{"id":411,"date":"2010-10-25T22:31:03","date_gmt":"2010-10-25T22:31:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=411"},"modified":"2010-11-03T21:51:43","modified_gmt":"2010-11-03T21:51:43","slug":"nicolas-cest-la-greve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=411","title":{"rendered":"Nicolas&#8230;c&#8217;est la gr\u00e8ve!"},"content":{"rendered":"<div><em>Blocchi, presidi, occupazioni, manif sauvage: le proteste contro la riforma delle pensioni in Francia non si fermano. In tutto il paese, con diverse modalit\u00e0, le iniziative di opposizione non fanno che aumentare e radicalizzarsi. La Francia \u00e8 sull&#8217;orlo della paralisi. La protesta ha ormai una valenza politica che potrebbe far tremare non solo Sark\u00f2 e il suo governo, ma anche la fortezza Europa. Ed oggi (19.10) i francesi scendono di nuovo, tutti insieme, in piazza (previsti 266 cortei), per il sesto sciopero generale in pochi mesi.<\/em><\/div>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/jeunes.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-413\" title=\"jeunes\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/jeunes.jpg\" alt=\"\" width=\"738\" height=\"462\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/jeunes.jpg 738w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/jeunes-300x187.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 738px) 100vw, 738px\" \/><\/a>La mappa delle proteste<\/strong><\/p>\n<p>Difficile, anzi impossibile, dare un quadro completo della situazione. Le iniziative si moltiplicano non solo a Parigi e nelle altre metropoli (e nelle periferie di queste), ma in tantissime citt\u00e0 di media e piccola grandezza. Ospedali, scuole, fabbriche (bloccato dagli operai anche lo stabilimento Peugeut di Sochaux, il pi\u00f9 grande in Francia), trasporti: tutti i settori si stanno mobilitando contro questa riforma delle pensioni tanto voluta dal governo Sarkozy.<\/p>\n<p>Il traffico ferroviario risulta ancora in difficolt\u00e0 in tutto il paese (circola all&#8217;incirca un treno su due), le metropolitane funzionano a singhiozzo da ormai due settimane, gli aeroporti hanno cancellato anche oggi circa la met\u00e0 dei voli. A creare disagi si sono aggiunti da ieri anche i camionisti, lanciando la cosiddetta<em> operation esgargot <\/em>e provocando code kilometriche sia nella tangenziale di Parigi che in altri punti strategici dell&#8217;Exagone.<br \/>\nCode lunghissime si registrano anche alle pompe di benzina, quelle che sono ancora aperte (a Parigi, questa mattina, c&#8217;erano in media due ore di attesa), dove i francesi cercano di accaparrarsi un pieno prima che il carburante finisca del tutto. Le raffinerie (sembrerebbe ad oggi 10 su 12) continuano infatti ad essere bloccate da venerd\u00ec, nonostante il governo abbia minacciato di riaprirle anche con la forza. Il ministro degli interni Fran\u00e7ois Fillon ha infatti detto che il governo non \u00e8 affatto disposto ad accettare una paralisi e gli ordini alla polizia sono di sgomberare con la forza tutti i picchetti e i blocchi messi in atto dal movimento. Ma l&#8217;intervento della polizia riesce a stabilizzare la situazione solo per qualche ora, fino a quando cio\u00e8 i manifestanti non riescono nuovamente ad organizzarsi per bloccare tutto. Nella raffineria di Grandpuits, alle porte di Parigi, tre lavoratori sono stati costretti ad andare al loro posto di lavoro, a rischio del carcere, come riferisce il sindacato che ha poi accusato il governo di impedire il diritto di sciopero.<\/p>\n<p>A Marsiglia, dove il porto \u00e8 bloccato da settimane, 4000 tonnellate di immondizia stanno invadendo alcuni quartieri della citt\u00e0, per l&#8217;adesione allo sciopero anche dei lavoratori della nettezza urbana. Anche tanti altri siti portuali sono bloccati.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nSarko, t&#8217;es foutu, la jeunesse aussi est dans la rue!<\/strong><\/p>\n<p>Il dato che a prima vista pu\u00f2 sorprendere, e che ha sicuramente colto di sorpresa Sarkozy e il suo governo, \u00e8 la forte partecipazione agli scioperi e alle diverse iniziative di protesta di giovani e studenti, soprattutto quelli medi.<\/p>\n<p>Ieri mattina molti licei hanno nuovamente alzato barricate per bloccare le loro scuole.\u00a0 A Nanterre si sono registrati gli scontri pi\u00f9 duri. La polizia ha risposto con cariche e lacrimogeni quando circa 300 studenti hanno cercato di bloccare il liceo Joliot-Curie incendiando un&#8217;auto e lanciando pietre all&#8217;esterno della scuola. Auto rovesciate e incendiate ci sono state anche in altre periferie parigine e in altre citt\u00e0 come Lione. A Parigi i liceali, nel pomeriggio, dopo aver bloccato gli Champs Elys\u00e9es hanno bloccato Place de la Bastille. In entrambi i casi il blocco si \u00e8 sciolto solo dopo le cariche violente della polizia. 290 sono i fermati solo nella giornata di ieri, mentre venerdi&#8217; scorso erano stati 264, di cui 192 posti poi in stato di fermo giudiziario.