{"id":1312,"date":"2011-08-16T13:55:17","date_gmt":"2011-08-16T13:55:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1312"},"modified":"2011-08-16T13:55:17","modified_gmt":"2011-08-16T13:55:17","slug":"intervista-a-un-dissidente-libico-la-rivolta-e-stata-ispirata-dagli-occidentali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=1312","title":{"rendered":"Intervista a un dissidente libico: &#8220;la rivolta \u00e8 stata ispirata dagli occidentali&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/gheddafi2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1313\" title=\"gheddafi2\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/gheddafi2.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"139\" \/><\/a>Il Dr. Rejeb Muftakhov Budabusa, ex-ribelle in una intervista televisiva, a giudicare dalle molte parafrasi e da un approccio pi\u00f9 o meno dettagliato, ha impressionato \u201ctutta Parigi.\u201d Infatti, \u00e8 importante ricordare che ha preso parte, a febbraio e all\u2019inizio di marzo, a \u201cmanifestazioni pacifiche a Bengasi\u201d, desiderando ardentemente \u201cla liberazione della Cirenaica.\u201d Economista riconosciuto appartenente alla \u00e9lite di Bengasi, e stato uno dei dissidenti pi\u00f9 in vista. Poi \u00e8 andato a Parigi, dove \u00e8 emerso come una delle figure di spicco dei circoli del movimento degli immigrati anti-Gheddafi, fin dall\u2019inizio degli eventi. Il politologo Lev Vershinin lo ha intervistato. Ha detto che \u00e8 \u201cinteressante valutare la situazione negli ultimi mesi.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Lev Vershinin:<\/em> cosa succede in Libia? Rivolta? Feudalismo? Riflesso di un\u2019aggressione?<\/strong><br \/>\n<em>Dr. Rejeb Muftakhov Budabusa:<\/em> Francamente, la rivolta \u00e8 stata ispirata da alcuni paesi occidentali che hanno, ora, intenzione di cambiare la mappa della Libia e combattono contro la Libia, con i loro bombardamenti aerei. Questa guerra \u00e8 ingiusta e illogica. Come sapete, inizialmente ero entusiasta. Ho anche accolto con favore l\u2019intervento. Io sono di Bengasi. Prima di emigrare, ero ferocemente contrario alla Jamahiriya. Ero a Bengasi subito dopo l\u2019inizio della rivolta. Ho buoni rapporti con molte persone di l\u00ec: i leader (del CNT nota del redattore). Ho amici, i miei ex studenti, molti dei quali hanno partecipato a questi eventi del cosiddetto \u201c17 Febbraio\u201d, ma ora quasi tutti si sono allontanati.<br \/>\nQuello che \u00e8 successo a febbraio \u00e8 la giustificazione per l\u2019intervento della NATO. Ma a poco a poco, la gente ha cominciato a pensare che gli stessi eventi sono il risultato di una manipolazione da parte della NATO. Sono state scatenate violenze, con la creazione di gruppi militanti, che avveano la speranza di lottare per un mondo democratico. Ma nessuno dei manifestanti aveva immaginato il momento in cui la NATO ha cercato di intervenire sul nostro suolo. Cerchiamo di essere onesti, c\u2019\u00e8 un ri-colonizzazione organizzata del nostro paese. Infatti, anche l\u2019opposizione, oggi, \u00e8 seriamente colpita, l\u2019intervento europeo non \u00e8 sincero. Ma sembra che alcuni funzionari libici ne fossero stati informati e hanno raggiunto un accordo preliminare con gli europei. Quindi sapevano cosa sarebbe successo.<br \/>\nAll\u2019inizio della rivolta, secondo i partecipanti e anche i leader, le manifestazioni sono state pacifiche. La gente veniva a lamentarsi delle autorit\u00e0, senza alcuna aggressivit\u00e0. Poi la folla, armata, ha cominciarono a bombardare. Cos\u00ec qualcuno ha aperto il fuoco contro una base militare, e un altro ha appiccato il fuoco alla stazione di polizia, e tutto \u00e8 cambiato. Nella folla pacifica, c\u2019erano persone strane armate, che hanno iniziato le violenze nelle strade, poi i ragazzi hanno iniziato ad aderire ad unit\u00e0 di combattimento. Sono partiti per intraprendere\u00a0 i combattimenti. Oggi, molte persone lo rimpiangono. La cosa peggiore \u00e8 che, il giorno in cui la NATO ha cominciato a bombardare Bengasi, non ha fatto nulla di giusto o positivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Lev V.:<\/em> C\u2019\u00e8, a Bengasi, una percezione degli \u201cerrori della NATO\u201d, dopo la distruzione delle citt\u00e0?