{"id":5161,"date":"2016-07-08T01:25:21","date_gmt":"2016-07-08T01:25:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=5161"},"modified":"2016-07-08T01:26:43","modified_gmt":"2016-07-08T01:26:43","slug":"il-fondamentale-libro-di-andrew-spannaus-su-donald-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=5161","title":{"rendered":"Il fondamentale libro di Andrew Spannaus su Donald Trump"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il giornalista e politologo <strong>Andrew Spannaus<\/strong> apre il suo interessantissimo e approfondito libro \u201cPerch\u00e9 vince Trump\u201d, edito da Mimesis, con un\u2019affermazione forte, ricordando ai lettori di lingua italiana che, al di l\u00e0 delle sparate razziste e xenofobe, le sole lasciate emergere dal sistema mediatico, tutto prono ai poteri forti che sospingono la Clinton, <strong>Donald Trump<\/strong> \u201csi \u00e8 posizionato a sinistra non solo del proprio partito, ma anche di Hillary Clinton\u201d. Il mostro bicefalo democratico-repubblicano, come non solo io lo definisco, da anni esprime candidati che al di l\u00e0 delle differenze di facciata promuovono tutti\u00a0 \u201cmeno welfare, pi\u00f9 finanza e pi\u00f9 guerra\u201d, come spiega Spannaus. Tuttavia questa volta la rivolta dei cittadini e degli elettori a stelle e strisce \u00e8 stata pi\u00f9 forte degli interessi delle multinazionali e dei politici a loro subalterni. In campo democratico la rivolta \u00e8 quasi riuscita a imporre Sanders, in quello repubblicano invece Trump ha scardinato ogni possibilit\u00e0 di vittoria del vecchio apparato del partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trump \u00e8 &#8220;contro il TPP, l\u2019accordo di libero scambio con le nazioni che si affacciano sul Pacifico, paragonato agli accordi del passato che hanno gi\u00e0 tolto lavoro produttivo agli americani\u201d e in egual maniera, come tutta la sinistra radicale europea, \u00e8 contro il TTIP, il Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti, ancora in discussione, ma invocato dalla Clinton e da tutto l\u2019establishment. Proprio contro l\u2019establishment lotta Trump, perch\u00e9 gli apparati dei due maggiori partiti pensano ai loro interessi e a quelli dei poteri forti con i quali sono conniventi e \u201cnon a quelli della maggioranza della popolazione\u201d, tanto che \u201cla differenza tra i democratici e i repubblicani \u00e8 meno rilevante di quella tra il sistema di potere centralizzato e la popolazione in generale\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5153\" aria-describedby=\"caption-attachment-5153\" style=\"width: 277px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5153 \" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Spannaus_locandina_def-724x1024.jpg\" alt=\"La prima presentazione svizzera del libro sar\u00e0 a Bellinzona organizzata dal Partito Comunista\" width=\"277\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Spannaus_locandina_def-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Spannaus_locandina_def-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Spannaus_locandina_def-768x1086.jpg 768w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Spannaus_locandina_def-480x679.jpg 480w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Spannaus_locandina_def-353x500.jpg 353w\" sizes=\"auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5153\" class=\"wp-caption-text\">La prima presentazione svizzera del libro sar\u00e0 organizzata dal Partito Comunista<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il disastroso intervento bellicista del segretario di stato <strong>Hillary Clinton<\/strong> in Libia \u00e8 solo uno degli infiniti punti di distanza in politica estera tra i due candidati. I circoli militari e dell\u2019industria delle armi vogliono guerre e contrapposizioni forti con Cina e Russia, la Clinton soddisfa il loro desiderio. Trump al contrario propone una cooperazione pacifica. Trump \u00e8 contro quella che Spannaus definisce \u201cla politica di guerra continua\u201d e contro la tendenza a spalleggiare le guerre in Medio Oriente a fianco dei sauditi. Sempre Spannaus ammonisce: \u201cDonald Trump attacca il presidente Obama perch\u00e9 fa troppe guerre, Hillary Clinton lo attacca perch\u00e9 ne fa troppo poche\u201d e sappiamo bene che i cittadini statunitensi di guerre non ne vogliono pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vale la pena leggere un lungo brano, potentemente esplicativo, di Spannaus: \u201cSono due le grandi aree tematiche su cui la politica dell\u2019establishment \u00e8 stata messa in discussione: