{"id":17077,"date":"2025-10-23T19:03:00","date_gmt":"2025-10-23T18:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=17077"},"modified":"2026-08-03T19:10:02","modified_gmt":"2026-08-03T18:10:02","slug":"patto-di-locarno-1925-fragile-parentesi-in-un-interludio-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=17077","title":{"rendered":"Patto di Locarno 1925, fragile parentesi in un interludio di guerra"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019umanit\u00e0 oggi corre il concreto rischio che non bastino eventuali trattati e accordi a frenare la volont\u00e0 di guerra della Minoranza Globale egemonizzata dalla NATO<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov con molte ragioni ha affermato che la Svizzera non \u00e8 considerata dalla Federazione Russa una nazione neutrale, ma parte integrante di quell\u2019Occidente succube della NATO e subalterno all\u2019Unione Europea. Un fatto assolutamente vero, la Svizzera dopo secoli di paziente costruzione della neutralit\u00e0 come prassi identitaria, diplomatica e geopolitica sta purtroppo venendo meno a quanto l\u2019ha resa per lungo tempo amb\u00ecto luogo d\u2019incontro per la risoluzione delle controversie internazionali, si pensi nel Novecento dagli accordi per l\u2019Algeria a quelli per il Vietnam, vanificando quanto costruito in lungo tempo e suggellato agli albori del XX secolo offrendo Ginevra come prestigiosa sede per la&nbsp;Societ\u00e0 delle Nazioni, nata nel 1919 con la firma del trattato di pace di Versailles.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, la Societ\u00e0 delle Nazioni \u00e8 da subito animata da corposi interessi, anche quelli espressi e difesi dal suo promotore, il presidente statunitense Thomas Woodrow Wilson, la cui nazione mai aderir\u00e0 all\u2019organizzazione per la contrariet\u00e0 dei congressisti di Washington ad accettare un confronto con gli altri Stati su un piano di parit\u00e0, un vizio intrinseco al capitalismo statunitense, pronto solo ad avallare progetti egemonici e autoreferenziali, vincolati al suo ruolo unipolare e imperialistico, vizio fondatore incistato nelle Nazioni Unite nel 1944, le quali infatti hanno preteso avessero sede sul loro territorio e nelle quali hanno provato, purtroppo spesso riuscendoci, a stravolgerne la carta fondativa attuando una costante forzatura verso univoche posizioni, appunto proprio quelle di Washington.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia un anelito di universale umanit\u00e0, pur cieca davanti ai macroscopici orrori del colonialismo, del neocolonialismo e della depredazione delle materie prime energetiche e alimentari di interi popoli, accompagna quella prima associazione tra le nazioni della terra, tanto che&nbsp;lo scienziato e professore norvegese Fridtjof Nansen&nbsp;&nbsp;promuove la realizzazione dell\u2019Ufficio per i Rifugiati della Societ\u00e0 delle Nazioni, in grado di prestare assistenza alle popolazioni sfollate o colpite dalle carestie, cos\u00ec come di fornire un passaporto per i tanti apolidi, risultanti dalla distruzione dei vecchi imperi europei, come da quello ottomano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Societ\u00e0 delle Nazioni prova anche ad occuparsi meritoriamente, seppure con scarsa capacit\u00e0 d\u2019incidere nella realt\u00e0, di salute, disarmo, lavoro, diritti delle donne, tutto reso difficile per la complessit\u00e0 dei tempi. Sul tema del lavoro in particolare assiste muta, proprio in Europa, a governi tanto reazionari, quanto socialdemocratici, pi\u00f9 interessati a sparare sui manifestanti e a reprimere con violenza le lotte di operai, minatori, portuali e contadini, piuttosto che ad alleviare la generale indigenza delle classi lavoratrici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tragico ventennio tra le le due guerre \u00e8 di fatto un lungo trapasso, un interludio tra il secolo borghese uscito dalla Congresso di Vienna del 1815 e l\u2019inizio del secolo statunitense (1945 \u2013 2012), con la rilevante variabile bolscevica, capace non solo di creare una nazione in cui il potere \u00e8 nelle mani degli operai e dei contadini, ma altres\u00ec di rappresentare il baluardo e il naturale alleato, fin da subito e con maggiore influenza per tutta la seconda parte del Novecento, dei popoli in lotta per la loro emancipazione dal colonialismo e dal neo-colonialismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quegli