{"id":15539,"date":"2024-02-09T01:24:00","date_gmt":"2024-02-09T01:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15539"},"modified":"2024-01-31T08:05:30","modified_gmt":"2024-01-31T08:05:30","slug":"limperialismo-atlantico-un-pericolo-dal-destino-segnato-ora-si-tratta-di-organizzarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=15539","title":{"rendered":"L\u2019imperialismo atlantico, un pericolo dal destino segnato: ora si tratta di organizzarsi"},"content":{"rendered":"\n<p>Al di l\u00e0 del giudizio storico sull\u2019esperienza socialista in Unione Sovietica, il dato oggettivo \u00e8 che con la sua semplice esistenza l\u2019URSS non solo ha contribuito notevolmente al processo di decolonizzazione, ma ha pure rappresentato un freno all\u2019imperialismo americano e, conseguentemente, ha favorito un certo equilibrio geopolitico al pianeta. Tutto questo \u00e8 per\u00f2 venuto meno col biennio 1989\/1991. Una volta crollato il Muro di Berlino e dissoltasi sia l\u2019Unione Sovietica sia tutti gli Stati socialisti dell\u2019Europa Orientale (con la Bielorussia come sola parziale eccezione), l\u2019obiettivo dell\u2019imperialismo era raggiungere l\u2019egemonia globale del sistema liberal-atlantico a guida statunitense su tutto il mondo. Gli USA, con i loro alleati europei e con la NATO quale braccio militare, hanno cos\u00ec iniziato una fase espansionistica di stampo neo-coloniale. Giustificandola ideologicamente attraverso una presunta difesa dei diritti umani e con l\u2019arrogante scusa di esportare il proprio modello di democrazia a tutti i popoli ritenuti oppressi, a partire dagli anni \u201890 inizi\u00f2 una tragica e lunga seria di guerre imperialiste, illegali dal punto di vista del diritto internazionale, in palese spregio delle risoluzioni dell\u2019ONU. Tutte queste guerre avevano per obiettivo non solo quello di estendere il dominio statunitense ma anche quello di consolidare un mondo unipolare succube di una sola ideologia, che \u00e8 diventata un pervasivo pensiero unico: l\u2019atlantismo! Tutto ci\u00f2 divenne sistemico con la riforma della NATO del 1999 al cui programma \u201cPartnership for peace\u201d ader\u00ec sciaguaratamente anche la Svizzera che, conseguentemente, dovette rendere le proprie forze armate compatibili con le esigenze atlantiche tramite la riforma di \u201cEsercito XXI\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una sanguinosa cronologia di guerre<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Per poter procedere in questo disegno strategico occorreva anzitutto disporre del controllo dei Balcani: nei disegni americani la Jugoslavia doveva quindi sparire sia in quanto paese socialista sia in quanto Stato e parcellizzarsi, cos\u00ec da indebolire anche l\u2019Europa. Il processo di \u201cbalcanizzazione\u201d prevedeva sia una via ideologica (che riguardava scuole e media) con una sistematica demonizzazione della Serbia in quanto nazione sovrana, sia una via militare: dapprima si oper\u00f2 infiltrando i comunisti jugoslavi e sconfiggendoli dall\u2019interno, poi armando i movimenti secessionisti croati (fascisti) e bosniaci (islamisti) che iniziarono la sanguinosa guerra civile della prima met\u00e0 degli anni \u201890. In seguito si foment\u00f2 nuovamente l\u2019idea (mutuata nientemeno che dai nazisti) di \u201cGrande Albania\u201d e quindi il separatismo etnico albanese nel Kosovo, fino alla decisione di bombardare la Serbia nel 1999, colpendo simbolicamente persino l\u2019Ambasciata cinese a Belgrado, e infine di occupare con la NATO la regione serba del Kosovo e Metohija dichiaratasi poi indipendente in modo unilaterale nel 2008. Intanto, nel 2002 viene attaccato l\u2019Afghanistan, nel 2003 \u00e8 la volta dell\u2019Irak, nel 2011 si continua prima con la Libia e poi la Siria, nel 2014 c\u2019\u00e8 il golpe a Kiev e da parte sionista continua la pulizia etnica ai danni del popolo palestinese.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019imperialismo \u00e8 una tigre di carta!