricercare questo risultato anche allo scopo di conquistare i favori della lobby ebraica\/sionista e dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Netanyahu \u00e8 conscio di tutti questi elementi in suo favore e malgrado l\u2019isolamento ed il discredito di Israele e del suo governo, egli rimane comunque l\u2019attore pi\u00f9 forte. Le sconfitte militari e strategiche degli USA in Medioriente, fanno si che Israele rinverdisca la sua rendita di posizione come presidio politico-militare occidentale pi\u00f9 importante nel mondo mediorientale. Preservare gli interessi e l\u2019integrit\u00e0 di questa base diventa imperativo. Gli interlocutori di Netanyahu diventano burattini nelle sue mani e questo spiega perch\u00e9 non ci dobbiamo aspettare nulla di buona da queste trattative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Netanyahu in israele ha bisogno di rompere il suo isolamento e lo sta facendo con il tentativo di screditare i palestinesi. Esso ha posto delle condizioni sapendo che non potranno mai essere accettate, questo nel momento in cui chiede trattative senza condizioni. Riconoscere il carattere ebraico di israele da parte palestinese, rinunciare al diritto al ritorno, smilitarizzare la futura entit\u00e0 palestinese, mantenere il controllo e la presenza di militari sionisti in molti zone palestinesi, non rinunciare a Gerusalemme capitale eterna dell\u2019entit\u00e0 sionista, ridisegnare i confini con conseguente annessione delle zone gi\u00e0 colonizzate, risolvere e sistemare il conflitto sul controllo delle risorse idriche e, soprattutto, assicurare la sicurezza dell\u2019entit\u00e0 sionista che si estende al livello regionale, sono condizioni capestro difficilmente accettabili da chiunque, figuriamoci dallo screditato Abu Mazen. Ma se questi non firmer\u00e0, sar\u00e0 licenziato e sostituito immediatamente. Il suo sostituto \u00e8 gi\u00e0 presente e si chiama Salam Fayyad, l\u2019uomo del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, messo a capo del \u201cgoverno amministrativo palestinese\u201d e pedina di fiducia degli USA. Netanyahu mirer\u00e0 a screditare i palestinesi come fece prima di lui Ehud Barak nel 2000. Questa \u00e8 la sua unica carta per rompere l\u2019isolamento sionista e far cadere le colpe sui palestinesi. Un film gi\u00e0 visto e un meccanismo gi\u00e0 collaudato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si evince, tutti gli attori hanno vitale interesse in qualche apparente successo di queste trattative, tranne israele. Per questo Abu Mazen firmer\u00e0 e se non lui qualcuno altro al suo posto, ma qualcosa verr\u00e0 sancito, anche se di facciata. Comunque, israele non avr\u00e0 nulla da perdere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. <\/strong>In molti invocano un ruolo pi\u00f9 decisivo della UE in queste trattative come se fosse realmente assente. Ignorano o, meglio, vogliono ignorare, l\u2019apporto della UE nel conflitto a sostegno delle politiche e dei crimini sionisti. Basti pensare all\u2019ultimo documento partorito in quella sede, elaborato per \u201cassicurare\u201d e convincere i palestinesi ad accettare le trattative dirette e di come questo, parallelamente, sia stato concordato nei dettagli, con israele. Alla fine il documento \u00e8 risultato essere privo di qualsiasi elemento di novit\u00e0 importante, se non quello della minaccia ai palestinesi di prosciugare i fondi in caso di rifiuto. Il tanto ventilato e propagandato documento assicurativo europeo non si discosta, quindi, pi\u00f9 di tanto dalla succitata lettera di Obama.