{"id":5194,"date":"2016-07-18T14:21:12","date_gmt":"2016-07-18T14:21:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5194"},"modified":"2016-10-10T00:17:28","modified_gmt":"2016-10-10T00:17:28","slug":"nessuna-farsa-in-turchia-gli-usa-volevano-davvero-scaricare-erdogan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=5194","title":{"rendered":"Nessuna farsa in Turchia: gli USA volevano davvero scaricare Erdogan!"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Il tentativo di colpo di stato dei giorni scorsi in Turchia ha dato adito a numerose speculazioni. Effettivamente lo scenario che si prospettava nella notte fra venerdi e sabato 15\/16 luglio 2016 aveva tratti che potevano stupire chi conosce bene la Turchia, le sue forze armate e la sua stessa storia eversiva, per il modo scoordinato in cui il tutto si \u00e8 sviluppato. Diciamo subito, per\u00f2, e a scanso di equivoci, che l\u2019ipotesi complottarda di un \u201cauto-golpe\u201d ordito dal presidente <strong>Recep Tayyip Erdogan<\/strong> stesso per aumentare i propri consensi appare del tutto fuori luogo. Si potrebbe al massimo ipotizzare che Erdogan abbia \u201clasciato fare\u201d per un po\u2019. Gli ufficiali insorti erano uomini legati alla NATO: impensabile credere che agissero senza alcun contatto internazionale come dei pazzi qualunque. Certo \u00e8 che i golpisti alla luce dei fatti hanno agito in modo alquanto grossolano: sintomo che, molto probabilmente, chi inizialmente aveva assicurato loro un appoggio determinante sia internamente alla Turchia sia all\u2019estero, alla fine ha preferito ritirarsi.<\/p>\n<h3 class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Gli antefatti: la Turchia rivuole la sua sovranit\u00e0<\/h3>\n<figure id=\"attachment_5199\" aria-describedby=\"caption-attachment-5199\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/vatan_darbe.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5199\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/vatan_darbe-300x200.jpg\" alt=\"Il quotidiano Aydinlik aveva previsto il golpe filo-americano\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/vatan_darbe-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/vatan_darbe-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/vatan_darbe-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/vatan_darbe-480x320.jpg 480w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/vatan_darbe-750x500.jpg 750w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/vatan_darbe.jpg 1500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5199\" class=\"wp-caption-text\">Il quotidiano Aydinlik aveva previsto il golpe filo-americano<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Il gruppo editoriale che unisce il quotidiano <em>Aydinlik<\/em> e la televisione <em>Ulusal Kanal<\/em>, entrambi vicini al <em>Vatan Partisi<\/em> \u2013 una formazione della sinistra patriottica maoista e filo-kemalista turca di opposizione \u2013 da tempo aveva avvertito che il potere di Erdogan non era pi\u00f9 confacente agli interessi dell\u2019imperialismo atlantico. Gi\u00e0 in febbraio <em>Aydinlik<\/em> aveva aperto una sua edizione con la notizia di un possibile golpe in preparazione, e meno di due settimane fa lo stesso <em>Vatan Partisi<\/em> informava pubblicamente che alcuni settori delle potenze occidentali e del mondo finanziario non erano pi\u00f9 disponibili a tenere al potere Erdogan oltre il mese di settembre e che dunque ci si poteva attendere a breve un colpo di stato su ordine americano. Naturalmente non si trattava di tirare a indovinare: queste previsioni erano frutto di un\u2019attenta analisi della situazione concreata e degli equilibri profondi della societ\u00e0 turca, sconosciuta alla maggior parte degli analisti occidentali, compresi quelli pi\u00f9 accreditati dai media.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 chiari agli occhi di tutti sono invece i mutamenti della politica estera di Erdogan negli ultimi mesi, quando il conflitto inter-islamico fra la linea pi\u00f9 istituzionale e \u201cnazionale\u201d del Presidente e la linea radicale e apertamente filo-americana del magnate <strong>Fetullah G\u00fclen<\/strong> era esploso in tutta la sua evidenza. Come questo portale aveva comunicato, l\u2019epurazione da parte di Erdogan del primo ministro turco <strong>Ahmet Davutoglu<\/strong>, seguace della setta di tipo &#8220;gladio&#8221; diretta da G\u00fclen, era un segnale chiarissimo di sfida agli USA (<em><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=4545\">leggi<\/a><\/em>). Da allora Ankara ha intrapreso un\u2019inversione di rotta non indifferente: la normalizzazione delle relazioni con la Russia e la rappacificazione con la Siria (comunicata subito dopo aver sventato il golpe dal primo ministro <strong>Binali Yildirim<\/strong>). Scelte evidentemente in contrasto con i piani dell\u2019imperialismo atlantico.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5198\" aria-describedby=\"caption-attachment-5198\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/yunus_max.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5198\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/yunus_max-300x225.jpg\" alt=\"Yunus Soner con Massimiliano Ay\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/yunus_max-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/yunus_max-480x360.jpg 480w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/yunus_max.