{"id":5766,"date":"2016-11-10T22:55:41","date_gmt":"2016-11-10T22:55:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5766"},"modified":"2016-11-10T22:55:41","modified_gmt":"2016-11-10T22:55:41","slug":"chi-ha-votato-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=5766","title":{"rendered":"Chi ha votato Trump?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La rivincita dei maschi bianchi. Cos\u00ec ci raccontano molti commentatori in questi giorni, storditi e confusi dalla vittoria \u201ca sorpresa\u201d di <strong>Donald Trump<\/strong> alle presidenziali Usa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 dall\u2019anno scorso che i media tentano di ridurre il sostegno diffuso per il candidato pi\u00f9 outsider di tutti alla rabbia degli uomini bianchi che hanno s\u00ec ingoiato il rospo di un presidente afroamericano, ma che non sarebbero disposti a subire anche una presidenza femminile, quella di <strong>Hillary Clinton<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una lettura decisamente superficiale. Il razzismo e il sessismo esistono, ovviamente, ma sono lontani dal costituire la base di una vittoria che ha sfiorato il 50% dei votanti. Donald Trump ha parlato alla classe media e lavoratrice, che si sente tagliata fuori dalla globalizzazione finanziaria, responsabile di stagnazione e precariet\u00e0 per grosse fasce della popolazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5769\" aria-describedby=\"caption-attachment-5769\" style=\"width: 164px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/andrew-spannaus.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-5769\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/andrew-spannaus-225x300.jpg\" alt=\"L'autore Andrew Spannaus ha scritto &quot;Perch\u00e9 vince Trump&quot;\" width=\"164\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/andrew-spannaus-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/andrew-spannaus-480x640.jpg 480w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/andrew-spannaus-375x500.jpg 375w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/andrew-spannaus.jpg 501w\" sizes=\"auto, (max-width: 164px) 100vw, 164px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5769\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;autore Andrew Spannaus ha scritto &#8220;Perch\u00e9 vince Trump&#8221; (Mimesis 2016)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non si tratta solo di uomini, e nemmeno solo di bianchi. I dati degli exit poll ci dicono che in una serie di categorie, gli assunti degli esperti su come avrebbero votato vari segmenti della popolazione erano errati. Questo aiuta anche a spiegare l\u2019errore significativo dei sondaggi. Se si aspetta un voto schiacciante a favore di Clinton tra le donne, i neri, gli ispanici, e i lavoratori sindacalizzati, e questo non avviene, \u00e8 chiaro che le previsioni saranno disattese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche esempio, per sottolineare la solidit\u00e0 della vittoria di Trump.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le donne (bianche) hanno votato al 53% per Donald Trump. Cos\u00ec il fattore femminile, la principale arma in positivo di Hillary Clinton, \u00e8 stata spuntata. Evidentemente nemmeno il comportamento scurrile di Trump basta per mettere in secondo piano la volont\u00e0 di mandare un messaggio all\u2019\u00e9lite politica e finanziaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli ispanici, o <em>Latinos<\/em>, Clinton ha vinto 64% al 34%; una maggioranza significativa, ma non proprio schiacciante, come si poteva aspettare visti gli attacchi di Trump agli immigrati. Questo \u00e8 stato un fattore chiave nel limitare l\u2019effetto atteso della grande affluenza degli ispanici in stati come la Florida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli afroamericani invece, hanno s\u00ec sostenuto la candidata democratica, ma ad un livello minore rispetto al margine di <strong>Barack Obama<\/strong> 4 anni fa (88 rispetto al 93 nel 2012).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a quello delle donne, il dato forse pi\u00f9 significativo \u00e8 quello degli operai (uomini e donne) che sono iscritti ai sindacati. Qui gli exit poll indicano una maggioranza per Trump, seppur variabile in base alla fonte della rilevazione. Si va da +1 a +16 per cento, comunque un margine importante in quanto i vertici dei grandi sindacati da sempre si posizionano saldamente nella colonna democratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato sottolinea la forza di Trump nelle zone pi\u00f9 colpite dalla perdita del lavoro industriale, il punto centrale della sua campagna elettorale. Ed \u00e8 pure interessante notare che questioni di razza non c\u2019entrano. Oltre alla notevole vittoria di Trump in stati del nord industriale come il Michigan e il Wisconsin, tutt\u2019altro che impregnati dalla vecchia ideologia dei sudisti, notiamo che il dato \u00e8 stato comunque inferiore al sostegno dato a Barack Obama (+18) quattro anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi dati dimostrano che il messaggio anti-establishment di Trump ha attecchito in molte parti dell\u2019elettorato. Invece di ripetere lo stesso errore di attribuire il sostegno di Trump principalmente ad elettori razzisti e sessisti, sarebbe il momento di riflettere sulla sostanza che sta sotto a questo voto a favore del cambiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.transatlantico.info\/2016\/politica\/chi-ha-votato-trump\"><em>Il Transatlantico.info<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rivincita dei maschi bianchi. Cos\u00ec ci raccontano molti commentatori in questi giorni, storditi e confusi dalla vittoria \u201ca sorpresa\u201d di Donald Trump alle presidenziali Usa. 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