{"id":17319,"date":"2026-09-22T22:18:42","date_gmt":"2026-09-22T21:18:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=17319"},"modified":"2026-09-22T22:18:43","modified_gmt":"2026-09-22T21:18:43","slug":"sulla-neutralita-svizzera-o-perche-la-storia-non-e-un-feticcio-morale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=17319","title":{"rendered":"Sulla neutralit\u00e0 svizzera, o perch\u00e9 la Storia non \u00e8 un feticcio morale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ai detrattori della neutralit\u00e0 svizzera piace la Storia. La socialdemocrazia in particolare l\u2019adora. D\u2019altra parte, sentenziare s\u2019un passato (poco compreso in realt\u00e0) come dei giudici depositari della verit\u00e0 assoluta ben si abbina al proprio peculiare autoincensamento etico, tipico di quel moralismo cosmopolita, indulgente e perbenista; e come divinamente sanzionato, dunque infallibile, incontestabile, sacro. In questo modo, un\u2019apologia della neutralit\u00e0 come garanzia per una diplomazia di mediazione indipendente nei conflitti diventa magicamente un\u2019ode all\u2019esercito russo o il favoreggiamento consapevole e desiderato \u201cdel riciclaggio di denaro insanguinato\u201d (qualche genio che parla ancora dell\u2019Europa occidentale come baluardo della \u201cdemocrazia\u201d lo ha detto davvero; anche dopo 30 anni di \u201cguerra al terrore\u201d, il sostegno al genocidio palestinese e la repressione politica che stiamo vivendo or ora). Un\u2019osservazione sul fatto che in Europa la NATO sta spendendo centinaia di milioni di euro per riarmarsi e che un giorno s\u00ec e uno no responsabili militari europei se ne escono con dichiarazioni belliciste contro la Russia o (i poveri illusi!) la Cina, e che per tutte queste ragioni sarebbe ancor pi\u00f9 necessario preservare e rafforzare la neutralit\u00e0 in chiave pacifista, la socialdemocrazia la trasforma, con una mirabolante comparazione estemporanea, alla riproduzione di quella (chiaramente deplorevole) collaborazione che la Confederazione ebbe coi nazisti. Curioso tutto questo odio verso la neutralit\u00e0, considerando che fino agli anni \u201990 tutto l\u2019arco politico svizzero, dai reazionari ai comunisti, dai liberali ai socialdemocratici (oggi ormai quasi un sinonimo), la difendeva senza battere ciglio. Ne prendiamo atto; cos\u00ec come registriamo il discorso superficiale e disonesto che \u00e8 usato per combattere questa politica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di sviluppare ed entrare nel merito delle affermazioni deliranti della socialdemocrazia e presentare il punto di vista di noi comunisti, forse \u00e8 il caso di mettere qualche puntino sulle i. Vedete, \u00e8 pericoloso piegare la Storia a pungolo morale: si rischia di ferirsi da soli. Mentre i nostri amabili colleghi accusano i comunisti di difendere una neutralit\u00e0 che ha flirtato col nazismo, forse varrebbe anche la pena ricordare cosa la socialdemocrazia interventista, dimenticandosi improvvisamente di decenni d\u2019internazionalismo e pacifismo, fece nel momento in cui i propri governi europei, monarchici o borghesi, decidevano che bisognava inviare milioni di persone al fronte a morire in quella che sarebbe stata la Prima guerra mondiale: vot\u00f2 i crediti di guerra \u2013 con la sola eccezione di russi e serbi. Forse un minimo di neutralit\u00e0 e di diplomazia sul modello svizzero anche negli altri paesi allora non avrebbero guastato, chiss\u00e0. Probabilmente anche non massacrare una generazione di lavoratori tra 1917 e 1919, alleandosi coi <em>freikorps<\/em> (che, per inciso, furono i proto-nazisti) e inviando corpi di spedizione nella Russia in piena guerra civile, anzich\u00e9 favorire la pace e la non-interferenza dopo l\u2019oceano di sangue che era stato versato nelle trincee, non sarebbe stato male da parte della socialdemocrazia. I padri e padroni della morale forse dovrebbero ripassare qualche capitolo della propria storia politica, prima di scagliarsi in anatemi indegni e antistorici come quello sulla neutralit\u00e0 elvetica e gli accordi con la Germania di Hitler.