<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La domanda da porsi ora \u00e8: tutta queste prove di forza da parte atlantica, alla fine, sono risultate vincenti? La verit\u00e0 \u00e8 che in ognuna di queste situazioni gli USA e i loro sottoposti europei hanno subito sconfitte. Certo sono costate migliaia di morti, hanno raso al suolo interi paesi, hanno rallentato con embarghi e sanzioni lo sviluppo economico di paesi che potevano essere emergenti e ci \u00e8 voluto molto tempo, ma i popoli che hanno resistito, alla fine hanno vinto. Dall&#8217;Afghanistan gli imperialisti sono scappati a gambe levate; l&#8217;Iraq e la Libia anche se martoriate e divise non sono state affatto \u201cnormalizzate\u201d, in Siria il governo legittimo diretto dal Partito Socialista del Risorgimento Arabo (Baath) presieduto da Bashar al-Assad e sostenuto dalla Russia \u00e8 rimasto in piedi e ha sconfitto sia il separatismo curdo sia l\u2019integralismo islamico, entrambi eterodiretti dagli Stati Uniti. Anche nei Balcani la situazione non \u00e8 affatto rosa e fiori: la Serbia, nonostante tutte le pressioni e i ricatti occidentali, continua a resistere ai tentativi di sottometterla, non aderisce alle sanzioni anti-russe e insiste nel mantenersi militarmente neutrale. Persino l\u2019ex-presidente sloveno, Danilo T\u00fcrk, \u00e8 oggi alleato dei cinesi, tanto da presiedere il <em>think tank<\/em> internazionale che sostiene la Nuova via della seta. I tentativi di \u201cregime change\u201d attraverso le cosiddette \u201crivoluzioni colorate\u201d o i classici colpi di stato non stanno funzionando: \u00e8 fallito il golpe \u201cg\u00fclenista\u201d in Turchia che nel 2016 tent\u00f2 di riportare Ankara nel campo atlantico; \u00e8 fallito il golpe in Kazakistan che avrebbe reso il Paese ostile alla Russia; stanno fallendo le mobilitazioni filo-occidentali di chi in Iran \u00e8 nostalgico dello Sci\u00e0 e persino il governo armeno filo-occidentale \u00e8 stato abbandonato al suo destino nella guerra contro l\u2019Azerbaigian. \u00c8 fallita persino la controrivoluzione del fantoccio Juan Guaid\u00f2 in Venezuela. Insomma: l\u2019imperialismo non \u00e8 invincibile e per quanto riguarda la \u201camerican way of life\u201d, possiamo essere abbastanza certi analizzando gli equilibri del mondo, che non riuscir\u00e0 a imporsi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Non cantiamo vittoria troppo presto: organizziamoci!<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Queste sconfitte che non sono solo militari e geopolitiche ma anche economiche e culturali, hanno per\u00f2 spinto gli Stati Uniti \u2013 caduti in una evidente crisi interna (e lo vediamo dalla vittoria <em>anti-establishment<\/em> di Trump al dissenso che cresce nella societ\u00e0 americana passando dall\u2019assalto al Campidoglio) \u2013 a ridefinire la loro strategia: porre in secondo piano gli interventi mirati per controllare questo o quel paese e piuttosto agire su un piano pi\u00f9 ampio, appunto strategico, ossia frenare sostanzialmente russi e cinesi nel processo di integrazione euroasiatico, da cui tutto dipender\u00e0. La guerra in Ucraina non \u00e8 quindi una guerra locale: come diciamo da anni essa va letta come un\u2019offensiva del sistema atlantico contro l\u2019idea stessa di multipolarismo. Ma l\u2019imperialismo \u2013 insegnava il presidente Mao \u2013 \u00e8 una \u201ctigre di carta\u201d e infatti anche questa nuova strategia non regger\u00e0 alla lunga. L\u2019Ucraina (il cui presidente Zelensky presto sar\u00e0 abbandonato da chi lo aveva finora incensato) \u2013 nonostante quello che si inventeranno i media occidentali nei prossimi mesi per addolcire la pillola all\u2019opinione pubblica \u2013 ha gi\u00e0 perso (malgrado le armi occidentali) sia la Crimea sia il Donbass: \u00e8 del tutto irrealistico (e quindi anche irresponsabile, a meno che non ce ne importi nulla delle vite umane che ancora si perderanno inutilmente) fare altre ipotesi. La Cina, dal canto suo, continua a crescere in