{"id":17245,"date":"2026-08-26T18:07:27","date_gmt":"2026-08-26T17:07:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=17245"},"modified":"2026-08-26T18:14:57","modified_gmt":"2026-08-26T17:14:57","slug":"una-masoni-bio-in-consiglio-di-stato-chi-e-davvero-greta-gysin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=17245","title":{"rendered":"Una \u00abMasoni Bio\u00bb in Consiglio di Stato? Chi \u00e8 davvero Greta Gysin"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se, per dirla con i Righeira, l&#8217;estate sta finendo, la campagna elettorale invece \u00e8 ormai lanciata. Ad alimentare l&#8217;entusiasmo a sinistra ci ha pensato l&#8217;annuncio della candidatura al Consiglio di Stato di Greta Gysin, consigliera nazionale dei Verdi dal 2019. Sui social \u00e8 un tripudio di visibilio e \u00ablibidine\u00bb, con buona parte dell&#8217;elettorato progressista (e dei relativi \u00abinfluencer\u00bb pi\u00f9 o meno anonimi) precipitatosi ad acclamare la discesa in campo dell&#8217;eroina salvifica. Sarebbe infatti lei l&#8217;unica in grado di risollevare il destino della sinistra ticinese, ormai riunito in un \u00abcampo largo\u00bb che va dal PS al MPS, passando appunto per i Verdi. Ma chi \u00e8 davvero Greta Gysin? Quale \u00e8 il suo passato e il suo bilancio politico dopo quasi due legislature sui banchi dell&#8217;assemblea federale? Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 addirittura chi, invece di incensarla, la descrive addirittura come una \u00abMasoni Bio\u00bb?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>FFS Cargo: la legittimazione dei tagli al personale<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Procediamo a ritroso. L&#8217;ultimo episodio a suscitare un certo clamore attorno alla deputata ecologista risale allo scorso novembre, quando il sindacato Transfair (da lei presieduto) usc\u00ec in polemica dal comitato \u00abNo allo smantellamento di FFS Cargo in Ticino\u00bb (promosso tra l&#8217;altro dai suoi stessi attuali alleati di lista). <a href=\"https:\/\/www.laregione.ch\/cantone\/ticino\/1886432\/comitato-lavoro-ffs-personale-cargo-ticino-transfair-esce-via-smantellamento\">In un&#8217;intervista alla Regione<\/a>, Gysin accusava il comitato di intromettersi nelle trattative sindacali (sovrapponendosi a Transfair) e addirittura di diffondere vere e proprie menzogne, \u00abad esempio che in Ticino le Ffs stiano assumendo personale frontaliero a basso costo, o che obbligano il personale a trasferirsi oltre Gottardo\u00bb. Al di l\u00e0 delle schermaglie sui ruoli di comitato e sindacato, a colpire in quel frangente era stata la leggerezza con cui Gysin aveva legittimato la ristrutturazione e i tagli al personale previsti da FFS Cargo, giustificati dalla \u00abcomplessit\u00e0\u00bb della situazione in cui si trova ad operare l&#8217;azienda. Per la deputata dei Verdi, le perdite finanziarie di FFS Cargo non andrebbero combattute con una diversa politica dei trasporti, ma con \u00abcorrezioni e interventi strutturali\u00bb, sia sui prezzi che sul modello di produzione, \u00abche oggi risulta inefficiente\u00bb. Par di sentir parlare un manager, ed invece \u00e8 una sindacalista!<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Posta: \u00abcomprensione\u00bb per esternalizzazioni e delocalizzazioni<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;ambiguit\u00e0 delle posizioni di Greta Gysin sul servizio pubblico non \u00e8 d&#8217;altronde una novit\u00e0. Nel 2022, quando la Posta annunci\u00f2 la sua intenzione di voler esternalizzare e delocalizzare in Portogallo parte del proprio servizio informatico, la presidente di Transfair, pur dichiarando che la soluzione \u00abpotrebbe non essere quella ideale\u00bb, <a href=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=14182\">si disse \u00abcomprensiva\u00bb per la decisione<\/a> dei manager del gigante giallo. A suo dire, in Svizzera non vi sarebbe infatti stato il personale specializzato necessario a garantire il servizio: invece di spingere per una maggiore valorizzazione (ad esempio salariale) di questi posti di lavoro e per una politica di formazione e riqualifica professionale, la deputata ecologista ritenne invece adeguato delocalizzarli altrove! Per chi conosce il sindacato Transfair, anche questo episodio dovrebbe destare poco stupore. Sempre nel 2022, il collettivo operaio DPD \u2013 che aveva animato una combattiva mobilitazione dei corrieri \u2013 aveva <a href=\"https:\/\/www.laregione.ch\/i-contributi\/i-dibattiti\/1559421\/ghisolfi-fare-sindacato-lavoratori-azienda\">denunciato la compromissione di tale sindacato con il padronato<\/a>: \u00abQuando i dirigenti dell\u2019azienda ci invitavano a iscriverci a Transfair, in quanto partner sociale riconosciuto dall\u2019azienda, per noi voleva dire che in quell\u2019organizzazione