anni \u201820 del Novecento di nazionalismi spesso esasperati e coltivati con volont\u00e0 antisociale dalle borghesie nazionali, in molti casi liete di trovare nel grande capitale e nell\u2019esercito la sponda interna per esperimenti autoritari, non solo in Italia e poi in Germania, ma anche in Ungheria, in Polonia tra i Baltici, in Finlandia, prima che in Portogallo e Spagna, sar\u00e0 l\u2019Unione Sovietica a rappresentare l\u2019esempio di una statualit\u00e0 plurinazionale e plurireligiosa, certo al pari del suo antecedente impero Russo, tuttavia su basi di pi\u00f9 avanzata democrazia e partecipazione, tutto questo nello stesso momento in cui simili esperienze, quali quella austro \u2013 ungarica e quella ottomana, si erano dissolte. Il razzismo poi tra i comunisti sovietici viene bandito e combattuto, mentre non solo i fascismi europei di diverse sfumature, ma anche le democrazie liberali francese e inglese, in ragione dei loro possedimenti coloniali, indulgeranno sempre nei confronti di una razzistica idea di inferiorit\u00e0 degli altri popoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Societ\u00e0 delle Nazioni dunque, stretta tra interessi, defezioni, nazionalismi che troveranno nel secondo conflitto mondiale il pieno esplicitarsi, ma gi\u00e0 carburano risentimenti e velleit\u00e0, desideri di veder sventolare la loro bandiera in spregio a tutte le altre, prover\u00e0, non riuscendoci, o riuscendoci molto malamente e parzialmente, a contenere l\u2019esplodere di rivendicazioni territoriali e di sanguinosi sommovimenti, rappresentando insomma un afflato esile e fragile, per quanto almeno nelle intenzioni latore di pace e di cooperazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A tutto questo si appella il sindaco liberal \u2013 radicale della citt\u00e0 di Locarno, nella Svizzera Italiana, Giovanni Battista Rusca per la convocazione, insieme alla Societ\u00e0 delle Nazioni stesse, delle potenze europee per una Conferenza di pace. \u00c8 l\u2019occasione per porre al centro della scena e della cronaca planetaria la ridente cittadina adagiata sull\u2019ultimo lembo del lago Maggiore, di rigorosa pertinenza elvetica, tra frondosi palmizi, ville signorili e modeste case di ringhiera. Rusca \u00e8 un sincero democratico e sar\u00e0 il solo membro del parlamento rossocrociato a votare nel 1940 contro la messa fuori legge dei comunisti, cos\u00ec come nel corso della Guerra Mondiale aiuter\u00e0 partigiani e resistenti italiani, come i suoi amici del Partito d\u2019Azione, guidati in quel tempo da Ferruccio Parri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Conferenza di pace di Locarno si svolge dal 5 al 16 ottobre 1925, alcuni dei suoi partecipanti riceveranno il Nobel per la pace, in ragione del Patto Renano che proprio a Locarno viene siglato. Non Rusca, che pi\u00f9 dei premiati lo avrebbe meritato. L\u2019idea del sindaco, giustissima, travalica la semplice non belligeranza imposta dal trattato di Versailles, un trattato non condiviso, ma brutalmente imposto dai vincitori ai vinti. Rusca ritiene necessario arrivare ad un accordo in cui tutti gli stati europei siano consapevoli della necessit\u00e0 della pace e della inviolabilit\u00e0 delle frontiere. \u00c8 questo il Patto Renano, a Locarno i tedeschi Hans Luther e Gustav Stresemann, il belga Emile Vandervelde, il francese Aristide Briand, l\u2019inglese Austen Chamberlain, l\u2019italiano Benito Mussolini, il polacco Aleksander Skrzy\u0144ski, il cecoslovacco Edvard Bene\u0161 firmano un accordo in cui sanciscono l\u2019inviolabilit\u00e0 delle frontiere tra i loro paesi e in particolare quelle franco \u2013 belgo \u2013 tedesche, ovvero l\u2019impegno della Germania a non accampare rivendicazioni sull\u2019Alsazia e la Lorena tornate francesi e sulla regione di Eupen e Malmedy diventata belga. Una firma esile, che sar\u00e0 travolta dieci anni pi\u00f9 tardi con il disconoscimento di quel testo da parte hitleriana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per altro con molte ragioni la storiografia sovietica ha sempre sostenuto che, pi\u00f9 ancora del recupero della Germania di Weimar a guida socialdemocratica all\u2019interno dello spazio politico europeo, avvenuto appunto nel 1926 con l\u2019ingresso dei tedeschi nella Societ\u00e0 delle Nazioni, in concomitanza con l\u2019entrata in vigore del Patto Renano, le intenzioni, in particolare britanniche, fossero quelle di un\u2019alleanza volta a contenere e contrastare l\u2019Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, che pur sar\u00e0 ammessa tra i membri della Societ\u00e0 delle Nazioni il 18 settembre 1934.