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiedere l\u2019intervento dei governi, come fanno alcuni pacifisti e simpatizzanti arabi ed europei, \u00e8 vano. Potrebbe essere molto pericoloso delegare loro il raggiungimento della pace in M.O per le ragioni di cui sopra. Dobbiamo, ancor pi\u00f9 di prima, essere vigili ed attenti a non lasciare l\u2019iniziativa in mano di lor signori. L\u2019esempio pi\u00f9 lampante \u00e8 stato ben illustrato dalla ritirata umiliante di Obama di fronte alla messa in scena di una linea dura e di scontro con il governo israeliano. Obama ha poi scelto di rifarsi una posizione sulle spalle dei palestinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due anni per raggiungere la pace definitiva tra i palestinesi ed il sionismo. Saranno trattate le questioni nodali come il diritto al ritorno, Gerusalemme, le colonie, le frontiere e l\u2019acqua. La retromarcia di Obama rende l\u2019attuale posizione arrogante del governo israeliano in posizione forse anche troppo rigida: chiedere il massimo per ottenere il massimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli israeliani, di destra come di \u201csinistra\u201d, fanno sapere al mondo intero quali sono gli argomenti trattabili e quali non lo sono, comunicano quali sono i termini dentro i quali si svolgeranno le trattative ed hanno gi\u00e0 tracciato i confini e le distanze che risultano incolmabili tra le posizioni. \u00c8 la logica del prendere o lasciare nella quale, come scritto persino sul quotidiano israeliano H\u00e0aretz, Netanyahu dialoga con se stesso. La sua offerta consiste in qualche miglioramento delle condizioni economiche e sociali di \u201calcuni\u201d palestinesi. Sui nodi politici essa si articola come segue:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul diritto al ritorno in occidente \u00e8 ormai accettata la posizione israeliana del diniego di tale diritto alla stragrande maggioranza consentendo il ritorno di alcune migliaia nelle terre natali, altri in Cisgiordania e i milioni che vorrebbe che siano naturalizzati cittadini nei luoghi di residenza attuali. Alcuni Stati del mondo hanno gi\u00e0 dato la loro disponibilit\u00e0 di ospitarne una parte (il Canada, l\u2019Australia e quasi tutti i paesi europei). Questo dimostra la stortura del diritto internazionale per fini ed interessi di parte occidentali. Ma \u00e8 un altro esempio di ingiustizia perpetuata ai danni dei deboli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gerusalemme non sar\u00e0 mai restituita, \u00e8 lo slogan politico accomunante di tutte le frangi sioniste israeliane. Allo scopo gli israeliani hanno allargato i confini della provincia della citt\u00e0 che al momento include quasi il 40% della superficie di tutta la Cisgiordania isolando questo territorio dal resto con il muro dell\u2019apartheid e con una cintura di colonie\/citt\u00e0. Si \u00e8 intensificata di recente la pulizia etnica sul territorio e molti dei gerusalemiti non possono pi\u00f9 far ritorno alle loro case grazie ad una serie di leggi che mirano a svuotare la citt\u00e0 dai propri abitanti autoctoni. Nei quartieri a maggioranza araba viene ammessa una sorta di amministrazione civile palestinese. Non viene presa in considerazione la restituzione delle propriet\u00e0 palestinesi gi\u00e0 confiscate ed utilizzate da soggetti sionisti, case e terre e tutto l\u2019altro non verr\u00e0 restituito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le colonie non sono pi\u00f9 illegali e per gli USA e la UE non sono pi\u00f9 da smantellare. Ci\u00f2 vuol dire che saranno annesse a israele con \u201caggiustamenti territoriali\u201d. Il paradosso che stiamo parlando sempre di terra palestinese espropriata con la forza bruta o con l\u2019inganno che israele, per un atto di generosit\u00e0, scambier\u00e0 con l\u2019ANP. I proprietari legittimi si possono dimenticare il ritorno o il risarcimento. La valle del giordano, ricca delle sue falde acquifere e della terra fertile sar\u00e0 mantenuta sotto il controllo israeliano sia per i motivi appena citati che per motivi di presunta sicurezza. \u00c8 interessante capire ci\u00f2 che accadr\u00e0 nei distretti di Betlemme e di Hebron dove