l\u2019economia e la politica estera. Donald Trump conduce una campagna incentrata sulla necessit\u00e0 di porre fine a un declino economico che dura da quarant\u2019anni, una trasformazione che comporta la perdita di posti di lavoro produttivi e soprattutto la perdita della forza e dell\u2019orgoglio della classe media americana. Punta il dito sui nuovi trattati commerciali che rappresenteranno la continuit\u00e0 con la politica che favorisce i grandi capitali, senza fornire soluzioni a chi viene lasciato indietro. \u00c8 una critica all\u2019economia dei bassi costi, alla precariet\u00e0, alla grande finanza di Wall Street e a tutti i danni che ha creato negli ultimi anni. Sul fronte della politica estera la sfida \u00e8 altrettanto profonda. La maggior parte degli elettori alle primarie ha votato per candidati che criticano gli interventi militari all\u2019estero. Finora la politica americana non aveva offerto molte alternative, soprattutto sul versante repubblicano. Ora \u00e8 evidente che la popolazione \u00e8 pronta per un cambiamento vero. La mentalit\u00e0 della guerra al terrorismo e delle guerre per motivi geopolitici dovr\u00e0 cambiare. Donald Trump propone perfino di ripensare la Nato, di riconoscere che il mondo della Guerra Fredda non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, e di collaborare con la Russia per combattere la nuova grande sfida di questi anni: il terrorismo. Con questa uscita ha sorpreso tutti, mettendo in discussione la ragion d\u2019essere di intere istituzioni. \u00c8 difficile concepire la fine della Nato a breve, per\u00f2 in un certo senso si pu\u00f2 ringraziare Trump per aver posto domande esistenziali riguardo alla situazione strategica mondiale. La campagna elettorale del 2016 ricorda la famosa favola di Hans Christian Andersen sui vestiti nuovi dell\u2019imperatore. Nel mondo politico americano, e occidentale in generale, l\u2019\u00e9lite si era convinta di poter gestire la politica senza preoccuparsi degli effetti a lungo termine su una grande fetta della popolazione. I due grandi schieramenti si scontravano su temi sociali e sul peso relativo dello Stato in economia, ma senza mettere in discussione i meccanismi di base del sistema. L\u2019esplosione dell\u2019opposizione organizzata, per quanto fuori dagli schemi, non deve essere una sorpresa. Il re \u00e8 nudo. Ci \u00e8 voluto Donald Trump per dirlo, o almeno per dirlo in modo abbastanza forte da farsi sentire\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spannaus in questa rivolta legge un richiamo alle radici culturali del suo paese: \u201cDa sempre esiste un conflitto interno agli Stati Uniti, tra la fazione pi\u00f9 liberista, spesso alleata della vecchia potenza imperiale, la Gran Bretagna, e i nazionalisti che hanno utilizzato strumenti statali per avviare grandi periodi di progresso economico e sociale, da <strong>Alexander Hamilton<\/strong> ad <strong>Abramo Lincoln<\/strong>, a <strong>Franklin Delano Roosevelt<\/strong>.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli statunitensi infatti non ne vogliono pi\u00f9 sapere del liberismo sfrenato: \u201cCon la deregulation delle industrie aumentava la competizione sui costi; con la deregulation finanziaria i grandi capitali acquisirono un peso enorme, promettendo grandi guadagni a chi si poteva permettere partecipazioni azionarie nei mercati finanziari, guadagni che spesso erano legati all\u2019indebolimento dell\u2019economia reale\u201d, e quindi per contrasto un devastante peggioramento delle condizioni di vita della maggioranza dei cittadini. La Clinton tra l\u2019altro \u00e8 la consorte del presidente che ha fomentato la finanza speculativa e le conseguenti riforme strutturali, ovvero altri tagli e altri problemi per i lavoratori. Spannaus ricorda: \u201cD\u2019altra parte il mondo liberalizzato premia i bassi costi e penalizza chi non riesce a competere con gli operatori dominanti. La classe dirigente ci guadagna, ma non tutti possono vincere: molti rimangono esclusi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trump afferma che si sono viste \u201cchiudere pi\u00f9 di 50mila fabbriche e persi decine di milioni di posti di lavoro, un esempio tipico di come i politici di Washington abbiano fallito\u201d, ricorda Spannaus: \u201cTrump non critica il libero commercio in s\u00e9, ma dichiara che il commercio deve essere anche equo. Propone di abbassare le aliquote fiscali per tutti, ma di rimuovere le numerose esenzioni e detrazioni di cui usufruiscono soprattutto le grandi societ\u00e0. Conta anche su un\u2019amnistia per rimpatriare i fondi esteri dalle multinazionali. Allo stesso tempo promette di attuare una proposta cara anche a molti progressisti: la rimozione delle esenzioni per i profitti conseguiti all\u2019estero.