<\/strong><br \/>\n<em>Dr Reje B.: <\/em>Ebbene, come la gente pu\u00f2 percepirlo? A Bengasi, vivono persone normali, che capiscono tutto. In precedenza, la NATO ha letteralmente giocato bene. Ma ora \u00e8 chiaro che la protezione della popolazione civile, da parte degli europei, \u00e8 l\u2019ultima delle loro preoccupazioni. Nessuno ha dimenticato il \u201c17 febbraio\u201d, non ci vergogniamo. Ma la gente ha cominciato a vedere il buon grano dall\u2019oglio, e ricordano l\u2019inizio della rivolta. La gente si ricorda questi dettagli, e si rende conto che non c\u2019\u00e8 stata, precedentemente, una repressione della polizia. Sono consapevoli di averla causata. Sono quelli che hanno attaccato le unit\u00e0 dell\u2019esercito. Ma che cosa pu\u00f2 fare un normale cittadino adesso? Ma, non mi fraintendete, penso che Gheddafi dovrebbe ritirarsi dalla vita attiva. Io non vivo in Libia, perch\u00e9 penso che non abbia molto tempo davanti a s\u00e8, non c\u2019\u00e8 bisogno di nasconderlo. Ma io non credo che le disposizioni attuali, con dei generali al potere, saranno pi\u00f9 democratiche. Ma, scusate, non voglio che il mio paese sia bombardato, saccheggiato e umiliato.<br \/>\nAnche per me, un Bengasino, nemico giurato e feroce del colonnello Gheddafi, un beduino di Sirte, deve accettare i fatti, oggi, lui \u00e8 diventato il simbolo dell\u2019unit\u00e0 nazionale, il cui solo nome raccoglie migliaia di persone diverse che sono disposte a lottare contro gli aggressori. Dopo la guerra, vedremo \u2026 In questo senso, l\u2019Europa ha sbagliato i calcoli. Noi, libici, simo tranquilli, pigri e di modi semplici. Ma noi non accettiamo di essere umiliati e insultati.\u00a0 Egli (Gheddafi) giunge quindi a capitalizzarlo. Ma essi (gli europei), con le proprie mani, hanno fatto di Gheddafi il nuovo Omar al-Mukhtar del 2011. E, qual\u2019\u00e8 lo scopo? Ci stanno rovinando, pensano che se abbandona il potere, \u00e8 finita. Ma alcune persone non riescono a perdonare o a dimenticare. In molti vedono nell\u2019Europa e nei suoi leader, il futuro compromesso delle loro famiglie. In generale, ci sono quelli che non vogliono combattere. Coloro che restano indifferenti, qualunque sia il governo o che cominciano a simpatizzare per Gheddafi, perch\u00e9 lotta contro gli aggressori, piuttosto che cercare di negoziare. Purtroppo, ora, la sua popolarit\u00e0 sta crescendo ogni giorno di pi\u00f9, pi\u00f9 che nei suoi sogni. La politica delle nazioni democratiche non pu\u00f2 farci nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Lev V.: Secondo lei, qual \u00e8 la soluzione?<\/strong><\/em><br \/>\n<em>Dr Rejeb:<\/em> La NATO ed i ribelli hanno gi\u00e0 perso la guerra, e ci\u00f2 che accadr\u00e0 domani lo lascio congetturare a Voi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em><span style=\"text-decoration: underline;\">Fonte:<\/span> <a href=\"http:\/\/english.pravda.ru\/world\/africa\/11-08-2011\/118728-terrorists_and_NATO_lost_war-0\/&amp;usg=ALkJrhjZjIG5wtGxxo105CVL0K73IEE6CA\" target=\"_blank\">Pravda.ru<\/a>, 11 agosto 2011 (traduzione di A. Lattanzio)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Dr. Rejeb Muftakhov Budabusa, ex-ribelle in una intervista televisiva, a giudicare dalle molte parafrasi e da un approccio pi\u00f9 o meno dettagliato, ha impressionato \u201ctutta Parigi.\u201d Infatti, \u00e8 importante ricordare che ha preso parte, a febbraio e all\u2019inizio di marzo, a \u201cmanifestazioni pacifiche a Bengasi\u201d, desiderando ardentemente \u201cla liberazione della Cirenaica.\u201d Economista riconosciuto appartenente alla \u00e9lite di Bengasi, e stato uno dei dissidenti pi\u00f9 in vista. Poi \u00e8 andato a Parigi, dove \u00e8 emerso come una delle figure di spicco dei circoli del movimento degli immigrati anti-Gheddafi, fin dall\u2019inizio degli eventi. Il politologo Lev Vershinin lo ha intervistato. 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