{"id":15196,"date":"2023-09-12T07:55:44","date_gmt":"2023-09-12T07:55:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15196"},"modified":"2023-09-12T07:55:46","modified_gmt":"2023-09-12T07:55:46","slug":"dal-niger-al-gabon-lafrica-in-subbuglio-tra-colpi-di-stato-e-interferenze-occidentali-prosegue-il-nuovo-riscatto-africano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=15196","title":{"rendered":"Dal Niger al Gabon: l\u2019Africa in subbuglio. Tra colpi di Stato e interferenze occidentali, prosegue il nuovo riscatto africano"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019estate del 2023 si \u00e8 rivelata particolarmente calda per l\u2019Africa occidentale, percorsa da una serie di turbolenze geopolitiche dense di conseguenze per l\u2019intero continente. Il colpo di Stato in Niger, la cui giunta militare si \u00e8 immediatamente avvicinata a quelle al potere da alcuni anni in Burkina Faso e in Mali, \u00e8 stato seguito da un ulteriore golpe in Gabon. Quali sono le ragioni e le implicazioni di questi avvenimenti sul piano internazionale? A quali interessi rispondono tali repentini cambi di governo? Quali prospettive apre al continente africano l\u2019arrivo al potere di queste giunte militari? In questo articolo, ci proponiamo di fornire alcune chiavi di lettura per rispondere a tali cruciali domande.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Niger: la popolazione esige la partenza delle truppe francesi<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Dopo il colpo di Stato di fine luglio, la giunta militare sta cercando di normalizzare la situazione in Niger. Il Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria (CNSP), che ha assunto il potere dopo l\u2019estromissione del presidente <strong>Mohamed Bazoum<\/strong>, ha nominato un governo ad interim sotto la guida di <strong>Ali Lamine Zeine<\/strong>, un economista gi\u00e0 ministro delle finanze tra il 2003 ed il 2010. Lo spazio aereo, chiuso da fine luglio, \u00e8 stato recentemente riaperto al traffico, mentre la giunta ha avviato un dialogo con la Comunit\u00e0 degli Stati dell\u2019Africa dell\u2019Ovest (ECOWAS), cui \u00e8 stata per\u00f2 ribadita la contrariet\u00e0 ad un ripristino della situazione precedente al golpe.<\/p>\n\n\n\n<p>A fronte di questa situazione, l\u2019ECOWAS ha alzato il tiro, non limitandosi ad imporre sanzioni, ma minacciando un intervento militare per rimettere al governo il presidente deposto. La comunit\u00e0 dell\u2019Africa occidentale ha richiesto peraltro il sostegno dell\u2019Unione europea, i cui ministri della difesa \u2013 riuniti in Spagna a fine agosto \u2013 ne hanno accolto una delegazione, espresso pieno sostegno alle misure adottate nei confronti del Niger.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019interno del paese, prosegue per\u00f2 l\u2019offensiva anticoloniale lanciata dalla giunta militare, che ha revocato il visto diplomatico dell\u2019ambasciatore francese e ha richiesto il ritiro dei 1\u2019500 soldati transalpini di stanza nella capitale Niamey. La popolazione nigerina sostiene con forza queste misure, come dimostra la grande partecipazione alla manifestazione del 26 agosto che ha riunito circa 20mila persone in sostegno al CNSP, a nome del quale si \u00e8 espresso il colonnello <strong>Ibro Amadou<\/strong>, che ha dichiarato: \u201cla battaglia non si fermer\u00e0 se non quando non ci sar\u00e0 pi\u00f9 alcun militare francese in Niger\u201d. L\u2019appello sembra essere stato colto, come dimostrano le manifestazioni popolari tenutesi ad inizio settembre di fronte alla base \u201cCharles de Gaulle\u201d di Niamey per invocare la partenza delle truppe francesi, ancora rifiutata per\u00f2 dal governo di Parigi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/photo_2023-09-12-09.45.28.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/photo_2023-09-12-09.45.28-1024x682.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15201\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/photo_2023-09-12-09.45.28-1024x682.jpeg 1024w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/photo_2023-09-12-09.45.28-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/photo_2023-09-12-09.45.28-768x511.jpeg 768w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/photo_2023-09-12-09.45.28-720x480.jpeg 720w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/photo_2023-09-12-09.45.28-480x320.jpeg 480w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/photo_2023-09-12-09.45.28.jpeg 1170w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alle porte della base francese di Niamey si sono radunate migliaia di persone.