\u201d Trump ha dichiarato di essere disposto a pagare pi\u00f9 tasse e Spannaus ricorda come tale posizione sia \u201cben lontana da quella di <strong>Mitt Romney<\/strong> nel 2012, che difendeva a spada tratta la tassazione bassa sul reddito da capitale\u201d. Trump non intende tagliare la spesa pubblica, \u201cinfatti promette di salvaguardare le protezioni sociali di base, opponendosi a qualsiasi taglio al Social Security, cio\u00e8 le pensioni pubbliche, e il Medicare, l\u2019assistenza sanitaria gratuita per gli ultra sessantacinquenni\u201d. Tutto ci\u00f2 ovviamente innervosisce il partito repubblicano che ha una collateralit\u00e0 ben nota con le lobby assistenziali, le banche e le assicurazioni. \u201cDonald Trump, oltre alle offese e alle provocazioni, non piace all\u2019establishment per un motivo molto pi\u00f9 profondo: non rispecchia le loro idee, si colloca al di fuori del perimetro delle forze politiche che hanno gestito il Paese negli ultimi decenni. Dunque per i dirigenti repubblicani \u2013 e anche per i democratici pi\u00f9 centristi e legati al sistema di potere attuale \u2013 non basterebbe che Trump smorzasse i toni ed evitasse gli insulti e le proposte provocatorie; c\u2019\u00e8 un problema pi\u00f9 serio, la sua candidatura \u00e8 una minaccia mortale al modus operandi per la politica statunitense contemporanea\u201d e il sistema di interessi che difende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le condizioni economiche dei cittadini statunitensi restano centrali: \u201cLa divisione economica in atto vede consolidarsi una classe benestante che copre il 25-30% della popolazione; dall\u2019altra parte c\u2019\u00e8 la maggioranza degli americani che non solo non fa progressi nelle sue condizioni, ma spesso va addirittura indietro. In media il potere d\u2019acquisto reale della popolazione \u00e8 pressoch\u00e9 uguale a quello del 1979. Cio\u00e8 quello che si riesce a comprare con lo stipendio \u00e8 rimasto uguale, in media, da 35 anni. In termini monetari, per eguagliare uno stipendio di 4,03 dollari all\u2019ora del 1973, occorrono 22,41 dollari all\u2019ora oggi. Le fasce pi\u00f9 alte del Paese superano tranquillamente questa cifra; la classe media e bassa invece no. Infatti, il potere di acquisto reale della popolazione \u00e8 rimasto uguale in media, il che significa che per alcuni settori della forza lavoro le cose vanno anche peggio. Oggi si hanno pi\u00f9 cose, ma bisogna lavorare di pi\u00f9 per avere quello che si ha. Il quadro generale \u00e8 chiaro: chi sta gi\u00e0 bene vede dei guadagni; gli altri rimangono fermi, o arretrano\u201d. La retorica sul ritorno del lavoro manifatturiero, pesantemente penalizzato dalla delocalizzazioni, non imbroglia Spannaus che infatti afferma come \u201cin realt\u00e0 il settore rimanga ancora molto debole. Buona parte dei posti di lavoro che vengono creati sono invece in settori con salari bassi, come il commercio al dettaglio, i ristoranti, gli alberghi. Dunque a livello complessivo si assiste a un aumento della precariet\u00e0 e un abbassamento dei redditi\u201d. Tutto questo mentre \u201cil valore nominale dei titoli finanziari supera di circa 10 volte il valore del Pil mondiale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre si salvavano le banche con miliardi di dollari infatti, \u201cgli effetti del crack sull\u2019economia reale sono stati devastanti. Quando Barack Obama arriv\u00f2 alla Casa Bianca nel gennaio 2009 in America si stavano perdendo tra 700 e 800 mila posti di lavoro ogni mese. La Grande Recessione era iniziata, e nei media affioravano i resoconti di come banche e finanziarie avessero impostato un modello per defraudare la gente\u201d. La Grande Recessione e le bolle finanziarie sono state affrontate dai governi statunitensi con \u201csalvataggi praticamente illimitati per le banche; disoccupazione a lungo termine; austerit\u00e0 e minori servizi pubblici per la popolazione. \u00c8 facile capire perch\u00e9 nacquero movimenti come il Tea Party e Occupy; la popolazione vedeva che i suoi governanti erano sempre pronti a sostenere Wall Street e il settore finanziario, ma anche pronti a far pagare tutto ci\u00f2 alla gente normale\u201d. Ironizza amaramente Spannaus: \u201cNessun banchiere \u00e8 andato in galera. Anzi, spesso i banchieri hanno portato a casa lauti bonus nonostante la loro responsabilit\u00e0 nella catastrofe finanziaria\u201d. Tutto questo, insieme alla perdita