{"id":12874,"date":"2022-03-27T15:27:56","date_gmt":"2022-03-27T15:27:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=12874"},"modified":"2022-03-27T15:41:01","modified_gmt":"2022-03-27T15:41:01","slug":"la-sinistra-svizzera-al-governo-alla-scoperta-di-bienne-la-rossa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=12874","title":{"rendered":"La sinistra svizzera al governo: alla scoperta di &#8220;Bienne la rossa&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/mu\u0308ller.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/mu\u0308ller-776x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-12878\" width=\"303\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/mu\u0308ller-776x1024.png 776w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/mu\u0308ller-227x300.png 227w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/mu\u0308ller-768x1013.png 768w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/mu\u0308ller-1165x1536.png 1165w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/mu\u0308ller-480x633.png 480w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/mu\u0308ller.png 1477w\" sizes=\"auto, (max-width: 303px) 100vw, 303px\" \/><\/a><figcaption>Il sindaco socialista Guido M\u00fcller.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel 1921, alle elezioni comunali di Bienne il Partito Socialista (PS) ottenne una leggera maggioranza, conquistando 29 seggi su 60 nel Consiglio comunale e aumentando di due seggi la propria presenza in Municipio. Come sindaco fu nominato il socialista <strong>Guido M\u00fcller<\/strong>, ex-ferroviere. In un contesto segnato da importanti contraddizioni, caratterizzato anche dai compromessi che i socialisti fecero con la borghesia, il Partito Socialista implement\u00f2 una serie di riforme (volte soprattutto a combattere la disoccupazione e a promuovere degli alloggi accessibili alla classe lavoratrice), dando cos\u00ec inizio al ventennio durante il quale la citt\u00e0 fu chiamata \u201cBienne la rossa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio questo ventennio \u00e8 attualmente oggetto di una piccola esposizione presso il Neues Museum di Bienne, nel quale un\u2019intera sala \u00e8 stata dedicata, temporaneamente, ai 100 anni di \u201cBienne la rossa\u201d. Una mostra piccola, povera in oggetti, ma molto ricca in informazioni e foto d\u2019epoca e che merita dunque di essere visitata. I principali temi toccati in questa esposizione sono la lotta alla disoccupazione, la lotta alla crisi dell\u2019alloggio e dell\u2019igiene ed il ruolo delle donne nella Bienne della prima met\u00e0 del \u2018900.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La disoccupazione: la risposta cittadina alla crisi sociale post-bellica<\/h3>\n\n\n\n<p>In seguito alla Prima guerra mondiale e ai problemi socio-economici che ne conseguivano, la disoccupazione a Bienne raggiunse dei livelli elevatissimi. Ci\u00f2 si iscriveva in un contesto di subbuglio sociale generalizzato, che si era del resto gi\u00e0 manifestato nello Sciopero generale del 1918, violentemente represso dalla borghesia elvetica per mezzo anche dell\u2019esercito svizzero. Dunque, con la disoccupazione alle stelle, nel 1921 il Partito Socialista si impegn\u00f2 innanzitutto a offrire aiuti sociali ai disoccupati, a far lavorare diversi uomini su cantieri d\u2019occupazione e ad attirare delle aziende sul terreno cittadino. Queste misure permisero effettivamente di rendere la disoccupazione praticamente nulla entro il 1924 e a mantenerla stabilmente bassa fino al 1931, quando riaument\u00f2 vertiginosamente a causa della crisi economica provocata dalla borghesia internazionale. Nonostante questi successi, non tutti i lavoratori erano contenti delle condizioni di lavoro e vi furono degli scioperi anche durante la gestione socialista della citt\u00e0, come ad esempio in una fabbrica di gas il 7 giugno 1926. M\u00fcller, in quell\u2019occasione, defin\u00ec i lavoratori in sciopero degli \u201cegoisti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/photo_2022-01-12-15.11.07.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"442\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/photo_2022-01-12-15.11.07-1024x442.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12881\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/photo_2022-01-12-15.11.07-1024x442.jpeg 1024w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/photo_2022-01-12-15.11.07-300x129.jpeg 300w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/photo_2022-01-12-15.11.07-768x331.jpeg 768w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/photo_2022-01-12-15.11.07-480x207.jpeg 480w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/photo_2022-01-12-15.11.07.jpeg 1261w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>Durante gli anni &#8217;20, la disoccupazione a Bienne venne praticamente azzerata.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La crisi dell&#8217;alloggio: dalla penuria alle case popolari  <\/h3>\n\n\n\n<p>Agli inizi degli anni \u201920, Bienne era colpita da una grave crisi dell\u2019alloggio. Durante la Prima guerra mondiale, infatti, si blocc\u00f2 quasi completamente la costruzione di nuove case, portando cos\u00ec a una carenza di appartamenti. Oltre a ci\u00f2, i costi degli affitti continuavano ad aumentare vertiginosamente. Questo port\u00f2 la classe lavoratrice ad abitare nei quartieri poveri ed in condizioni igieniche pessime (favorendo cos\u00ec la propagazione di malattie come la tubercolosi) e ben pi\u00f9 di 40 famiglie non avevano un tetto sotto il quale dormire. Per risolvere questo problema, il Partito Socialista favor\u00ec la costruzione di alloggi cooperativi, pensati per la classe lavoratrice. Furono cos\u00ec costruiti un centinaio di alloggi accessibili ai lavoratori e alle lavoratrici, e questo seguendo una pianificazione dettagliata, che aveva come scopo quello di rendere migliori le condizioni di vita della classe operaia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/case-bienne.