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei giorni della Conferenza locarnese i fascisti del Canton Ticino, reazionari da burletta, prima salutano romanamente Benito Mussolini per le strade, tra l\u2019ironia disincantata dei loro compatrioti, poi srotolano nella meravigliosa piazza Grande un enorme striscione con la scritta \u201cEvviva il Duce\u201d, che, se fa sorridere i pi\u00f9, fa invece sobbalzare il sindaco Rusca, il quale si affretta a farlo rimuovere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il timido tentativo dell\u2019incontro di Locarno di trovare una soluzione negoziale attraverso il diritto internazionale e mediante una procedura d\u2019arbitrato pacifico per le eventuali divergenze tra nazioni, senza ricorrere alla guerra, ha un correlato nel Patto Briand-Kellogg, noto anche come trattato di rinuncia alla guerra quale strumento di risoluzione delle controversie internazionali, promosso dal ministro degli Esteri francese Aristide Briand, dall\u2019attivista pacifista statunitense James Thomson Shotwell e dal Segretario di Stato a stelle e strisce Frank Kellogg, sottoscritto a Parigi il 27 agosto 1928 ed entrato formalmente in vigore il 24 luglio 1929, per altro con la firma anche dell\u2019Unione Sovietica, saldamente passata alla posizione di dialogo con il resto del mondo voluta dal segretario generale bolscevico Iosif Stalin, nel quadro del consolidamento interno e del superamento degli estremismi di matrice trotzkista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019umanit\u00e0 oggi corre il concreto rischio che non bastino eventuali trattati e accordi a frenare la volont\u00e0 di guerra della Minoranza Globale egemonizzata dalla NATO e strettasi intorno alla finanza speculativa per difendere ai danni del resto del pianeta l\u2019ormai superato primato predatorio dell\u2019Occidente Collettivo, intenzionato a contrastare in ogni modo, purtroppo anche armato, l\u2019ascesa della Maggioranza Globale composta da tutte quelle nazioni e quei popoli che si stanno stringendo sempre pi\u00f9 numerosi intorno a Pechino e a Mosca per la costruzione di un nuovo ordine mondiale multipolare e di pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Articolo originale<\/em> <a href=\"https:\/\/strategic-culture.su\/news\/2025\/10\/19\/patto-di-locarno-1925-fragile-parentesi-in-un-interludio-di-guerra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>La Strategic Culture Foundation<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019umanit\u00e0 oggi corre il concreto rischio che non bastino eventuali trattati e accordi a frenare la volont\u00e0 di guerra della Minoranza Globale egemonizzata dalla NATO Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov con molte ragioni ha affermato che la Svizzera non \u00e8 considerata dalla Federazione Russa una nazione neutrale, ma parte integrante di quell\u2019Occidente succube della NATO e subalterno all\u2019Unione Europea. Un fatto assolutamente vero, la Svizzera dopo secoli di paziente costruzione della neutralit\u00e0 come prassi identitaria, diplomatica e geopolitica sta purtroppo venendo meno a quanto l\u2019ha resa per lungo tempo amb\u00ecto luogo d\u2019incontro per la risoluzione delle controversie internazionali,<\/p>\n","protected":false},"author":16407,"featured_media":17078,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[258],"tags":[],"coauthors":[264],"class_list":["post-17077","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-resistenza-storica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17077","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16407"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17077"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17077\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17079,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17077\/revisions\/17079"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17078"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17077"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17077"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17077"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=17077"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}