prestigio diplomatico e influenza economica. In Africa infine gli alleati dei colonialisti francesi vengono gradualmente scacciati, a volte persino con rivoluzioni armate. Accerchiare la Russia e aumentare la tensione contro la Cina (eventualmente anche in Africa) resta fondamentale, anzi vitale, per la riproduzione delle \u00e9lites imperialiste atlantiche: a Washington sanno benissimo che se il multipolarismo trionfer\u00e0 e l\u2019equilibrio globale si sposter\u00e0 definitivamente verso l\u2019Eurasia si apriranno margini di azione politica potenzialmente progressivi anche in Europa occidentale e in Nordamerica. Uno scenario che non \u00e8 quindi solo afferente alla questioni geopolitiche internazionali, ma che influenzer\u00e0 fortemente anche la politica interna e i conflitti sociali nei paesi occidentali. L\u2019imperialismo atlantico ha ancora una potenza di fuoco importante e un\u2019egemonia culturale preponderante, certo, ma la crisi che sta attraversando \u00e8 di dimensioni ormai irreversibili: l\u2019Europa logorata dal disastro ucraino, le contraddizioni interne al regime sionista, le pressioni anti-establishment negli USA da un lato; l\u2019estensione dei BRICS e il consolidamento della <em>Belt and Road Initiative<\/em> (BRI) cinese dall\u2019altro rendono chiara l\u2019evoluzione futura. Gli imperialisti lo sanno e operano scientemente per evitarlo; a non averlo ancora capito \u00e8 la sinistra, e persino una parte di comunisti europei dediti al minoritarismo e all\u2019infantilismo massimalista. Questa inadeguatezza della sinistra \u00e8 oggi il principale ostacolo a quello che i comunisti cinesi definiscono una fase storica \u201cvery turbolent\u201d, ecco perch\u00e9 occorre una maggiore organizzazione e coordinazione dei partiti marxisti che hanno compreso qual \u00e8 la vera contraddizione epocale su cui si sviluppa la lotta di classe della nostra epoca. Un\u2019intensificarsi della formazione ideologica dei militanti diventa anche strategica in questa fase di transizione che necessita di fermezza e perseveranza perch\u00e9 ora non siamo pi\u00f9 chiamati a fare una mera testimonianza di un\u2019idea di alternativa, siamo entrati in una fase di resistenza attiva per costruire quei nuovi rapporti di forza che porteranno al nuovo sistema multipolare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al di l\u00e0 del giudizio storico sull\u2019esperienza socialista in Unione Sovietica, il dato oggettivo \u00e8 che con la sua semplice esistenza l\u2019URSS non solo ha contribuito notevolmente al processo di decolonizzazione, ma ha pure rappresentato un freno all\u2019imperialismo americano e, conseguentemente, ha favorito un certo equilibrio geopolitico al pianeta. Tutto questo \u00e8 per\u00f2 venuto meno col biennio 1989\/1991. Una volta crollato il Muro di Berlino e dissoltasi sia l\u2019Unione Sovietica sia tutti gli Stati socialisti dell\u2019Europa Orientale (con la Bielorussia come sola parziale eccezione), l\u2019obiettivo dell\u2019imperialismo era raggiungere l\u2019egemonia globale del sistema liberal-atlantico a guida statunitense su tutto il mondo.<\/p>\n","protected":false},"author":16409,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,13],"tags":[],"coauthors":[266],"class_list":["post-15539","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-esteri","category-opinione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15539","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16409"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15539"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15539\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15540,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15539\/revisions\/15540"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15539"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15539"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15539"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=15539"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}