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"936\" height=\"546\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/case-bienne.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12880\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/case-bienne.jpeg 936w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/case-bienne-300x175.jpeg 300w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/case-bienne-768x448.jpeg 768w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/case-bienne-480x280.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 936px) 100vw, 936px\" \/><\/a><figcaption>In risposta alla crisi dell&#8217;alloggio, a Bienne sorsero numerose cooperative abitative operaie.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le donne a Bienne: in lotta per la distribuzione gratuita del latte<\/h3>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/milch.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/milch.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12882\" width=\"251\" height=\"318\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/milch.jpeg 594w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/milch-237x300.jpeg 237w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/milch-480x608.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 251px) 100vw, 251px\" \/><\/a><figcaption>Le donne di Bienne condussero una dura lotta per la consegna del latte.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nonostante le donne non avessero ancora il diritto di voto (rivendicazione del resto contenuta nel piano d\u2019azione del 1919 del PS di Bienne), esse erano molto attive nel mondo politico, sebbene non istituzionale. Un esempio particolarmente lampante di questa loro attivit\u00e0 \u00e8 la cosiddetta \u201cGuerra del latte\u201d che si svolse fra il 1930 ed il 1931. In questi anni, infatti, un gruppo di consumatrici condotto da <strong>Hedi Hug-R\u00fcegger<\/strong> et <strong>Alice Boder-Lauper<\/strong>, rivendic\u00f2 che la fornitura del latte tornasse ad essere un servizio gratuito, come gi\u00e0 lo era in diverse altre citt\u00e0. In seguito alla Prima guerra mondiale, infatti, questo servizio fu reintrodotto soltanto parzialmente e favorendo soltanto i quartieri pi\u00f9 agiati. In seguito a un tentativo di dialogo fallito, ben 800 donne manifestarono per le strade della citt\u00e0 e decisero di boicottare il pagamento dei debiti contratti tramite l\u2019acquisto del latte. Nel 1931, poi, le consumatrici in protesta fondarono una propria latteria che assicurava la consegna a domicilio e che, di fronte al boicottaggio dei produttori locali, doveva rifornirsi a Lucerna e Friborgo. Questa guerra del latte termin\u00f2 soltanto con l\u2019introduzione della consegna a domicilio gratuita del latte tramite un\u2019ordinanza federale, a dimostrazione che la lotta organizzata porta i suoi frutti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il Partito Comunista Svizzero a Bienne: una presenza significativa<\/h3>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Biel.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Biel.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12903\" width=\"269\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Biel.jpeg 269w, https:\/\/www.politicanuova.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Biel-203x300.jpeg 203w\" sizes=\"auto, (max-width: 269px) 100vw, 269px\" \/><\/a><figcaption>La brochure pubblicata nel 1931 con la Casa del popolo di Bienne.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Anche se la mostra del Neues Museum lo omette (ci\u00f2 purtroppo non sorprende troppo, dato il clima anticomunista fortemente presente in Svizzera), se Bienne poteva essere chiamata \u201cla rossa\u201d era anche grazie alla presenza del Partito Comunista Svizzero, che salvo durante un periodo durato qualche anno godeva di una presenza sul territorio tutt\u2019altro che insignificante. Alle elezioni del 1921, infatti, l\u2019eletto comunista permise di avere una maggioranza relativa di sinistra (i socialisti avevano conquistato &#8220;solo&#8221; 29 seggi su 60). In seguito a un periodo di assenza, i comunisti rientrano in Consiglio comunale nel 1932, nel contesto di una crisi economica e sociale particolarmente virulenta. Nel 1936, poi, il PCS ottenne ben il 6% delle preferenze (che permise di eleggere tre consiglieri comunali comunisti) e nel 1944, quando il Partito fu rifondato con il nome di Partito del Lavoro in seguito alla clandestinit\u00e0 imposta dalla borghesia svizzera (con il benestare della socialdemocrazia), furono eletti addirittura nove consiglieri comunali comunisti sui sessanta totali.<\/p>\n\n\n\n<p>Interessante anche da notare l\u2019atteggiamento del PCS (e successivamente del PdL) nei confronti della gestione socialdemocratica della citt\u00e0. Se in un primo momento i comunisti si opposero fermamente alle cosiddette municipalit\u00e0 rosse (ovvero socialdemocratiche) in Svizzera, con l\u2019inizio della politica dei fronti popolari questo atteggiamento cambi\u00f2 ed i comunisti iniziarono a diventare maggiormente unitari, seppure critici nei confronti delle politiche riformiste dei socialdemocratici e delle misure antisociali talvolta adottate dai loro rappresentanti. Un approccio dunque, questo, ben paragonabile all\u2019opposizione propositiva promossa in questi anni anche dal Partito Comunista in Ticino, sia nelle istituzioni comunali, sia a livello cantonale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1921, alle elezioni comunali di Bienne il Partito Socialista (PS) ottenne una leggera maggioranza, conquistando 29 seggi su 60 nel Consiglio comunale e aumentando di due seggi la propria presenza in Municipio. Come sindaco fu nominato il socialista Guido M\u00fcller, ex-ferroviere. 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