non c\u2019era spazio per chi vuole lottare per conquistare quei diritti minimi necessari a garantire la nostra dignit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sostegno ai lavoratori durante la pandemia: silenzi e giravolte<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sindacato a parte, che ne \u00e8 per\u00f2 dell&#8217;attivit\u00e0 parlamentare di Greta Gysin? Anche qui, non mancano le \u00abmacchie\u00bb che alimentano i dubbi sul profilo politico dell&#8217;esponente ecologista. Nei primi mesi della pandemia da coronavirus, stando a nostre informazioni la proposta del Partito Comunista di introdurre un divieto di licenziamento in caso di epidemia o di pubblica calamit\u00e0 sarebbe rimasta lettera morta a causa dell&#8217;inazione della deputata ecologista (da poco eletta anche grazie ai voti del PC). Nello stesso periodo, si registr\u00f2 un&#8217;altra clamorosa giravolta in materia di sostegno ai lavoratori colpiti dalla pandemia: <a href=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=8888\">l&#8217;astensione di Greta Gysin fu infatti tra i voti decisivi<\/a> per rinviare di vari mesi il voto di una mozione urgente per prolungare il versamento delle indennit\u00e0 ai lavoratori costretti a ridurre l&#8217;orario di lavoro (che ne furono privati per tutta l&#8217;estate). Un voto a sorpresa che fece molto discutere Oltralpe, in quanto il voltafaccia dei deputati ecologisti costituiva una pugnalata alle spalle non solo ai lavoratori, ma anche ai vertici del PSS che erano riusciti ad anticipare la discussione alle sessione estiva.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ritorno alle origini: apertura a sgravi fiscali, subappalti e salari differenziati<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le radici di questo orientamento politico sono d&#8217;altra parte chiaramente identificabili agli albori della carriera di Greta Gysin. Deputata in Gran Consiglio dal 2007 al 2015, aveva mosso i primi passi in politica durante l&#8217;era Savoia, durante la quale i Verdi del Ticino avevano preso le distanze dal Partito Socialista per assumere un atteggiamento pi\u00f9\u2026 eclettico. Durante la campagna elettorale del 2011, guidata proprio da Gysin, i vertici ecologisti avevano lasciato intendere ad esempio di essere <a href=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=1067\">aperti a discutere una riduzione della pressione fiscale per le aziende<\/a>. Poco dopo, la stessa Gysin si era <a href=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=1089\">schierata contro la proposta MPS di introdurre un divieto di subappalto<\/a> e di prestito di manodopera per le commesse pubbliche: a suo dire, \u00abi subappalti sono un problema etico e non lo si risolver\u00e0 n\u00e9 con la regolamentazione n\u00e9 con i controlli, ma solo con il coinvolgimento dei datori di lavoro\u00bb. Insomma, l\u2019esponente dei Verdi rifiutava maggiori controlli ed eventuali sanzioni sui padroni d\u2019impresa che facessero ricorso a forme di lavoro precario, in quanto le scelte etiche non potrebbero essere represse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pochi anni dopo, nel 2013, Gysin era in prima fila nella raccolta firme dell&#8217;iniziativa \u00abSalviamo il lavoro in Ticino!\u00bb, che prevedeva salari minimi differenziati per settore e che escludeva quelli coperti da CCL: una proposta che aveva raccolto forti critiche nell&#8217;area progressista e nell&#8217;area sindacale. Per il direttore di <em>Area<\/em> Claudio Carrer, si trattava di \u00abuno strumento totalmente inadeguato a contrastare il dumping salariale\u00bb, mentre il vicesegretario del PC Alessandro Lucchini la giudicava \u00abambigua e controproducente per la classe lavoratrice ticinese\u00bb. \u00c8 interessante notare come il compromesso recentemente adottato in risposta all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=12968https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=12968\">iniziativa correttiva lanciata pochi anni fa sullo stesso tema dall&#8217;area progressista<\/a> abbia sollevato forti polemiche per la sua moderazione proprio da parte di coloro che ora esultano per la candidatura della stessa Gysin\u2026 A sinistra \u00e8 forse arrivata l&#8217;ora di fare i conti con la sua vera identit\u00e0 politica, al di l\u00e0 della versione patinata che ritroveremo sui media nei prossimi mesi: Greta Gysin forse non \u00e8 una Marina Masoni in versione \u00abBio\u00bb, ma di certo non pu\u00f2 nemmeno essere considerata l&#8217;icona della sinistra radicale che potr\u00e0 \u00abportare una svolta\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se, per dirla con i Righeira, l&#8217;estate sta finendo, la campagna elettorale invece \u00e8 ormai lanciata. 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