{"id":17084,"date":"2025-12-10T20:34:00","date_gmt":"2025-12-10T19:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=17084"},"modified":"2026-08-03T20:56:55","modified_gmt":"2026-08-03T19:56:55","slug":"due-strategie-complementari-a-favore-della-palestina-e-del-multipolarismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=17084","title":{"rendered":"Due strategie complementari a favore della Palestina e del multipolarismo"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Due premesse<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La&nbsp;<em>prima premessa<\/em>&nbsp;\u00e8 che Cina e Arabia Saudita hanno firmato un numero enorme di accordi strategici (che vanno dal settore petrolchimico alle energie pulite, passando dall\u2019informatica dei&nbsp;<em>cloud&nbsp;<\/em>e dell\u2019intelligenza artificiale). Si tratta di un capolavoro diplomatico del Partito Comunista Cinese, che ha saputo se non scardinare perlomeno indebolire un\u2019alleanza storica, che per certi versi appariva monolitica, fra la monarchia reazionaria saudita e gli Stati Uniti. Questo significa per\u00f2 anche che Mohammed Bin Salman dovr\u00e0 contare di pi\u00f9 a livello geopolitico rispetto a oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La&nbsp;<em>seconda premessa<\/em>&nbsp;\u00e8 un insegnamento del marxismo: finch\u00e9 c\u2019\u00e8 l\u2019imperialismo, ci sar\u00e0 la guerra! L\u2019obiettivo della Cina \u00e8 quello di evitare la terza guerra mondiale e quindi di tentare \u2013 in ogni modo e a tutti i costi \u2013 di smorzare qualsiasi focolaio di violenza. La Cina \u00e8 infatti convinta che solo con lo sviluppo economico pacifico si potr\u00e0 vincere la partita sull\u2019imperialismo atlantico e aprire dunque le porte a un sistema multipolare, in cui viga un sistema di mutua cooperazione fra nazioni sovrane. Per arrivare a tale \u201ccomunit\u00e0 umana dal futuro condiviso\u201d, Pechino potrebbe essere costretta ad accettare compromessi di ogni genere, sia per prendere tempo sia per evitare di finire coinvolta in conflitti che danneggerebbero la nuova via della seta, che resta il perno essenziale su cui verte l\u2019intera politica internazionale di Pechino.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un repentino cambio di narrazione: perch\u00e9 adesso \u00e8 diventato lecito criticare Israele?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel settembre 2024 avevo scritto in un articolo che, se dal punto di vista tattico, Israele stava apparentemente vincendo, da quello strategico avrebbe perso. Le perdite militari ed economiche dell\u2019entit\u00e0 sionista stanno infatti diventando insostenibili per uno sforzo bellico prolungato, ma in realt\u00e0 stanno ribollendo anche le contraddizioni sociali all\u2019interno della medesima societ\u00e0 israeliana. E questo sia a destra (coloni, agenti del Mossad dimissionari, parenti degli ostaggi, ecc.) sia da sinistra (ragazzi che rifiutano il servizio militare, ufficiali dell\u2019esercito israeliano che disertano per motivi di coscienza, proteste dei comunisti e dei movimenti arabi, ecc.), senza contare il numero record di cittadini israeliani che stanno abbandonando il paese. Inoltre a livello di immagine, il regime di Tel Aviv esce con lo ossa rotte nonostante abbia goduto per due anni della complicit\u00e0 indecente dei media&nbsp;<em>mainstream<\/em>, dei rettori (felloni) delle universit\u00e0 europee e dei governi occidentali, che tuttavia si \u00e8 improvvisamente rotta negli ultimi tempi. Una svolta \u2013 quella che abbiamo potuto constatare \u2013 repentina e coordinata, cio\u00e8 l\u2019esatto opposto di spontaneo e sincero! Che dietro a questo cambio di passo perlomeno sospetto non vi sia solo un tentativo di \u201cpulirsi la coscienza\u201d di qualche&nbsp;<em>radical chic<\/em>&nbsp;lo si pu\u00f2 capire dal fatto che incalliti sionisti iniziano ora a trasformarsi in critici