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Se l\u2019intervento militare dell\u2019ECOWAS non \u00e8 ancora scattato, complici con ogni probabilit\u00e0 le reticenze di vari paesi della regione (Algeria in primis), la giunta militare sembra essere dunque determinata a procedere per la propria strada. Una strada la cui destinazione sembra inquietare notevolmente il governo francese, ma non solo: se l\u2019Esagono dipende in modo importante dall\u2019uranio nigerino per la propria industria nucleare (le cui esportazioni sono state ora bloccate), anche gli USA non dormono sonni tranquilli. Il futuro dei 1&#8217;100 soldati americani stanziati nel Paese (dove gli USA dispongono della loro seconda pi\u00f9 grande base africana) non \u00e8 infatti assicurato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Verso un intervento militare? L\u2019UE invia nuove truppe nel golfo di Guinea<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Da alcuni giorni si rincorrono le voci relative al ridispiegamento di forze occidentali nella regione, che potrebbero preludere al lancio di un\u2019operazione militare sotto l\u2019egida dell\u2019ECOWAS. <a href=\"https:\/\/contropiano.org\/news\/internazionale-news\/2023\/09\/12\/niger-la-giunta-al-potere-accusa-la-francia-di-preparare-un-intervento-militare-0164072\">La giunta militare nigerina ha denunciato<\/a> l\u2019arrivo in Senegal, Costa d\u2019Avorio e Benin di mezzi e forze militari francesi, a probabile supporto di un intervento militare di questi paesi contro il Niger. Malgrado le smentite del presidente francese Emmanuel Macron, il commissario dell\u2019ECOWAS per le questioni di sicurezza <strong>Abdel-Fatau Musah<\/strong> ha dichiarato quanto segue: \u201cAbbiamo deciso che questo colpo di Stato \u00e8 uno di troppo per la regione. Questa volta lo fermeremo. Stiamo tracciando una linea nella sabbia. Abbiamo anche deciso un D-Day, ma non riveleremo la data\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I servizi segreti russi hanno inoltre svelato un piano americano per eliminare i dirigenti della giunta militare in Niger attraverso un\u2019operazione condotta dalle forze speciali dislocate nella regione. Il comando USA ha peraltro iniziato il trasferimento delle truppe di stanza in Niger dalla base di Niamey a quella di Agadez, nel nord del Paese, come \u201cprecauzione\u201d a fronte delle proteste svoltesi nella capitale. Se non vi \u00e8 certezza del lancio effettivo di un intervento militare su larga scala, \u00e8 per\u00f2 chiaro che la situazione sul terreno rimane tesa e la stessa giunta nigerina ha voluto adottare una serie di precauzioni, accogliendo sul proprio territorio forze militari di Burkina Faso e Mali, a disposizione per tutelare la sovranit\u00e0 del Niger in caso di aggressione esterna.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20201130_MOP_2Q9A2768-scaled-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20201130_MOP_2Q9A2768-scaled-1-1024x683.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15203\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20201130_MOP_2Q9A2768-scaled-1-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20201130_MOP_2Q9A2768-scaled-1-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20201130_MOP_2Q9A2768-scaled-1-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20201130_MOP_2Q9A2768-scaled-1-1536x1024.jpeg 1536w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20201130_MOP_2Q9A2768-scaled-1-2048x1366.jpeg 2048w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20201130_MOP_2Q9A2768-scaled-1-720x480.jpeg 720w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/20201130_MOP_2Q9A2768-scaled-1-480x320.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;Unione Europea si appresta a rafforzare il proprio dispositivo militare nella regione.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il ruolo strategico dell\u2019Africa occidentale e la volont\u00e0 occidentale di mantenervi un controllo saldo e stabile vengono peraltro confermati da altri avvenimenti recenti. La stampa tedesca ha in effetti annunciato pochi giorni fa il probabile <a href=\"https:\/\/www.jungewelt.de\/artikel\/457745.eu-in-afrika-neue-eu-kolonialtruppe.html\">lancio di una nuova missione militare europea nella regione<\/a>: utilizzando come pretesto la lotta al terrorismo jihadista (contro cui tutte le missioni precedenti hanno ottenuto ben poco), l\u2019UE vorrebbe dispiegare gi\u00e0 a partire da quest\u2019autunno dei propri soldati in Costa d&#8217;Avorio, Ghana, Togo e Benin. Guarda caso, proprio nella fascia di paesi affacciati sul golfo di Guinea che confinano con le tre nazioni in cui dei colpi di Stato hanno portato al potere delle giunte militari di matrice anticoloniale. Insomma, se l\u2019ECOWAS non dovesse decidersi ad intervenire per conto proprio, non \u00e8 da escludere che la presenza di truppe UE possa fornire un \u201cincoraggiamento\u201d in tal senso (ad esempio tramite la fornitura della copertura aerea), o quantomeno un avvertimento per gli altri paesi della regione a non tentare di seguire la via intrapresa da Mali, Burkina Faso e Niger. Come ci insegna la storia, quando il controllo politico-economico non basta pi\u00f9 a tenere in riga i popoli colonizzati, l\u2019imperialismo sa servirsi anche del bastone.