del lavoro e del potere di acquisto del dollaro, conseguenza anche della fine del furto di materie prime energetiche e alimentari nel resto del mondo, ha indotto gli statunitensi a ribellarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trump ha quindi grande facilit\u00e0 nell\u2019accusare Hillary Clinton \u201cdi essere parte integrante di un establishment politico e finanziario che fa solo i propri interessi ed \u00e8 il principale responsabile dei problemi che affliggono la classe media e povera\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spannaus ci ricorda inoltre che Trump ha un vantaggio sulla Clinton, rinfacciandole i soldi che ha ricevuto da Goldman Sachs e da altre potenti lobby: \u201cIl problema infatti non \u00e8 che la Clinton abbia guadagnato tanti soldi; Trump stesso \u00e8 molto ricco. Il fatto \u00e8 che lui indica i suoi soldi come il motivo per cui \u00e8 incorruttibile; lei invece sembra essersi arricchita andando a braccetto con i grandi interessi finanziari\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spannaus non manca, a ragione, di evidenziare gli enormi limiti di quanti a Trump vogliono opporsi, come del mondo mediatico: \u201cQuello che non si fa \u00e8 affrontarlo sui contenuti. \u00c8 come se Trump fosse riducibile solo alle sue provocazioni, quando in realt\u00e0 buona parte della sua campagna si basa sulla necessit\u00e0 di rispondere al declino economico e sociale dell\u2019America, un declino che vasti segmenti della popolazione vedono molto chiaramente. Parla sempre della perdita di posti di lavoro, parla della stupidit\u00e0 di spendere trilioni di dollari per le guerre in giro per il mondo mentre crollano le infrastrutture di base del Paese. Di questo i suoi critici sembrano non accorgersi.\u201d Infatti: \u201cPi\u00f9 i media e l\u2019establishment basano la propria opposizione a Trump solo sull\u2019atteggiamento politically correct, pi\u00f9 cascano nella trappola. La gente vede che sulla sostanza il mondo politico non ha una risposta; anzi, ha paura anche solo di discuterne. Questo \u00e8 il fallimento dell\u2019establishment, un fallimento che rende possibile la vittoria di Trump\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito alle elezioni statunitensi il deputato del\u00a0Partito Comunista\u00a0<strong>Massimiliano Ay<\/strong>\u00a0ha affermato: \u201cSe fossi cittadino statunitense voterei naturalmente la candidata della sinistra di opposizione,\u00a0<strong>Gloria La Riva<\/strong>, censurata da tutti i media: l\u2019unica con un programma coerente contro la guerra e per la giustizia sociale. Ma se mi costringete a dire cosa penso dei due candidati di cui tutti parlano, affermo senza ombra di dubbio che il peggior candidato in assoluto \u00e8 Hillary Clinton: il suo fanatismo imperialista e guerrafondaio \u00e8 estremamente pericoloso anche per la nostra sicurezza. Di Trump, invece, non condivido chiaramente le sparate razzistoidi, ma quando si esprime a favore della cooperazione pacifica con la Russia e la Cina dice qualcosa di estremo buon senso\u201d. Anche perch\u00e9, sempre secondo Ay, il presunto femminismo di Hillary Clinton \u201c\u00e8 espressione di un femminismo aziendale, neoliberale, discriminatorio e guerrafondaio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludendo il suo libro Spannaus ammonisce che \u201ca prescindere dall\u2019esito delle elezioni di novembre, vinceranno i cittadini che hanno sconvolto la politica americana con il loro sostegno ai candidati outsider come <strong>Bernie Sanders<\/strong> e Donald Trump\u201d. Riprendendo la riflessione di Massimiliano Ay su Gloria La Riva, la sola marxista tra tanti candidati in lizza, potrebbe essere questa, pi\u00f9 che in passato, l\u2019occasione per il Partito per il Socialismo e la Liberazione di ottenere un numero di voti considerevole rispetto alle passate elezioni. Anche questa sarebbe una grande e importante novit\u00e0, a conferma che davvero, anche negli Stati Uniti, qualcosa sta cambiando.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giornalista e politologo Andrew Spannaus apre il suo interessantissimo e approfondito libro \u201cPerch\u00e9 vince Trump\u201d, edito da Mimesis, con un\u2019affermazione forte, ricordando ai lettori di lingua italiana che, al di l\u00e0 delle sparate razziste e xenofobe, le sole lasciate emergere dal sistema mediatico, tutto prono ai poteri forti che sospingono la Clinton, Donald Trump \u201csi \u00e8 posizionato a sinistra non solo del proprio partito, ma anche di Hillary Clinton\u201d. 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