i sionisti hanno interessi di tipo religioso. Gli israeliani hanno costruito una catena di insediamenti lungo la cosidetta linea verde, colonie che stanno diventando citt\u00e0 molto popolate che nelle intenzioni israeliani \u00e8 quello di spingere il futuro confine sempre verso l\u2019interno del territorio cisgiordano. Infine dei conti quel che rimarr\u00e0 sotto l\u2019amministrazione degli ANP ammonter\u00e0 a quasi il 50% della Cisgiordania. A meno che la Giordania non accetter\u00e0 di \u201cdonare\u201d un suo territorio ai palestinesi come elargizione per la \u201cpace\u201d. Si parla molto dello scambio territoriale con l\u2019annessione del triangolo settentrionale , (Wadi Ara) al territorio palestinese. Wadi Ara costituisce un problema per i sionisti che dura pi\u00f9 di 50 anni. La popolazione si \u00e8 opposta con forza a tutti i tentativi di \u201cisraelizzazione\u201d dei palestinesi del \u201948. Per questo motivo gli israeliani hanno sempre visto con favore il loro allontanamento dal \u201cloro territorio- Stato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si studiano progetti, sempre nell\u2019ambito degli scambi territoriali, di allargare il territorio della Striscia di gaza verso sud e verso ovest spingendosi nel Sinai egiziano. Poich\u00e9 si tratta di una naturale continuit\u00e0 territoriale e demografica (le popolazioni sui due versanti del confine sono imparentate).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta, come evidente, di condizioni che favoriscono unicamente l\u2019entit\u00e0 sionista e non intaccano minimamente la sua attuale posizione. Il prezzo viene pagato principalmente dai rifugiati palestinesi, che non vedranno mai pi\u00f9 le loro terre e dai vicini paesi arabi, che continueranno a doverseli sobbarcare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione del controllo delle risorse d\u2019acqua \u00e8 stato un motivo principale della guerra del \u201978 contro il Libano ed \u00e8 il motivo principale del fallimento delle trattative di \u201cpace\u201d con la Siria. La Cisgiordania costituisce il terzo pi\u00f9 ricco serbatoio d\u2019acqua dopo i succitati territori. Il mantenimento di alcune zone cisgiordane sotto il controllo sionista \u00e8 imperativo. \u00c8 un nodo attorno al quale si areneranno qualsiasi trattative serie vista l\u2019importanza di questo bene primario in una regione alquanto povera di acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento non vi \u00e8 menzione del nodo dei sequestrati palestinesi nelle prigioni israeliane. Questo argomento sembra essere non nell\u2019agenda dell\u2019ANP di Abu Mazen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 proprio attorno a questi punti ed altri che si sta organizzando l\u2019opposizione palestinese. Gruppi organizzati e non si sono mossi istantaneamente reagendo e condannando la ripresa delle trattative. Ovunque sono presenti comunit\u00e0 palestinesi, si sono tenute conferenze e dibattiti con un inasprimento del linguaggio di condanna utilizzato contro i signori dell\u2019ANP. Non si tratta di gruppi storicamente all\u2019opposizione, ma ci sono settori significativi della stessa Al Fatah, che hanno denunciato per primi il bluff del esecutivo dell\u2019Olp dove hanno votato solo in 5 in favore delle trattative su 18. Abu Mazen non ha legittimit\u00e0 a trattare nulla, \u00e8 solo un altro burattino in mano ai soliti burattinai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. Una lunga lettera di Obama \u00e8 stata recapitata ad Abu Mazen, essa contiene 16 punti dal sapore di minaccia. Subito dopo il faccendiere palestinese si inchina in segno di obbedienza e annuncia la ripresa dei negoziati diretti (mai stati interrotti, in realt\u00e0). All\u2019annuncio di obbedienza si \u00e8 messa in moto la macchina dell\u2019opposizione palestinese. 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