{"id":12842,"date":"2022-01-07T16:02:38","date_gmt":"2022-01-07T16:02:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=12842"},"modified":"2022-01-08T19:04:13","modified_gmt":"2022-01-08T19:04:13","slug":"cento-miliardi-di-galassie-dentro-cui-leggere-il-dovere-allimpegno-per-la-comunita-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.politicanuova.ch\/?p=12842","title":{"rendered":"Cento miliardi di galassie, dentro cui leggere il dovere all\u2019impegno per la comunit\u00e0 umana"},"content":{"rendered":"\n<p>La bellezza e la complessit\u00e0 dell\u2019ultima pregevolissima fatica del gruppo di scrittura collettiva formato da Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli rende ardua una sintesi, anche solo abbozzata, dei tanti temi trattati, piuttosto apre scenari pieni di ricordi per chi, credendo nella concretezza della realt\u00e0 materiale, non disegna il confronto con l\u2019assoluto, riassunto nel titolo: \u201cCento miliardi di galassie &#8211; Per un realismo resiliente della praxis\u201d. Valga poi come ulteriore premessa che gli autori non hanno desiderio di contestare le tante dimensioni spirituali che afferiscono al sentimento dei singoli e dei popoli, quanto piuttosto muovere una critica serrata a quell\u2019idealismo che \u00e8 servito da paravento per contestare e frenare, lungo il XIX secolo, l\u2019ascesa delle masse popolari e il loro riconoscersi nella realt\u00e0 fattuale e materiale, anzi, di pi\u00f9, queste preziose pagine ci confermano, ancora una volta come l\u2019idealismo si sia fatto prima strumento dell\u2019affermazione della borghesia e poi come questa, proprio in ragione della sua opposizione all\u2019affermazione del proletariato, abbia saldato con la reazione i suoi destini contrastando il marxismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste pagine mi hanno rammemorato i lunghi pomeriggi tergestini a casa dell\u2019amica Margherita Hack, nell\u2019ultimo decennio della sua vita ci siamo frequentati con grande sintonia e son sempre stato felice di perdermi con lei nell\u2019immensit\u00e0 dell\u2019universo che ancora dobbiamo largamente conoscere e capire. Il fascino dell\u2019energia e della materia oscura, la certezza che forme di vita nelle galassie ci siano, ma che siano tanto lontane che mai e poi mai entreranno in contatto con noi, minuscole particelle di un tutto di spropositate dimensioni. Ancora ricordo le domande che lei stessa si poneva rispetto al fatto che dato un centro teorico del nostro universo, le parti pi\u00f9 lontane dal centro non rallentano il loro moto, ma lo aumentano, a dimostrazione che qualche forza le attrae e muove o vi sono leggi precise che sono ancora a noi sconosciute per spiegare questo fenomeno. In egual modo abbiamo riflettuto insieme sul tempo e sullo spazio, Einstein, le stringhe, i nostri limiti umani, dati da nascita, vita, morte, tutte schiacciate dentro il tempo, le rotazioni della terra su se stessa e le sue rivoluzioni intorno al sole.<\/p>\n\n\n\n<p>Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli davvero spaziano tra scienza a astrofisica, tra biologia, le piante, la terra, il qui e ora, e il grande e l\u2019infinito, tanto imponderabile da abbracciare filosoficamente molte domande che almeno da un paio di secoli il pensiero umano si pone, ma in modo meno compiuto anche da prima.<\/p>\n\n\n\n<p>La precisione e la puntualit\u00e0 con cui passano dalla curvatura spazio &#8211; tempo alle tesi hegeliane e schopenaueriane, mostrano non solo l\u2019acutezza delle analisi condotte, ma l\u2019interesse profondo e il profondo studio condotto dagli autori su questi temi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sar\u00e0 un caso se concludono la loro fatica citando un corpo primordiale del Sistema solare, chiamato \u201cUltima Thule\u201d, ancora oggi incomprensibile e inspiegato asteroide binario bilobato, d\u2019altronde dal pi\u00f9 antico e lontano medioevo Ultima Thule \u00e8 il luogo della terra pi\u00f9 incognita, lontana e irraggiungibile, Edgar Allan Poe ha scritto: \u201c<em>Per un percorso oscuro e solitario, infestato solo da angeli malati, dove un Eidolon, chiamato Notte, su un trono nero regna eretto. Ho raggiunto queste terre ma di recente da un&#8217;ultima oscura Thule &#8211; Da un clima strano e selvaggio, che giace, sublime, Fuori dallo Spazio &#8211; fuori dal Tempo<\/em>.\u201d Tuttavia e per fortuna gli autori non ci sbatacchiano come Edgar Allan Poe dentro il tempo e lo spazio, ma dalla sterminata notte stellare del cosmo discendono nella concretezza della storia, d\u2019altronde nel loro libro si legge, con enormi ragioni che: \u201c<em>Dopo il 1917 e la vittoria dei bolscevichi nell\u2019ex impero zarista, molti pensatori e filosofi anticomunisti hanno tratto dall\u2019esperienza storica<\/em>\u201d alcuni assiomi tra cui: \u201c<em>Il realismo ontologico conduce molto spesso al<\/em> <em>materialismo filosofico. Il materialismo filosofico, a sua volta, \u00e8 una strada che porta e guida facilmente al comunismo<\/em>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, il sogno indelebile dell\u2019uguaglianza e la sua costruzione restano l\u2019orizzonte culturale e la stella che orienta la scrittura degli autori, perch\u00e9 tra le galassie a noi \u00e8 toccato di essere qui e ora e questo ci obbliga a essere protagonisti del nostro tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La bellezza e la complessit\u00e0 dell\u2019ultima pregevolissima fatica del gruppo di scrittura collettiva formato da Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli rende ardua una sintesi, anche solo abbozzata, dei tanti temi trattati, piuttosto apre scenari pieni di ricordi per chi, credendo nella concretezza della realt\u00e0 materiale, non disegna il confronto con l\u2019assoluto, riassunto nel titolo: \u201cCento miliardi di galassie &#8211; Per un realismo resiliente della praxis\u201d. 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