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5198\" class=\"wp-caption-text\">Yunus Soner con Massimiliano Ay<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Ma non \u00e8 tutto. Nel corso dell\u2019insurrezione il vicepresidente del <em>Vatan Partisi<\/em>, <strong>Yunus Soner<\/strong>, ha contattato il segretario del Partito Comunista svizzero, <strong>Massimiliano Ay<\/strong>, informandolo di cosa stava accadendo: non solo escludeva che lo Stato Maggiore Generale dell\u2019esercito turco si compromettesse con un tale colpo di stato in questa precisa fase della storia nazionale, ma spiegava: \u201cieri sono stati resi noti i capi d&#8217;accusa contro duemila ufficiali <em>g\u00fclenisti<\/em> e contro dei sindaci del partito HDP (cio\u00e8 i separatisti curdi filo-USA). La Turchia ha cominciato un riavvicinamento al governo siriano, accanto a Russia ed Egitto. \u00c8 noto da fonti primarie. Il golpe \u00e8 una reazione contro tutto ci\u00f2\u201d! Insomma, come poi Ay ha spiegato per primo ai microfoni della Radiotelevisione svizzera, i golpisti non erano affatto laici, ma appartenevano alla pericolosa setta islamista di G\u00fclen (<a href=\"http:\/\/www.rsi.ch\/news\/ticino-e-grigioni-e-insubria\/I-golpisti-non-erano-laici-7754696.html\">leggi<\/a>).<\/p>\n<h3 class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Il coinvolgimento degli USA<\/h3>\n<figure id=\"attachment_5195\" aria-describedby=\"caption-attachment-5195\" style=\"width: 208px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/peters_turchia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5195\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/peters_turchia-208x300.jpg\" alt=\"La Turchia, nuovo obiettivo dell'imperialismo USA?\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/peters_turchia-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/peters_turchia-480x694.jpg 480w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/peters_turchia-346x500.jpg 346w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/peters_turchia.jpg 498w\" sizes=\"auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5195\" class=\"wp-caption-text\">La Turchia, nuovo obiettivo dell&#8217;imperialismo USA?<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Le regole della diplomazia, soprattutto fra paesi alleati, avrebbero imposto a Washington di immediatamente schierarsi dalla parte del governo turco sotto attacco. E invece il ministro degli esteri <strong>John Kerry<\/strong> si limita a un banale augurio che le controversie si risolvano in un clima democratico, di fatto rinunciando a condannare esplicitamente il golpe. A fare questo passo ci penser\u00e0 il presidente <strong>Barack Obama<\/strong>, ma solo qualche ora dopo, quando ormai la sollevazione stava declinando.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Nel pieno corso del golpe, per\u00f2, una voce apparentemente minore dell\u2019apparato militare statunitense, in realt\u00e0 piuttosto influente, smentisce Obama: il tenente colonello <strong>Ralph Peters<\/strong> gi\u00e0 attivo in Irak, protagonista della teoria del \u201cregime change\u201d e fautore della balcanizzazione degli stati nazionali in Medio Oriente, su <em>Twitter<\/em> plaude apertamente agli insorti, dichiarando: \u201cquesto golpe \u00e8 l\u2019ultima <em>chance<\/em> della Turchia per evitare di diventare un regime islamico autoritario\u201d! In pratica, tradotto in termini diretti: Erdogan non \u00e8 pi\u00f9 un alleato degli USA, bisogna dunque esportare la democrazia anche in Turchia!<\/p>\n<figure id=\"attachment_5196\" aria-describedby=\"caption-attachment-5196\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/kerry_nato.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5196\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/kerry_nato-300x266.png\" alt=\"Sempre di pi\u00f9 la tesi Golpe = NATO prende piede\" width=\"300\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/kerry_nato-300x266.png 300w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/kerry_nato.png 576w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/kerry_nato-480x426.png 480w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/kerry_nato-564x500.png 564w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5196\" class=\"wp-caption-text\">Sempre di pi\u00f9 la tesi Golpe = NATO prende piede<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Altre conferme di un coinvolgimento, almeno iniziale, dell\u2019<em>establishment<\/em> egemone di Washington a sostegno della sollevazione arriva successivamente quando si scopre che i rifornimenti per gli F-16 in mano ai golpisti che bombardano il parlamento di Ankara giungono proprio dalla base militare di Incirlik dove stanziano le truppe statunitensi e della NATO. E non a caso poche ore fa \u00e8 arrivata la minaccia della cancelleria di Washington di addirittura espellere Ankara dall&#8217;Alleanza atlantica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tentativo di colpo di stato dei giorni scorsi in Turchia ha dato adito a numerose speculazioni. Effettivamente lo scenario che si prospettava nella notte fra venerdi e sabato 15\/16 luglio 2016 aveva tratti che potevano stupire chi conosce bene la Turchia, le sue forze armate e la sua stessa storia eversiva, per il modo scoordinato in cui il tutto si \u00e8 sviluppato. Diciamo subito, per\u00f2, e a scanso di equivoci, che l\u2019ipotesi complottarda di un \u201cauto-golpe\u201d ordito dal presidente Recep Tayyip Erdogan stesso per aumentare i propri consensi appare del tutto fuori luogo. 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