<\/p>\n<p>Ad oggi sono ancora circa 1200 le scuole superiori in stato di agitazione, di cui 850 bloccate, mentre si moltiplicano ora dopo ora iniziative ed assemblee anche nelle facolt\u00e0 universitarie. 12 universit\u00e0 hanno votato la gr\u00e8ve per oggi e in cinque hanno deciso di farlo applicando misure di picchettaggio davanti alle proprie facolt\u00e0. In mattinata, gli studenti si sono gi\u00e0 riuniti a Parigi, a place de la Republique, bloccando in modo imprevedibile il traffico e creando ulteriore caos in citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La posta in palio<\/strong><\/p>\n<p>Situazione non sono in evoluzione, dunque, ma anche in crescendo per espansione (un dato forse nuovo \u00e8 che non \u00e8 pi\u00f9 solo Parigi il centro nevralgico delle proteste) e radicalit\u00e0. Il movimento ha capito bene dove puntare per &#8220;far pi\u00f9 male&#8221;, ovvero settore energetico e trasporti e i tanti episodi di radicalit\u00e0 (e le conseguenti azioni repressive) hanno finora solo rinforzato il movimento e reso pi\u00f9 nervoso il governo. Secondo i sondaggi di \u00abLe Monde\u00bb, ad oggi, ancora il 71% dei francesi sostiene i manifestanti ed \u00e8 disposto ad accettare (anzi, auspica) una situazione di <em>gr\u00e8ve reconductible<\/em> come quella del 1995-6. Significativo che praticamente tutta la stampa francese segua con attenzione e partecipazione da settimane le vicende. Lo stesso \u00abLe Figaro\u00bb ha oggi aperto a tutta pagina sulle azioni dei <em>casseurs<\/em>, spiegando che questi sono giorni cruciali soprattutto per Sarkozy, dal momento che si gioca molte delle (gi\u00e0 scarse) chances di riconquista dell&#8217;elettorato di centro destra in vista delle presidenziali del 2012. A proposito di media, da sottolineare il silenzio pressoch\u00e9 totali di quelli italiani (Repubblica in primis), silenzio che ci piace leggere come timore di quello che anche in Italia potrebbe accadere in un futuro pi\u00f9 o meno prossimo.<\/p>\n<p>Il governo francese, da parte sua, continua a ribadire che non si far\u00e0 intimidire dalle proteste e che la riforma vedr\u00e0 il via libera anche del Senato entro la settimana. Nel frattempo \u00e8 per\u00f2 costretto a rispondere mandando la polizia ovunque (a causa della mancanza di forze dell&#8217;ordine domenica sono state anche soppresse alcune partite di calcio), ed \u00e8 chiaro a tutti che la situazione non potr\u00e0 essere gestita in questo modo ancora a lungo.\u00a0 \u00c8 probabile che la riforma passer\u00e0, il governo ha i numeri perch\u00e9 ci\u00f2 accada, ma lo scenario a quel punto potrebbe diventare davvero imprevedibile, fino a replicare quello del 2006 con il CPE.<\/p>\n<p>La posta in palio sembra per\u00f2 che vada ben oltre il caso specifico (la riforma delle pensioni) o la leadership, pi\u00f9 che traballante, di Sarkozy.\u00a0 In Francia, cos\u00ec come, con le dovute differenza era avvenuto in Grecia, il patto tra generazioni su cui, secondo i disegni della finanza europea, si dovrebbe basare l&#8217;<em>austerity<\/em> come risposta alla crisi, si sta rivoltando contro i suoi stessi ideatori. Giovani e meno giovani, immigrati e studenti hanno stretto s\u00ec un patto tra generazioni, ma nel movimento, nelle piazze, nei cortei. Patto che si pu\u00f2 tradurre in prima istanza con: nessuno di noi vuole lavorare di pi\u00f9 n\u00e9 accetter\u00e0 il futuro di precariet\u00e0 a cui ci volete relegare, ma anche con: la vostra crisi non la paghiamo!<\/p>\n<p>Da Sinistrainrete.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Blocchi, presidi, occupazioni, manif sauvage: le proteste contro la riforma delle pensioni in Francia non si fermano. In tutto il paese, con diverse modalit\u00e0, le iniziative di opposizione non fanno che aumentare e radicalizzarsi. La Francia \u00e8 sull&#8217;orlo della paralisi. La protesta ha ormai una valenza politica che potrebbe far tremare non solo Sark\u00f2 e il suo governo, ma anche la fortezza Europa. Ed oggi (19.10) i francesi scendono di nuovo, tutti insieme, in piazza (previsti 266 cortei), per il sesto sciopero generale in pochi mesi. La mappa delle proteste Difficile, anzi impossibile, dare un quadro completo della situazione. Le<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6,20,4],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-411","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economia-e-lavoro","category-europa","category-esteri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/411","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=411"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/411\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":416,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/411\/revisions\/416"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=411"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=411"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=411"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=411"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}