{"id":3907,"date":"2015-06-06T10:05:32","date_gmt":"2015-06-06T10:05:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3907"},"modified":"2016-06-25T04:06:12","modified_gmt":"2016-06-25T04:06:12","slug":"salvare-o-affondare-il-lavoro-in-ticino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=3907","title":{"rendered":"Salvare o affondare il lavoro in Ticino?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sinistra.ch accoglie un&#8217;analisi critica dell&#8217;iniziativa popolare &#8220;Salvare il lavoro in Ticino&#8221; a firma di Alessandro Lucchini, apparsa sul 1\u00b0 numero di <\/em>#politicanuova (luglio 2013) &#8211; leggibile online <a href=\"http:\/\/issuu.com\/politicanuova\">qui<\/a> &#8211;<em>, quadrimestrale marxista della Svizzera Italiana edito dal Partito Comunista (PC). \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b0\u00b0\u00b0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un comitato promotore patrocinato dai Verdi ha lanciato l\u2019iniziativa popolare \u201cSalvare il lavoro in Ticino\u201d, la quale rivendica l\u2019introduzione di salari minimi differenziati per settore e mansioni, dando pieno potere al Consiglio di Stato (CdS) di fissare un salario minimo su percentuale del salario mediano (1) nazionale. Il Dipartimento Economia e Finanze del Partito Comunista ha analizzato attentamente la proposta dei Verdi evidenziando principalmente tre punti critici che rendono l\u2019iniziativa ambigua e controproducente per la classe lavoratrice ticinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Salario minimo fissato dal CdS basato su una percentuale del salario mediano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciare che sia il CdS a fissare il salario minimo non \u00e8 affatto (anzi!) garanzia di salari minimi dignitosi: basti ricordare che proprio di recente il CdS ha approvato l\u2019entrata in vigore di salari minimi (da fame) di Fr. 3\u2019000.&#8211; nei settori dell\u2019industria e nei negozi con meno di dieci dipendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il comitato promotore un vantaggio dell\u2019iniziativa \u00e8 la possibilit\u00e0 di effettuare dei cambiamenti nel tempo sul salario minimo, tenendo cos\u00ec eventualmente in considerazione l\u2019aumento del costo della vita, ecc. Questa ipotesi rischia di essere totalmente teorica considerando la deludente politica del Canton Ticino sull\u2019indicizzazione dei salari per i dipendenti pubblici. Inoltre questa libert\u00e0 di manovra permetterebbe al Governo di ritoccare verso il basso i salari quando egli riterr\u00e0 necessario \u201cfar ripartire\u201d (come dicono loro!) l\u2019economia: tutto questo senza la possibilit\u00e0 da parte della popolazione di opporvisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti testi legislativi in materia individuano al 65% la percentuale in riferimento al salario mediano svizzero come limite per fissare salari che non siano sotto il livello di povert\u00e0. Ci si pu\u00f2 dunque aspettare che il CdS possa scegliere questo riferimento (com\u2019\u00e8 per esempio anche il caso per un simile testo di legge votato nel Canton Giura) contro un rapporto tra salario mediano ticinese e svizzero che \u00e8 invece dell\u201985%. La grande differenza tra il futuro salario minimo e il salario mediano ticinese avr\u00e0 il grave difetto di creare un enorme effetto di \u201cancoraggio (2)\u201d verso il basso dei salari attuali, peggiorando\u00a0cos\u00ec le condizioni sociali di gran parte dei lavoratori residenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Applicabilit\u00e0 solo in settori privi di CCL<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019iniziativa \u201cSalviamo il lavoro in Ticino\u201d ha effetto solo su quelle imprese che non sono soggette ad un Contratto Collettivo di Lavoro (CCL) di applicazione obbligatoria o ad un CCL con salario minimo di riferimento esplicitato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso un settore lavorativo sia gi\u00e0 regolamentato da un CCL l\u2019iniziativa in discussione non ha applicazione. Il salario versato abitualmente nel settore potr\u00e0 dunque continuare ad essere inferiore a quello che verrebbe