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Gabon: un colpo di Stato filo-USA?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte, l\u2019atteggiamento ambivalente dei paesi occidentali nei confronti dei colpi di Stato in Africa occidentale \u00e8 rivelatore dei tentativi di riallineamento che lo stesso imperialismo sta compiendo per mantenere la propria egemonia nella regione. Se il golpe in Niger \u00e8 stato unanimemente condannato da USA e UE, che hanno adottato sanzioni e che ora vogliono dislocare nuove truppe a ridosso del paese, ben diversa \u00e8 stata la reazione al colpo di Stato che ha avuto luogo in Gabon a fine agosto. L\u2019alto rappresentante UE per la politica estera <a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/articoli\/ultimora\/Gabon-Borrell-ce-golpe-e-golpe----------------------------------------------238d622a-f7fa-4567-a201-1bb3dd5bda9f.html\"><strong>Josep Borrell<\/strong> ha ad esempio dichiarato<\/a> che \u201ci colpi di Stato non sono una soluzione ma non va dimenticato che in Gabon, prima, ci sono state elezioni piene di irregolarit\u00e0. Ci sono colpi di Stato militari e colpi di Stato istituzionali in cui non c&#8217;\u00e8 bisogno di usare armi. Ma se trucco le elezioni per arrivare al potere, anche questa \u00e8 una maniera irregolare per arrivare al potere\u201d. Insomma, quando fa comodo all\u2019Occidente, i colpi di Stato non sono poi cos\u00ec ingiustificati. Naturalmente questo non \u00e8 il caso del Niger, ma sembra essere quello del Gabon, dove gli occidentali sembrano non avere nulla da temere, come ammette lo stesso Borrell: \u201cla situazione \u00e8 del tutto diversa. Non credo ci siano motivi per pensare a evacuazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Bench\u00e9 secondo alcuni osservatori il colpo di Stato in Gabon abbia inferto \u201c<a href=\"https:\/\/contropiano.org\/news\/internazionale-news\/2023\/09\/01\/gabon-un-altro-colpo-alla-francafrique-0163680\">un altro colpo alla Fran\u00e7afrique<\/a>\u201d, non va sottovalutata la possibilit\u00e0 che esso abbia costituito un \u201cgolpe bianco\u201d architettato dall\u2019imperialismo per mantenere la propria stretta sul paese. <a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-gli_usa_e_quella_stranezza_dietro_il_golpe_in_gabon\/8_50659\/\">Come riporta <em>l\u2019Antidiplomatico<\/em><\/a>, il canale russo Rybar ha infatti messo in evidenza gli stretti legami economici (e probabilmente anche politici) con gli USA del leader del colpo di Stato e capo della Guardia Repubblicana, <strong>Brice Oligui Nguema<\/strong>. Quest\u2019ultimo, ormai divenuto presidente ad interim, non \u00e8 d\u2019altronde esterno al sistema di potere di <strong>Ali Bongo<\/strong>, il capo di Stato deposto dal golpe, di cui Nguema \u00e8 cugino. Lo stesso leader dell\u2019opposizione Albert Ondo Ossa ha descritto il golpe come un \u201caffare di famiglia\u201d, una \u201crivoluzione di palazzo\u201d con l\u2019obiettivo di mantenere al potere il clan dominante.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/nguema.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/nguema.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15206\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/nguema.jpeg 800w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/nguema-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/nguema-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/nguema-720x480.jpeg 720w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/nguema-480x320.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Non \u00e8 ancora del tutto chiaro l&#8217;orientamento della giunta guidata da Brice Oligui Nguema.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 non ha impedito alla popolazione gabonese di festeggiare la deposizione di Bongo, da tempo criticato per aver diffuso la corruzione nel paese e per aver mantenuto una posizione troppo accondiscendente nei confronti di Parigi. Viste le reazioni occidentali, che non hanno adottato sanzioni, n\u00e9 evacuato i propri cittadini dal Paese, vi \u00e8 per\u00f2 da chiedersi se quanto avvenuto in Gabon possa essere paragonato agli avvenimenti di Mali, Burkina Faso e Niger. Multinazionali americane come il gruppo energetico Assala hanno d\u2019altronde confermato di non essere state toccate dal golpe e di poter continuare ad operare senza problemi. Il nuovo ministro del petrolio, <strong>Marcel Abeke<\/strong>, \u00e8 d&#8217;altronde un ex dirigente della compagnia mineraria francese Eramet.