di Israele. Per chiunque abbia senso politico \u00e8 ovvio che vi sia una regia, ed essa va ricercata ovviamente a livello internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che il genocidio in corso in Palestina stesse diventando un fattore di destabilizzazione lo si poteva gi\u00e0 notare da alcune incrinature: il governo spagnolo che riconosce la Palestina e che gi\u00e0 mesi fa bloccava la cooperazione accademica con Israele \u00e8 stato un primo segnale, ma \u00e8 verosimile che inizieranno ad essercene altri, e di sempre maggiore portata. L\u2019Alta rappresentante dell\u2019UE Kaja Kallas, nota per essere sia sionista sia una indefessa guerrafondaia, aveva ad esempio dichiarato di voler revisionare l\u2019accordo di associazione UE-Israele e lo scorso settembre persino l\u2019altrettanto sionista e guerrafondaia Ursula von der Leyen ha ipotizzato delle restrizioni economiche nei confronti di Tel Aviv. Non dovremo quindi stupirci se anche l\u2019ultra-sionista Donald Trump compir\u00e0 mosse impreviste per far resuscitare il principio truffaldino dei \u201cdue popoli due Stati\u201d, e non meravigliamoci delle televisioni&nbsp;<em>mainstream<\/em>&nbsp;che faranno trapelare qualche verit\u00e0 sui crimini sionisti: sar\u00e0 infatti tutto funzionale a far cadere finalmente Benjamin Netanyahu (ormai indifendibile e imbarazzante) e sostituirlo con un sionista \u201cbuono\u201d che i media stanno gi\u00e0 cercando alacremente: bene se \u00e8 laburista, ancora meglio se \u00e8 donna, ma verosimilmente in assenza di tale figura potrebbero togliere dalla naftalina qualche criminale del passato per ridipingerlo come un \u2026moderato. Durante l\u2019estate hanno iniziato a puntare su Ehud Olmert: tanto l\u2019operazione \u201cPiombo fuso\u201d del 2008 non la ricorda pi\u00f9 nessun giornalista. Ora sembra per\u00f2 che la scelta si sposti su un altro nome. Il sostituto del genocida Netanyahu dovr\u00e0, come da copione, blaterare un po\u2019 di pace e di diritti umani, e recitare la parte del sionista dialogante che apparentemente rispetta il ruolo dell\u2019ONU.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco perch\u00e9 la socialdemocrazia europeista (anche quella opportunista che opera in Svizzera) che \u00e8 stata prima silente e poi ambigua, ora di colpo ha iniziato a promuovere fiaccolate e marce silenziose (quando invece bisognerebbe urlare!) e persino un\u2019iniziativa popolare per riconoscere lo Stato di Palestina: la loro parola d\u2019ordine \u00e8 ora far credere all\u2019opinione pubblica che il male non \u00e8 il sionismo, ma solo Netanyahu (e la sua linea estremista). In questo modo potranno fare due cose: salvare il regime israeliano dall\u2019implosione e ostacolare i movimenti partigiani palestinesi rianimando quella parte di societ\u00e0 civile araba liberal e filo-occidentale ormai screditata. La nostra parola d\u2019ordine di marxisti deve invece continuare ad essere l\u2019opposto: il sionismo \u00e8 un progetto neo-coloniale e finch\u00e9 esister\u00e0 porter\u00e0 esclusivamente a massacri e guerre.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Se la Cina prender\u00e0 tempo, noi dovremo incalzare<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Cina (e il suo Partito Comunista) probabilmente seguir\u00e0 invece tatticamente una linea diversa da quella di noi comunisti occidentali (e forse anche dei comunisti arabi) privi di responsabilit\u00e0 di governo. Questa eventuale differenza di metodo non va in alcun modo letta come un cedimento o peggio come un tradimento cinese della causa palestinese, bens\u00ec come una mossa politica intelligente e complementare alla nostra lotta! Per quanto, infatti, come affermato dal massimo rappresentante cinese all\u2019ONU \u201cla questione palestinese \u00e8 al centro delle questioni mediorientali\u201d e non \u00e8 dunque un elemento insignificante nel percorso della nuova