teoricamente fissato dall\u2019iniziativa lanciata dai Verdi. La mancanza di una clausola che impedisca quest\u2019ultimo aspetto potrebbe inoltre spingere la stipulazione di accordi contrattuali \u201cbidone\u201d con dei salari minimi inferiori a quelli teoricamente promossi dall\u2019iniziativa, solo con lo scopo d\u2019aggirare l\u2019obbligo salariale. La creazione di nuovi CCL al fine di non dover sottostare alla nuova legislazione, renderebbe inutile l\u2019iniziativa. Considerando la debolezza dei vertici sindacali elvetici in questo genere di trattativa, il rischio appare molto elevato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, \u00e8 da considerare che i settori pi\u00f9 coinvolti dal dumping salariale dispongono gi\u00e0 di un CCL di riferimento rendendo inutile la nuova legge avanzata tramite l\u2019iniziativa in questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. Differenziazione tra settori e mansioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta dei Verdi vuole applicare un differente minimo salariale tra settori e mansioni. Come comunisti intendiamo invece lottare per un salario minimo dignitoso uguale per tutti, poich\u00e9 il lavoro come elemento di valorizzazione dell\u2019essere umano, non pu\u00f2 essere suddiviso tra mestieri \u201cmigliori\u201d o \u201cpeggiori\u201d. Le definizioni attuali di lavoro \u201cmigliore (3)\u201d e lavoro \u201cpeggiore\u201d sono basate sulle leggi di mercato del sistema economico capitalista che verrebbero stravolte in una matura economia socialista. E\u2019 evidente che nella fase odierna come comunisti possiamo (ancora) accettare una certa differenziazione di salario, ma solo se questa avviene verso l\u2019alto.<br \/>\nSe s\u2019inizia, tramite l\u2019iniziativa dei Verdi, a legittimare di differenziare la dignit\u00e0 (e quindi la loro minima remunerazione) delle diverse professioni, si divide unicamente la classe lavoratrice indebolendola nel suo naturale confronto con il padronato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dignit\u00e0 del lavoro, e quindi anche la sua remunerazione minima, non pu\u00f2 essere differente tra lavoratori che eseguono una mansione manuale (ad esempio il personale di pulizia) e i professionisti che effettuano operazioni di dubbia moralit\u00e0 sul mercato finanziario. Un salario dignitoso deve essere dunque garantito a tutti senza discriminare chi fa un lavoro considerato comunemente \u201cpeggiore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. Conclusione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La costante precarizzazione delle condizioni sociali e materiali dei lavoratori ticinesi, rende necessario l\u2019introduzione di un salario minimo capace di ridare dignit\u00e0 al lavoro. Quest\u2019urgenza non deve per\u00f2 portare alla formulazione di presunte soluzioni, le quali, strizzando l\u2019occhio al padronato locale, rischiano di avere l\u2019effetto opposto all\u2019obiettivo sperato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo proposito la soluzione avanzata dall\u2019Unione Sindacale Svizzera (USS) per un salario minimo di Fr. 4\u2019000 per tutti, sopperisce in buona parte ai difetti dell\u2019iniziativa dei Verdi e permetterebbe un primo passo verso un vero miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori ticinesi. Accanto alla rivendicazione di un salario minimo garantito non bisogna mai smettere di lottare per fermare quella sempre pi\u00f9 grande fetta di ricchezza prodotta che si trasferisce in profitto e che \u00e8 sottratta al lavoro. Solo attraverso una parallela azione di allargamento della massa salariale totale e d\u2019inserimento di vincoli salariali limitativi verso il basso e verso l\u2019alto (4), avremo la possibilit\u00e0 di iniziare una vera politica di ridistribuzione della ricchezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Il commento<\/strong> <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Il rischioso marketing politico verde <\/span><br \/>\n<em>Perch\u00e9 i Verdi hanno lanciato questa iniziativa? Non \u00e8 solo un modo per uscire dal clich\u00e8 secondo il quale gli ecologisti si occuperebbero solo di ambiente (peraltro falso), potrebbe bens\u00ec trattarsi di una mossa di marketing politico utile per approfondire il fossato con il resto della sinistra, secondo l\u2019impostazione strategica auspicata dai vertici del partito. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La tempistica con cui l\u2019iniziativa \u00e8 stata lanciata, peraltro, lascia presumere che essa sia stata proprio concepita come \u201calternativa\u201d all\u2019analoga proposta dell\u2019USS. I pi\u00f9 maligni, inoltre, potrebbero qui anche immaginare che la volont\u00e0 sia stata quella di creare un \u201ccaso\u201d (dall\u2019affaire 1\u00b0 maggio con Saverio Lurati, al niet dei partiti di sinistra da strumentalizzare comunicativamente) mediatizzando cos\u00ec la tesi secondo cui una \u201cbuona proposta\u201d dei Verdi venga ostacolata da una sinistra \u201cultra-ideolgica\u201d, \u201csettaria\u201d e \u201cretriva\u201d. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La realt\u00e0 \u00e8 per\u00f2 ben diversa: il Partito Comunista ha sempre saputo sostenere le buone idee, senza badare alle etichette e alla provenienza; se i Verdi ci avessero coinvolto nella stesura dell\u2019iniziativa avremmo quindi portato il nostro contributo per migliorarla e costruire su di essa un\u2019ampia convergenza progressista e sindacale. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cos\u00ec non \u00e8 stato e forse non \u00e8 un caso: tutta questa situazione per i Verdi sar\u00e0 una geniale mossa di marketing politico immediato, ma sul lungo periodo non favorir\u00e0 di certo la costruzione di una cultura sensibile ai temi sociali ed ecologici, che sia capace di egemonia nella societ\u00e0. E se questo non avviene, significa spostare a destra i risultati elettorali, ma soprattutto favorire una mentalit\u00e0 collettiva per nulla progressista. In quest\u2019ottica il Partito Comunista, rimettendo in discussione almeno in parte alcuni miti laburisti e produttivistici della sinistra storica, sta discutendo al suo interno sull\u2019eco-socialismo e sulla necessit\u00e0 di coniugare il marxismo con le istanze ecologiste.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alessandro Lucchini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Note:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Il salario mediano di un settore ci indica il salario percepito almeno dal 50% della popolazione attiva. Se il salario mediano del settore della vendita in Ticino \u00e8 di Fr. 4\u2019176.&#8211; il 50% dei lavoratori nel settore riceve meno di Fr. 4\u2019176.&#8211;, mentre l\u2019altra met\u00e0 dei lavoratori del settore ne riceve di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) Normalmente ci si aspetta che l\u2019effetto di diminuzione dei salari dovuto all\u2019effetto di \u201cancoraggio\u201d sia tanto pi\u00f9 grande, quanto pi\u00f9 elevata \u00e8 la differenza tra il salario attuale e il salario minimo di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(3) Qui per salario \u201cmigliore\u201d si intende quello a cui siamo abituati attribuire un salario elevato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(4) L\u2019iniziativa che vuole introdurre un rapporto 1:12 tra i salari pi\u00f9 alti e i pi\u00f9 bassi di una singola azienda, e l\u2019approvazione da parte del popolo svizzero dell\u2019iniziativa Minder sono esempi concreti di una limitazione salariale verso l\u2019alto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sinistra.ch accoglie un&#8217;analisi critica dell&#8217;iniziativa popolare &#8220;Salvare il lavoro in Ticino&#8221; a firma di Alessandro Lucchini, apparsa sul 1\u00b0 numero di #politicanuova (luglio 2013) &#8211; leggibile online qui &#8211;, quadrimestrale marxista della Svizzera Italiana edito dal Partito Comunista (PC). \u00a0 \u00b0\u00b0\u00b0 Un comitato promotore patrocinato dai Verdi ha lanciato l\u2019iniziativa popolare \u201cSalvare il lavoro in Ticino\u201d, la quale rivendica l\u2019introduzione di salari minimi differenziati per settore e mansioni, dando pieno potere al Consiglio di Stato (CdS) di fissare un salario minimo su percentuale del salario mediano (1) nazionale. 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