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 definire quel maldestro paragone in questi termini? Perch\u00e9 bench\u00e9 nessuno contesti il sudiciume che caratterizz\u00f2 quegli accordi, trasportare un parallelismo simile ad oggi, copiandolo ed incollandolo senza alcuna cognizione di causa, oltre ad essere ridicolo, \u00e8 anche inutile: non siamo pi\u00f9 negli anni \u201940. Le condizioni quadro della politica internazionale, nonch\u00e9 la fase storica, sono mutate radicalmente; e questo richiede per forza un\u2019analisi diversa, che tenga conto dei dati materiali del presente. Viviamo in un mondo in cui la tensione dialettica si realizza nello scontro tra l\u2019egemonia unipolare a guida nordamericana in declino e un mondo multiporale che sta emergendo proprio dalla periferia del globo, finora brutalizzato e sfruttato dall\u2019Occidente. Penso che la frenesia sanguinaria nel bombardamento dell\u2019Iran parli da s\u00e9; ma dobbiamo tenere conto anche del cambio di regime in Venezuela, l\u2019espansione militare nel Pacifico e il supporto armato ad oltranza dell\u2019Ucraina (almeno dal 2014) ed Israele, oltre che di 25 anni di guerra \u201cal terrore\u201d: le brave e buone \u201cdemocrazie\u201d occidentali hanno martirizzato paesi come l\u2019Afghanistan, l\u2019Iraq, la Libia, la Siria, lasciandosi dietro un\u2019ondata di distruzione immane e milioni di morti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dato questo quadro, il pericolo principale <em>qui e ora<\/em> \u00e8 il rischio di una vera e propria guerra, che in Europa sarebbe contro la Russia. E, lo abbiamo detto, non siamo pi\u00f9 negli anni \u201940: oggi si userebbero anche le armi atomiche. Favorire la pace e la diplomazia elvetica attraverso una seria politica di neutralit\u00e0 non \u00e8 solo un modo per mettersi al riparo dal turbine bellicista che sta investendo il complesso militare-industriale dei nostri vicini dell\u2019Unione Europea \u2013 quell\u2019Europa, ricordiamolo, di cui la socialdemocrazia svizzera vorrebbe far parte, dimenticando che per la guerra sta permettendo di fare miliardi di debito pubblico, ma che non consente politiche di <em>welfare<\/em> con lo stesso meccanismo (e infatti lasci\u00f2 letteralmente morire le famiglie greche nel 2008) \u2013, ma anche uno strumento per facilitare le mediazioni tra i Paesi. Una mediazione per la quale, peraltro, il nostro Paese, al netto delle sue scelte ipocrite ed opportuniste in alcune fasi della sua Storia (e di cui comunque questa iniziativa, se approvata, impedirebbe la replicazione con una definizione chiara e netta della neutralit\u00e0), \u00e8 sempre stato riconosciuto come partner affidabile ed importante. Gi\u00e0 nella Prima guerra mondiale la Confederazione tent\u00f2, in pi\u00f9 occasioni, di offrirsi come mediatrice, con grande stizza dei guerrafondai dell\u2019Intesa e degli Imperi centrali, desiderosi di continuare il carnaio. Restando ai giorni nostri, si pensi ad esempio a quel delicatissimo dialogo che, fino a non molto tempo fa, il nostro Paese ha facilitato tra Stati Uniti ed Iran. Ma gli esempi si sprecano: Ginevra era la citt\u00e0 simbolo del nostro impegno e prestigio nella diplomazia internazionale. Oggi quell\u2019eredit\u00e0 \u00e8 infangata dall\u2019opportunismo del nostro Consiglio federale ed \u00e8 raccolta da altre citt\u00e0 che offrono una mediazione reputata pi\u00f9 seria e affidabile: Astana, Ankara, Riyad, Pechino. A chi storcesse il naso circa l\u2019allineamento, parziale o totale, di alcuni dei paesi di queste capitali agli Stati Uniti rispondiamo: eppure sono state preferite alla Svizzera. Eppure paesi come la Turchia e l\u2019Arabia Saudita sono stati reputati pi\u00f9 indipendenti, coerenti e seri rispetto al nostro (e d\u2019altra parte non \u00e8 molto difficile immaginare come l\u2019adozione di sanzioni unilaterali abbia fatto alzare ben pi\u00f9 di un sopracciglio sulla nostra presunta postura \u201c<em>super partes<\/em>\u201d). Se le cose stanno cos\u00ec ora, immaginate come risuonerebbe un \u201cno\u201d a questa iniziativa nell\u2019arena internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9, e qui concludiamo, la neutralit\u00e0, per noi comunisti, non \u00e8 una questione identitaria, ma uno strumento politico per incidere positivamente nel presente; per cercare di evitare la guerra e favorire il dialogo tra paesi. Questo equivoco, o semplice calcolo opportunista, da parte della socialdemocrazia, che delle battaglie identitarie ha fatto da lungo tempo la sua bandiera (come nel campo dei diritti civili, dove col