via della seta, \u00e8 pur vero che il conflitto fra l\u2019imperialismo e il multipolarismo si combatte a livello mondiale e non solo a Gaza: l\u2019Ucraina, ad esempio, \u00e8 in questo momento uno scenario di guerra potenzialmente molto pi\u00f9 pericoloso per il mondo rispetto a Gaza, e Mosca ha dunque questa priorit\u00e0. Pechino dal canto suo deve vincere la battaglia sui dazi di Trump, altrimenti l\u2019intera strategia economica cinese sarebbe indebolita. Il Partito Comunista Cinese ci insegna insomma pragmaticamente che, per quanto doloroso, il mondo \u00e8 pi\u00f9 grande della sola Palestina!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur di fermare il genocidio (che da una lettura marxista rappresenta la contraddizione primaria del momento) e, appunto, pur di tentare di smorzare almeno per qualche anno il focolaio di guerra in Medio Oriente (che potrebbe coinvolgere sia partner cinesi come l\u2019Iran e la Turchia, sia Cipro Sud per poi deflagrare in Asia), Pechino prover\u00e0 tutte le strade, anche in modo spregiudicato e anche se ci\u00f2 significa scendere a odiosi patti temporanei con l\u2019imperialismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non c\u2019\u00e8 da stupirsi quindi del fatto che il 17 novembre scorso sia Pechino sia Mosca si siano astenuti nel Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU, permettendo cos\u00ec che, di fatto, il (pessimo) piano di Donald Trump passasse. Il compagno Fu Cong, ambasciatore cinese all\u2019ONU, pur sottolineando che tale risoluzione, posta in votazione in modo alquanto frettoloso, risultasse \u201ccarente sotto molti aspetti e profondamente preoccupante\u201d soprattutto perch\u00e9 non sancisce che \u201cGaza appartiene al popolo palestinese e a nessun altro\u201d, ha ribadito in modo esplicito che la priorit\u00e0 di Pechino resta, a tutti i costi, \u201cun cessate il fuoco duraturo, alleviare il disastro umanitario e avviare la ricostruzione post-bellica per riaccendere la speranza di pace e sviluppo per la popolazione di Gaza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Cina doveva tenere pure presente alcuni altri dati di fatto, su cui invece noi, partiti comunisti di opposizione e movimenti di solidariet\u00e0 occidentali, non abbiamo per forza il dovere di osservare. Anzitutto la diplomazia impone di negoziare con tutti i governi effettivamente in carica, non solo con quelli che ci piacciono. In secondo luogo il piano Trump \u00e8 stato approvato persino dall\u2019Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese (per quanto screditato possa ormai essere il presidente Mahmoud Abbas) e, pur con riluttanza, \u00e8 stato accolto da quasi tutti gli altri paesi arabi e islamici, fra cui due fondamentali partner di Pechino (e di Mosca), come la Turchia e il Pakistan. In questo contesto \u2013 come giustamente spiega il collettivo britannico \u201cFriends of Socialist China\u201d, se la Cina si fosse messa di traverso ai suoi stessi alleati, esercitando il diritto di veto, \u201cavrebbe solo indebolito la sua posizione nei confronti delle nazioni arabe e musulmane e, di conseguenza, rafforzato ulteriormente quella degli Stati Uniti. [\u2026] Inoltre, un veto cinese o russo in questa occasione non avrebbe dissuaso materialmente gli Stati Uniti o Israele dal procedere con i loro piani, avrebbe semplicemente rimosso anche il pi\u00f9 elementare livello di supervisione, limitazione e responsabilit\u00e0 internazionale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non dovremo stupirci nemmeno se un giorno si delineasse un accordo che coinvolga apertamente Pechino, Mosca, Washington e Riyad affinch\u00e9 Israele venga preservata (non toccando, purtroppo, quindi il suo odioso regime razzista) ma contenuta territorialmente e, nel contempo, si creasse uno Stato di Palestina (riconosciuto internazionalmente, anche da Trump, ma anch\u2019esso ridotto territorialmente