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9 un generale filo-americano avrebbe rovesciato un presidente filo-francese? Secondo <em>l\u2019Antidiplomatico<\/em>, \u201cil governo statunitense ritiene che le autorit\u00e0 francesi non siano pi\u00f9 in grado di proteggere efficacemente gli interessi dell&#8217;Occidente collettivo, compresi gli Stati Uniti, sul territorio sotto il loro controllo. Pertanto, Washington ha deciso di prendere in mano la situazione e di prendere l&#8217;iniziativa dai francesi\u201d. Per un paese come il Gabon, ricco di risorse minerarie (oro, diamanti, manganese, uranio, ecc.) ma soprattutto di petrolio (che rappresenta quasi il 40% del PIL nazionale), ci\u00f2 significa che la potenza guida dell\u2019imperialismo euro-americano sia disposta a prendere le redini della situazione per impedire uno slittamento verso posizioni anticoloniali come quelle diffuse nel Sahel.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una tendenza di lungo periodo chiara da tempo<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Per chi segue l\u2019attualit\u00e0 internazionale (come il nostro portale), questi avvenimenti non stupiscono in modo particolare. Gi\u00e0 lo scorso anno segnalavamo come la nuova ondata di colpi di Stato apriva la prospettiva di una <a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13659\">seconda decolonizzazione del continente africano<\/a>, portando al progressivo <a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=12079\">collasso del neocolonialismo francese<\/a> basato sul controllo politico, militare ed economico di svariati paesi dell\u2019Africa occidentale. Sta invece accadendo ci\u00f2 che i comunisti \u2013 che in questa fetta di mondo sono una forza non secondaria \u2013 avevano indicato e auspicato. In <a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=12274\">un\u2019intervista da noi pubblicata due anni fa<\/a>, il secondo vicesegretario del Partito Comunista Sudafricano (SACP) <strong>Chris Matlhako <\/strong>sottolineava come \u201csi dovrebbe coltivare una relazione unica simile a quella dell\u2019America Latina tra i militari e la grande maggioranza del popolo dei paesi del continente ancora sotto il giogo del neocolonialismo, un nesso civico-militare che agisca in nome e nell\u2019interesse della maggioranza del popolo e nel perseguimento degli obiettivi differiti di liberazione nazionale\u201d. Proprio quello che sembra accadere nel Sahel, dove delle giunte militari sostenute da un forte consenso popolare riescono a sovvertire sistemi di potere che negli ultimi decenni hanno mantenuto un forte vincolo neocoloniale con le vecchie (e le nuove) potenze dominanti. Ci\u00f2 permette di capire come mai in alcuni Paesi della regione, come Ruanda, Camerun e Guinea-Bissau, i governi abbiano proceduto nelle ultime settimane ad ampie purghe ai vertici dei propri eserciti, temendo con ogni probabilit\u00e0 di essere vittima di eventi come quelli visti nel Sahel.<\/p>\n\n\n\n<p>La portata di questi eventi \u00e8 stata ben sintetizzata da Giacomo Marchetti su Contropiano: \u201cIn un contesto in cui la democrazia \u00e8 solo una formula superficiale e le elezioni sono spesso una partita truccata; dove i movimenti per un cambiamento di orientamento sono stati duramente repressi nel sangue; ed in cui l\u2019\u201daiuto occidentale\u201d contro le bande dell\u2019estremismo islamico non ha sortito nessun effetto, si \u00e8 concretamente prodotta una rottura degli assetti politici attraverso golpe militari che hanno trovato un notevole sostegno popolare. Eventi che hanno segnato l\u2019inizio di processi di transizione in cui la presenza militare dell\u2019ex colonizzatore \u2013 la Francia, ma non solo \u2013 \u00e8 apparsa subito come una delle contraddizioni principali ed una mutilazione della propria sovranit\u00e0. Le difficolt\u00e0 di Francia \u2013 della intera UE \u2013 e Stati Uniti nel gestire questa crisi sono lo specchio del piano inclinato che ha imboccato l\u2019Occidente in Africa. La partita che si sta giocando in Niger, quindi, va oltre la sua proiezione regionale ed oltre il solito equilibrio tra grandi potenze\u201d. Una partita, aggiungiamo noi, che riguarda la costruzione di un ordine mondiale multipolare, cui l\u2019imperialismo tenta con ogni modo di opporsi e nel quale l\u2019Africa giocher\u00e0 per\u00f2 un ruolo sempre pi\u00f9 cruciale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019estate del 2023 si \u00e8 rivelata particolarmente calda per l\u2019Africa occidentale, percorsa da una serie di turbolenze geopolitiche dense di conseguenze per l\u2019intero continente. Il colpo di Stato in Niger, la cui giunta militare si \u00e8 immediatamente avvicinata a quelle al potere da alcuni anni in Burkina Faso e in Mali, \u00e8 stato seguito da un ulteriore golpe in Gabon. Quali sono le ragioni e le implicazioni di questi avvenimenti sul piano internazionale? A quali interessi rispondono tali repentini cambi di governo? Quali prospettive apre al continente africano l\u2019arrivo al potere di queste giunte militari? 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