neoliberismo ha contributo, oltretutto, a spogliarle delle loro profonde rivendicazioni di trasformazione della struttura sociale), risulta di fatto in una scelta di campo chiara, che \u00e8 quella di un\u2019integrazione pi\u00f9 netta, e poi totale, nelle sovrastrutture politiche e militari europee e transatlantiche. Se nel favoloso mondo del moralismo spiccio (e veramente fuori tempo massimo) il rifiuto della neutralit\u00e0 \u00e8 un passo in pi\u00f9 verso l\u2019Europa \u201cdemocratica\u201d, \u201cdei popoli\u201d e dal \u201cpatrimonio culturale\u201d condiviso, nel duro, eppur concreto, mondo del materialismo storico questa costituisce una progressiva sottomissione e, forse persino peggio, graduale complicit\u00e0 nel campo imperialista; quello dei paesi che ciclicamente fanno piovere l\u2019inferno dal cielo sugli altri chiamandolo \u201cintervento umanitario\u201d e che affamano i popoli con sanzioni unilaterali sotto l\u2019insegna della lotta delle \u201cdemocrazie\u201d contro gli \u201cautoritarismi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La realt\u00e0 contemporanea non \u00e8 nelle favole s\u2019un\u2019imprescindibile sorellanza forzata con un\u2019Europa che intende soggiogarci politicamente ed economicamente, un accordo bilaterale alla volta; non nei deliri febbricitanti s\u2019una futura \u201cUnione delle Repubbliche Socialiste Europee\u201d (roba da fanfiction o videogioco strategico), la cui fattibilit\u00e0 dovremmo preparare con un voto negativo; non nelle vanesie e ridicole arringhe sulla presunta superiorit\u00e0 istituzionale, democratica e giuridica dell\u2019Occidente, che strazia i popoli del Sud globale fuori e reprime il dissenso politico nei suoi confini (non so se sono chiare le proporzioni: nel Regno Unito si viene arrestati per <em>terrorismo<\/em> se ci si esprime a favore di Palestine Action contro il genocidio; in Germania, in Francia e in Italia la polizia pesta a sangue i manifestanti; e si potrebbe andare avanti); e non \u00e8, infine, nelle oscene bugie di chi afferma che la nostra tradizione umanitaria scomparirebbe se fosse applicata la neutralit\u00e0 rigida (lo andassero a dire alla Croce Rossa svizzera dell\u2019inizio del secolo scorso!). La realt\u00e0 \u00e8 nel riarmo militare dei nostri vicini, nei discorsi bellicisti sempre pi\u00f9 sdoganati, nei progetti di coscrizione, nei contratti miliardari per la NATO, mentre la sanit\u00e0 e l\u2019istruzione sono rapinate. Questa realt\u00e0 chiede ad ogni cittadina e cittadino di scegliere la neutralit\u00e0 rigida, per la preservazione della pace e la facilitazione del dialogo diplomatico. Che sia un s\u00ec per la pace; e contro i sonnambuli che, barcollanti, s\u2019incamminano trascinandoci verso il fronte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ai detrattori della neutralit\u00e0 svizzera piace la Storia. La socialdemocrazia in particolare l\u2019adora. 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In questo modo, un\u2019apologia della neutralit\u00e0 come garanzia per una diplomazia di mediazione indipendente nei conflitti diventa magicamente un\u2019ode all\u2019esercito russo o il favoreggiamento consapevole e desiderato \u201cdel riciclaggio di denaro insanguinato\u201d (qualche genio che parla ancora dell\u2019Europa occidentale come baluardo della \u201cdemocrazia\u201d lo ha detto davvero;<\/p>\n","protected":false},"author":90985,"featured_media":17321,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13,3],"tags":[],"coauthors":[7984],"class_list":["post-17319","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-opinione","category-interni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17319","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/90985"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17319"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17319\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17320,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17319\/revisions\/17320"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17321"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17319"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17319"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17319"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=17319"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}