rispetto a quanto auspicato da Hamas e politicamente non laico), la cui indipendenza sarebbe per\u00f2 transitoriamente incompiuta poich\u00e9 appaltata, ad esempio, all\u2019Arabia Saudita (che a differenza dell\u2019Iran avrebbe i soldi per ricostruirla). Uno scenario, questo, \u201ccomprensibile\u201d dal punto di vista umanitario immediato perch\u00e9 perlomeno fermerebbe il genocidio; negativo se invece lo leggiamo in termini politici e ideologici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo caso i comunisti e i movimenti di solidariet\u00e0 alla Palestina dovrebbero quindi cogliere la \u201cpausa\u201d che potrebbe verificarsi nella pulizia etnica che il regime israeliano comunque cova e cover\u00e0 sempre in s\u00e9, e continuare a intensificare la lotta anti-sionista fino alla tappa successiva, e cio\u00e8 la definitiva liberazione nazionale della Palestina.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La priorit\u00e0 \u00e8 disinnescare la furia sionista e scovarne gli infiltrati in Svizzera<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come ha detto Moni Ovadia, la soluzione \u201cdue popoli due Stati\u201d \u00e8 sempre stata solo una truffa con cui l\u2019imperialismo \u00e8 riuscito a ingannare il popolo palestinese. Non \u00e8 quindi questo l\u2019obiettivo dei comunisti: al contrario noi lottiamo per la liberazione della Palestina \u201cdal fiume al mare\u201d e non riconosciamo la legittimit\u00e0 dell\u2019Entit\u00e0 sionista inventata dall\u2019imperialismo nel 1948 e tollerata per qualche anno anche dai sovietici. Sappiamo per\u00f2 che \u00e8 in corso non solo un genocidio odioso che occorre fermare subito, ma anche che il fanatico regime al potere a Tel Aviv \u00e8 ormai privo di controllo e potrebbe quindi estendere la guerra, come gi\u00e0 ha tentato di fare bombardando il Libano e l\u2019Iran. Disinnescare la furia sionista \u00e8 quindi il primo obiettivo e sembra che la Cina sia orientata a lavorare in questa direzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco perch\u00e9 la nuova tappa di questa terribile lotta per noi, comunisti svizzeri, sar\u00e0 squisitamente \u201cnazionale\u201d. Ce lo hanno spiegato chiaramente gli studenti che sono scesi in piazza a Bellinzona il 17 novembre scorso guidati dal Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) e dalla Giovent\u00f9 Comunista: lo striscione d\u2019apertura non recitava infatti un generico \u201cStudenti e Apprendisti per la Palestina\u201d ma un chiarissimo, netto e combattivo \u201cStudenti e Apprendisti Anti-Sionisti\u201d. Queste ragazze e questi ragazzi, poco pi\u00f9 che adolescenti, ci hanno insegnato molto: la priorit\u00e0 adesso \u00e8 infatti essere anti-sionisti come un tempo si era anti-fascisti. Il sionismo (che secondo lo storico Luciano Canfora \u00e8 l\u2019odierno nazismo) \u00e8 la forma attualmente pi\u00f9 violenta, aggressiva, irrazionale e razzista dell\u2019atlantismo: dobbiamo rifiutare, denunciare e debellare il pericolo sionista nel nostro Paese! Il compito pi\u00f9 rivoluzionario qui da noi per aiutare davvero la lotta partigiana in Palestina \u00e8 smascherare i sionisti che hanno infiltrato l\u2019Esercito svizzero, il servizio pubblico Radiotelevisivo, le universit\u00e0, i poli di ricerca, i licei, le aziende e persino i partiti (anche quelli di sinistra). I sionisti sono il principale freno non solo a ogni ipotesi socialista, ma anzitutto sono un ostacolo fortissimo a una Svizzera indipendente e neutrale rispetto alla NATO e all\u2019UE.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due premesse La&nbsp;prima premessa&nbsp;\u00e8 che Cina e Arabia Saudita hanno firmato un numero enorme di accordi strategici (che vanno dal settore petrolchimico alle energie pulite, passando dall\u2019informatica dei&nbsp;cloud&nbsp;e dell\u2019intelligenza artificiale). 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