{"id":15171,"date":"2023-09-08T09:51:50","date_gmt":"2023-09-08T09:51:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15171"},"modified":"2023-09-08T09:51:51","modified_gmt":"2023-09-08T09:51:51","slug":"g20-la-proposta-geopolitica-indiana-lallargamento-dei-brics-e-la-guerra-in-yemen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=15171","title":{"rendered":"G20: la proposta geopolitica indiana, l\u2019allargamento dei BRICS e la guerra in Yemen"},"content":{"rendered":"\n<p>Si \u00e8 molto parlato di BRICS in questi ultimi mesi, ma lo svolgimento del G20 a Nuova Delhi porta ulteriore chiarezza sugli scenari politici e geopolitici internazionali. Quello che si constata \u00e8 la presenza sullo scenario globale di tre proposte.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima \u00e8 una mera difesa dell\u2019unipolarismo atlantico, ovvero le nazioni occidentali, le quali lungo il secolo americano (1945 \u2013 2012) hanno dettato le regole politiche ed economiche che hanno governato il globo, vorrebbero continuare a praticare la depredazione a costo (quasi) zero delle materie prime del resto del pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda proposta, in costruzione da un ventennio, \u00e8 quella di un mondo multipolare e di pace, promossa da cinesi e russi, con alleati regionali che via via si sono allargati, dapprima Iran in Medioriente e Venezuela di Chavez in America Latina, oggi un numero larghissimo di nazioni, dal Brasile al Sudafrica, dall\u2019Algeria al Bangladesh, dal tridente saheliano Mali \u2013 Burkina Faso \u2013 Niger all\u2019Arabia Saudita, la quale si \u00e8 gettata alle spalle mezzo secolo di ferrea alleanza con gli Stati Uniti. Il blocco multipolare \u00e8 oggi il pi\u00f9 rilevante del mondo per numero di nazioni e di abitanti e probabilmente anche economico, in tutti i continenti i progetti di cooperazione, la costruzione di infrastrutture, gli investimenti a fondo perduto promossi da Cina e Russia hanno superato di molto quelli statunitensi e delle istituzioni da loro promosse, quali il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale. I promotori del multipolarismo chiedono il ritorno alla carta delle Nazioni Unite, tutte le nazioni della terra devono decidere insieme del destino dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi c\u2019\u00e8 l\u2019India che gioca la sua partita in solitaria, non a caso collabora ora momentaneamente con Cina e Russia, ma mantiene solidi rapporti con il fronte unipolare, facendo ad esempio parte del QUAD, il Dialogo Quadrilaterale di Sicurezza con Stati Uniti, Giappone e Australia, che a breve terr\u00e0 esercitazioni militari congiunte nel Pacifico.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019India di Modi, prima al mondo per popolazione e quinta per economia, vuole essere protagonista di una proposta di nuovo ordine mondiale che veda l\u2019India stessa centrale e determinante, quindi diversa tanto dal vecchio unipolarismo a trazione statunitense, quanto dal nuovo multipolarismo a trazione sino-russa. L\u2019India si pone in una posizione mediana, dialogando con entrambi gli schieramenti, ambendo sul lungo periodo neppure troppo segretamente al sogno di guidare l\u2019Occidente, ma soprattutto risultando attualmente un polo d\u2019attrazione per quelle nazioni che non volendo scegliere al momento tra il vecchio e il nuovo, preferiscono una posizione intermedia, sganciandosi dall\u2019unipolarismo senza aderire da subito al fronte multipolare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/modi.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/modi-1024x683.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15174\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/modi-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/modi-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/modi-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/modi-720x480.jpeg 720w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/modi-480x320.jpeg 480w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/modi.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il presidente indiano Narendra Modi si fa promotore di una &#8220;terzia via&#8221; tra unipolarismo e multipolarismo?<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La presenza nei BRICS di Cina, Russia e India contemporaneamente \u00e8 un duplice segnale, da un lato di reciproca tolleranza, dall\u2019altro di provare a trasmettere, tanto da parte di cinesi e russi, quanto di indiani, alle oltre cinquanta nazioni in fila per l\u2019entrata nel gruppo la bont\u00e0 del proprio progetto.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altronde nell\u2019Organizzazione per la Cooperazione di Shangai, la pi\u00f9 solida e antica organizzazione, fondata nel 1996 da cinesi e russi per la promozione del multipolarismo, dal 2017 sono stati invitati e ne fanno parte, anche se certo probabilmente non ancora per molto, gli indiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo perch\u00e9 la strategia cinese \u00e8 sempre quella di mettere intorno a un tavolo di alleati, anche un avversario, per provare a convincerlo, o costringerlo a fare i passi necessari perch\u00e9 dopo qualche tempo si smarchi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 avvenuto anche nella recente riunione dei BRICS, invece che far entrare solidi alleati di cinesi e russi, come Algeria, Pakistan e Bangladesh, che probabilmente entreranno l\u2019anno prossimo nella riunione annuale dei BRICS che si terr\u00e0 in Russia a Kazan sotto la presidenza di Vladimir Putin, si sono ammessi gli Emirati Arabi Uniti, gli ultimi alleati dell\u2019unipolarismo insieme ad Israele in Medioriente.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio la solidit\u00e0 dell\u2019alleanza con Washington degli emiratini sparge ancora sangue in Yemen, la terribile guerra voluta nel 2014 dagli Stati Uniti che hanno utilizzato sauditi, emiratini e integralisti da loro addestrati per muovere guerra alla popolazione e agli sciiti huti sostenuti da iraniani ed eritrei, non d\u00e0 segno di potersi concludere. I sauditi dopo gli accordi siglati a dicembre con la Cina si sono posti nel quadro multipolare, hanno ricevuto a Riyad il ministro degli esteri iraniano e ristabilito relazioni diplomatiche ufficiali con Teheran. In merito allo Yemen iraniani e sauditi sono addivenuti a un compromesso che porti alla totale fine delle ostilit\u00e0, tuttavia le Forze del Consiglio di Transizione sotto controllo emiratino, in alleanza coi gruppi sparsi di jihadisti e integralisti, muovono ora congiuntamente guerra contro gli huti e i governativi, i quali sono ora divenuti alleati \u2013 dopo un decennio di reciproca ostilit\u00e0 &#8211; con il proposito di riportare la pace. \u00c8 la prima volta che sauditi ed emiratini si trovano militarmente contrapposti in modo cos\u00ec brutale ed evidente. Difficile immaginare gli sviluppi tanto in Yemen, quanto in generale nelle relazioni tra sauditi ed emiratini, parte congiuntamente di decine di organizzazioni regionali e internazionali e oggi anche dei BRICS.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo ci illustra con chiarezza come i BRICS siano un grande spazio di dialogo tra posizioni non coincidenti, in cui in ogni caso le principali linee d\u2019azione sono dettate da cinesi e russi: cooperazione, multipolarismo, passaggio a una nuova moneta negli scambi internazionali, progetti di sviluppo e crescita per tutte le nazioni partecipanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 nonostante il G20 in India sar\u00e0 la grande occasione, in presenza dei soli ministri degli esteri cinese e russo e in assenza dei rispettivi presidenti, per il primo ministro Modi di esplicitare il suo progetto di nuovo non allineamento, una terza via tra unipolarismo e multipolarismo, di cui si dovr\u00e0 fin d\u2019ora tenere conto e che si espliciter\u00e0 pi\u00f9 chiaramente nei prossimi mesi ed anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 molto parlato di BRICS in questi ultimi mesi, ma lo svolgimento del G20 a Nuova Delhi porta ulteriore chiarezza sugli scenari politici e geopolitici internazionali. 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